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Ultima chiamata per Parole A Tavola, l'evento organizzato da MdS Editore e Associazione La Voce del Serchio per incontrare a cena i prestigiosi autori della Casa Editrice.
Ecco gli autori che parteciperanno alla cena, pronti a condividere storie, parole e sorrisi

Certamente per chi arriva da paesi sottosviluppati .....
. . . c'è gente che rischia la vita seriamente per .....
Ricapitolando: siamo una colonia anglo americana, .....
Oggi 8 Marzo auguri a tutte le donne.
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Si canta Amore a Sanremo
Invitano a diventare
più civili
i carri
del Carnevale viareggino
che al Lupo fa un inchino
e alle ingiustizie
uno sberleffo
In .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
a cura di
Marcella B Serpi
Questa è Mahsa Amini brutalmente assassinata il 16 settembre 2022 dalla Polizia Morale iraniana per non aver indossato correttamente l'hijab.

3/3/2026 - 13:22

Questa è Mahsa Amini brutalmente assassinata il 16 settembre 2022 dalla Polizia Morale iraniana per non aver indossato correttamente l'hijab.

 

Da allora, il suo ricordo ha animato le piazze che, in Iran in questi anni hanno chiesto a gran voce la capitolazione del regime sanguinario degli ayatollah.Impossibile cancellare la memoria di questa ragazza pestata a morte dalle Pattuglie dell’Orientamento di Teheran, nome ufficiale della Polizia Morale, per non aver indossato correttamente il velo a coprire i capelli, lasciandone libera una ciocca.La sua morte è stata la scintilla che ha scatenato le proteste degli iraniani, giovani e non solo per chiedere un cambiamento radicale del regime. Il velo è obbligatorio dal 1979 con l’avvento al potere dell’ayatollah Khomeini, come molte iraniane, Mahsa Amini indossava il velo quando era all’aperto o doveva entrare in un edificio pubblico, come a scuola, dove è vietato l’ingresso a chi non indossa correttamente l’hijab.

Mahsa era una ragazza come tante che amava il rossetto scarlatto come lo smalto sulle unghie. Non c’è nessuno, a scuola, tra i suoi amici e parenti, che racconta di un interesse per la politica da parte di Mahsa Amini.

Anzi, il ritratto che ne fanno tutti è quello di una bambina e poi di una ragazzina come tante, molto educata e un po’ timida. Il suo sogno sin da bambina era quello di diventare medico e nel 2022 Mahsa Amini viene ammessa alla facoltà di Medicina dell’Università. Prima che inizino i corsi, decide di andare in gita a Teheran insieme al fratello Kiarash, per incontrare alcuni parenti. È il 13 settembre 2022.Mahsa Amini non farà più ritorno a casa.In Iran il velo è obbligatorio per le donne dal 1979, dopo l’avvento al potere di Ruhollah Khomeini. Secondo l’ayatollah le donne senza velo devono essere considerate "nude". Il suo successore alla guida del Paese, Ali Khamenei appena scomparso... sosteneva che l’hijab non era di intralcio alle attività quotidiane delle donne "Le donne che si presentano in pubblico senza l’hijab religioso saranno condannate fino a 74 frustate». Questa è la regola.

Mahsa Amini viene fermata insieme al fratello da una Pattuglia dell’Orientamento, alle 6 del pomeriggio di martedì 13 settembre 2022, vicino alla stazione della metropolitana di Haqqani a Teheran. Dalla fronte le spunta un ricciolo. Gli agenti la conducono al commissariato di Vozara e rassicurano il fratello che la terranno solo per un breve corso di indottrinamento, della durata di un’ora, sul corretto modo di indossare l’hijab religioso.

Due ore dopo, alle 8 di sera, un’ambulanza lascia il posto di polizia. Suo fratello Kiarash chiede all’agente di guardia per chi fosse l’ambulanza. Gli dicono che si era ferito un poliziotto. Mahsa Amini viene ricoverata nel reparto di terapia intensiva del Kasra Hospital. Ha una lesione cerebrale con formazione di un edema, sanguina dalle orecchie, ha lividi sotto gli occhi, diverse fratture facciali ed importanti emorragie.Dopo tre giorni di coma, Mahsa Amini viene dichiarata morta. Le autorità di Teheran fanno circolare la notizia che Mahsa Amini è morta per aver battuto la testa, cadendo da sola a seguito di una non meglio precisata malattia grave di cui avrebbe sofferto.La mattina del 17 settembre il corpo della giovane viene trasferito nel cimitero Aichi di Saqqez per essere cremato. La cerimonia avviene nella notte per "motivi di sicurezza". Ai familiari è impedito assistervi. Tutte le strade di accesso alla città vengono bloccate per impedire le proteste, ma le manifestazioni dilagano nel Paese.La repressione è brutale.

Da allora si contano migliaia di arresti e centinaia di esecuzioni capitali di oppositori al regime.L’avvocato della famiglia di Mahsa, Saleh Nikhbakht, subito dopo la sua morte chiede un processo imparziale, ma l’avvocato è stato incriminato con l’accusa di "propaganda contro il sistema".Niloofar Hamedi ed Elaheh Mohammadi, i due giornalisti che per primi hanno reso pubbliche le notizie sulle cause dell’omicidio della ragazza, sono finiti in carcere. Nel primo anniversario della morte, il padre di Mahsa, Amjad Amini, è stato arrestato e poi rilasciato dopo che gli è stato intimato di non tenere alcuna cerimonia funebre per la figlia.In Iran, non è mai stata aperta alcuna inchiesta giudiziaria sulla morte di Mahsa Amini.L'attacco all'Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele, ma soprattutto la notizia della morte di Khamenei e dei suoi complici che in quel momento si trovavano insieme a lui (circa quaranta persone) è stato accolto dagli iraniani con lancio di fuochi artificiali dalle finestre! Ogni tanto prima di commentare ricordiamoci di Masha Amini e dei 40.000 giovani trucidati recentemente per aver avuto il coraggio di manifestare a costo della vita, magari considerando la libertà un bene così prezioso da correre qualsiasi rischio compreso quello di rinunciare alla vita.

La libertà è davvero un bene prezioso che interessa poco solo chi ce l'ha

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