Ultima chiamata per Parole A Tavola, l'evento organizzato da MdS Editore e Associazione La Voce del Serchio per incontrare a cena i prestigiosi autori della Casa Editrice.
Ecco gli autori che parteciperanno alla cena, pronti a condividere storie, parole e sorrisi
DIRITTO INTERNAZIONALE
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Nel novembre 1979, appena dopo la presa del potere, i pasdaran invasero l'Ambasciata americana a Teheran, catturando 52 diplomatici e tenendoli prigionieri per più di un anno.
In seguito, durante la guerra con l'Irak, assalirono navi neutrali, bloccando lo Stretto di Hormuz ed il commercio del petrolio.
Seguirono attentati in varie parti del mondo, ad esempio alla Sinagoga di Buenos Aires (1994, 85 morti).
Nel frattempo la Repubblica Islamica armava formazioni sciite in Libano, Siria, Yemen, una delle quali fu responsabile della distruzione di una raffineria in Arabia Saudita.
Anche Hamas è stata a lungo armata dalla dittatura degli Ayatollah, con missili che hanno frequentemente colpito il territorio di Israele, nonostante l'aiuto ricevuto da Tel Aviv durante la guerra con l'Irak (fornitura di pezzi di ricambio per i Phantom ereditati dallo Scia').
L'arricchimento dell'uranio, allo scopo di costruire bombe atomiche, è avvenuto in violazione di un Trattato firmato con Russia, Usa, Regno Unito, Francia, Germania ed Europa.
Tutto si può dire, tranne che il rispetto del diritto internazionale sia stato al centro della politica estera iraniana.
Per non parlare delle violazione dei diritti umani all' interno del paese, con l'eliminazione fisica degli oppositori, a partire dai comunisti, torture e detenzioni arbitrarie, nonché la violazione dei diritti delle donne e dell'infanzia (le bambine sono costrette a sposarsi a 9 anni, in analogia con quel che fece Maometto con la sua seconda moglie).
Innumerevoli sono state le sanzioni internazionali contro il regime, che hanno avuto il solo effetto di impoverire la popolazione, ma non di impedire l'arricchimento dei boss (come avviene poi dappertutto, quando si usa questo strumento).
E nemmeno di interrompere il programma missilistico e nucleare.
Armi da usare contro Israele, la cui distruzione è stata più volte auspicata da Khamenei, ma in prospettiva anche contro l'Europa, come dimostra il programma di costruzione dei missili a lunga gittata.
Dare il tempo alla dittatura di completare il programma nucleare, e di costruire i missili in grado di lanciare le bombe, non è né utile né produttivo, anzi è un suicidio.
Un Iran armato con le bombe atomiche sarebbe un pericolo permanente per la pace in Medio Oriente, come peraltro è stato finora, con le minacce agli altri Stati della regione, ed il tentativo di arrestare il processo di pace tra Israele e le monarchie del Golfo ("Accordi di Abramo") dando luce verde, e probabilmente ispirando, la strage del 7 ottobre.
Ogni tentativo interno di cambiare le cose, le varie proteste di piazza nel corso degli anni, sono state soffocate nel sangue.
Una vera pace in Medio Oriente non si può avere finché esiste una dittatura criminale (e medioevale) tesa a creare nemici esterni per nascondere i fallimenti interni.
Come poi è la storia di tutte le dittature, e di cui ne sappiamo qualcosa.