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Ultima chiamata per Parole A Tavola, l'evento organizzato da MdS Editore e Associazione La Voce del Serchio per incontrare a cena i prestigiosi autori della Casa Editrice.
Ecco gli autori che parteciperanno alla cena, pronti a condividere storie, parole e sorrisi

Certamente per chi arriva da paesi sottosviluppati .....
. . . c'è gente che rischia la vita seriamente per .....
Ricapitolando: siamo una colonia anglo americana, .....
Oggi 8 Marzo auguri a tutte le donne.
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Si canta Amore a Sanremo
Invitano a diventare
più civili
i carri
del Carnevale viareggino
che al Lupo fa un inchino
e alle ingiustizie
uno sberleffo
In .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
di Juri Sbrana
Non chiamatela conclusione naturale: il mio è stato un licenziamento

1/3/2026 - 16:22

Lettera aperta alle Redazioni.
Inoltro comunicato per conto di Barbuti Lorella con preghiera di pubblicazione.
Grazie
J. Sbrana
Ecco il testo:

Non chiamatela conclusione naturale: il mio è stato un licenziamento

 

Lettera aperta di Lorella Barbuti - ex dipendente "Patrimonio Pisa Srl" Sento l’imperativo morale di tornare a scrivere dopo aver seguito, con profonda amarezza, la diretta streaming della Commissione Comunale convocata, con la presenza dell'Amministratore dalla "Patrimonio Pisa Srl", per discutere la mia vicenda. Ascoltare il racconto della mia vita e del mio percorso lavorativo trattati con tale distacco ferisce profondamente. Ancora più grave è stata la ricostruzione parziale dei fatti, che sento il dovere di precisare per ristabilire la verità documentale.

In Commissione è stato dichiarato che il mio rapporto di lavoro si sarebbe concluso in modo “naturale” per il raggiungimento dell’età pensionabile. Non è così. Una conclusione naturale presuppone un percorso condiviso, un congedo dignitoso e programmato. Nel mio caso, invece, ho ricevuto — a soli due giorni dalla morte di mio marito, che era anche il mio unico sostegno per raggiungere il luogo di lavoro — una lettera di licenziamento unilaterale. Il licenziamento è stato intimato con espressa rinuncia al termine di preavviso e con corresponsione della relativa indennità sostitutiva. Ciò ha comportato l’immediata cessazione del rapporto, senza che mi fosse consentito di rientrare in sede neppure per un giorno, né di concludere le attività in corso, né di salutare i colleghi. Se si fosse trattato di una “conclusione naturale”, non vi sarebbe stata alcuna necessità di interrompere il rapporto con effetto immediato. Avevo chiesto un’uscita consensuale e dignitosa, come avviene per la quasi totalità dei lavoratori prossimi alla pensione. Tale richiesta non è stata accolta. Ho trasmesso al Presidente della Commissione la lettera di licenziamento e l’ultima busta paga. I documenti ufficiali parlano chiaro: si tratta di un licenziamento con cessazione immediata del rapporto. Ho inoltre chiesto di essere ascoltata, affinché la mia voce possa trovare spazio accanto alle ricostruzioni aziendali. Questa interruzione improvvisa e non concordata ha prodotto conseguenze pesanti sulla mia vita quotidiana. Da più di tre mesi sono priva di reddito, in attesa dei tempi tecnici dell’INPS per l’erogazione della pensione. Mi trovo sola, nel pieno di un lutto devastante, senza stipendio e senza ancora pensione. Ringrazio i commissari che hanno voluto approfondire il mio caso e la Consigliera di Parità per il sostegno ricevuto. Confido che le sedi competenti sapranno valutare con equilibrio e imparzialità l’intera vicenda. Questa non è solo una questione personale. È una riflessione sulla dignità delle persone in condizione di fragilità, affinché nessuno si senta trasformato da risorsa professionale a problema organizzativo. La mia disabilità non mi rende invisibile. E la mia voce merita ascolto.

Lorella Barbuti










Fonte: Juri Sbrana
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