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Il 15 aprile, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, Gavia (Paola Pasqualetti) ha presentato un manoscritto in carta riciclata e rilegato a mano,  intitolato  "Almeno te sei sorella di Paolo - Emozioni fermate".Si tratta di un "manufatto artistico", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina, in cui Gavia ha raccontato fatti, emozioni, ricordi della sua vita.

Signora mi scusi ma glielo devo dire: invece di tegameggiare .....
In un momento come questo, con un evidente crisi .....
Quali sarebbero le leggi violate da Salis in questo .....
. . . ci sono le leggi approvate dal Parlamento e fatte .....
da dire molto...in poco tempo!
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Moreno domanda a Gemini: il film il mandolino del capitano Corelli ha vinto qualche premio cinematografico?
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Alessandro Garzella
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di

Fabiano corsini
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Pisa, 22 aprile
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Tirrenia, nuova gestione per il Bagno Roma
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Associazioneamicidipisa Info
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Il dolce tepore dei raggi
del sole
che ha schiuso le gemme
degli alberi da frutto
Ha destato i narcisi e le viole,
e risvegliato
lentamente in .....
Caro sindaco Cecchelli ieri mi sono recata a fatica in via Niccolini presso l'ufficio competente a ritirare i sacchi per l'indifferenziata, previo appuntamento .....
di Roberto Damico
Questa guerra non è (solo) di Netanyahu.
È di Israele.

4/3/2026 - 13:21

Leggo spesso, in questi giorni, analisi che mi lasciano perplesso. Il copione è sempre lo stesso: si parte dall'assunto che Benjamin Netanyahu sia disposto a tutto pur di rimanere al potere, per poi concludere che la guerra sia essenzialmente una sua "guerra personale", una manovra politica.
Ora, che Netanyahu sia un uomo di potere e agisca anche con logiche politiche è ovvio e umano. Ma questa chiave di lettura, da sola, è miope e rischia di farci perdere di vista il quadro generale.
Il punto è un altro: questa guerra non è (solo) di Netanyahu.
È di Israele.
Basta guardare i sondaggi e l'ampiezza dell'arco parlamentare che sostiene l'operazione. La stragrande maggioranza degli israeliani, pur non amando la guerra e vivendola con il dolore di chi conta le proprie vittime, ne comprende la necessità strategica. E il motivo è semplice: per la prima volta dopo decenni, si profila all'orizzonte la possibilità di un cambiamento radicale.
Da 47 anni Israele convive con una minaccia esistenziale multiforme: proxy armati dall'Iran ai confini, terrorismo, e una campagna di delegittimazione internazionale. È un popolo sotto assedio psicologico e fisico. Quando sento dire che "l'Iran era una minaccia a parole, non nei fatti", mi chiedo quanti si ricordino le migliaia di razzi di Hezbollah dal nord, le due Intifada, e il 7 ottobre. Non sono "parole", sono fatti. Vite.
Il contesto globale è cambiato.
Fino a pochi anni fa, la Russia proiettava la sua ombra sulla Siria, creando un cuscinetto protettivo per l'Iran e i suoi alleati. Oggi la Russia è impantanata in Ucraina. La Siria di Assad è svanita. Hezbollah è stato decimato. Hamas è stato smantellato come forza militare organizzata a Gaza.
Per la prima volta, la strada per Teheran è spianata. E un cambiamento del regime iraniano non è solo un interesse israeliano, ma di tutti coloro che credono nella stabilità e prosperità del medioriente.
Forse, ciò che leggiamo come cinismo politico di Netanyahu è, più semplicemente, la determinazione di un leader che interpreta il sentimento profondo del suo popolo: cogliere questa finestra storica per provare a cambiare l'equazione della sicurezza, una volta per tutte.
E in Italia?
Da noi, a mio avviso, si aggiunge un doppio filtro che ci impedisce di capire. Oltre a una certa, antica difficoltà a comprendere le ragioni profonde di Israele, abbiamo una lente interna tutta nostra: quella anti-berlusconiana. Proiettiamo su un leader di centro-destra come Netanyahu lo stesso schema con cui giudichiamo i nostri politici: l'uomo solo al comando che sbaglia sempre e agisce solo per interesse personale. Ma Israele non è l'Italia, e le sue ragioni non si valutano con le stesse regole della politica nostrana.
Per capire davvero, dovremmo provare a mettere da parte questi pregiudizi e guardare alla complessità di un popolo che, forse per la prima volta, vede una speranza, per quanto cruenta, di un futuro più sicuro e di pace. Per tutti.

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6/3/2026 - 19:05

AUTORE:
Amico

...presiede un governo di destra e mentre Golda Meier presiedeva un governo laburista si trovò circondata da mezzo medio oriente che voleva cancellare l'esistenza di Israele ma come si dice che la miglior difesa è l'attacco ed "il contropiede" le riuscì.
Poi venne il laburista Rabin che fu assassinato come El Sadat e tanti altri in quelle regioni che ogni tre x due si sbatacchiano come stoccafissi ed ora che erano vicinissimi alla cosiddetta Pace di Abramo con il riconoscimento di Israele da parte della Santa Sede, dell'Arabia Saudita ed atri, quella pace avrebbe castrato "i rivoluzionari di vario genere" che vivono del commercio di armamenti
Non sono uno storico e vado "a naso". Altri parlano alla pancia del popolino riguardo i soliti americani che secondo vox populi dove c'è odor di petrolio loro intrervengono in armi e...quando sbarcarono in Sicilia fu per liberare noi dall'olio di ricino o per fregare gli aranci?
Oppure: spaccanno nniosa per guadagnare sulla ricostruzione? come fu per l'Italia con il piano Marshall?
Ergo: si rompono bottiglie di Chianti, di Sassicaia per vendere i vetri?

6/3/2026 - 17:19

AUTORE:
MARLO PUCCETTI

Noto che il mio intervento ha innescato riflessioni e polemiche.
Eviterei di stare a polemizzare sul numero di morti. Fossero stati anche 50.000, anche 40.000 Sarebbero stati tantissimi.Certo che ci sono morti anche i terroristi di Hamas (si parla di circa 10.000) ma non è stato il metodo giusto per separare la zizzania dal grano buono. Poi gli edifici tutti distrutti, e dove sono andati a dormire? in fatiscenti tende sommerse dalle abbondanti piogge.. Così dopo l'industria delle armi ne trarranno vantaggio anche i "palazzinari". In guerra (in questo caso solamente da parte di Netanyahu) i morti diventano effetti collaterali, necessari. Mi c'è voluto del tempo a capire che in molti è sviluppato questo concetto. Mi misi a contestare i bombardamenti americani forte del tragico ricordo dei bombardamenti a tappeto degli USA su Porta a Mare. Molti (più di mille rimasero sotto i bombardamenti) ma furono ritenuti necessari. mi fecero presente che non era stata colpa degli americani ma dei tedeschi presenti a Pisa che dovevano essere allontanati. Anche in quel caso i morti pisani era stati un po' meno morti.
Poi tutto questo serve al primo ministro israeliano perchè non si parli dei suoi problemi con la giustizia israeliana.

6/3/2026 - 17:14

AUTORE:
......................

Noto che il mio intervento ha innescato riflessioni e polemiche.
Eviterei di stare a polemizzare sul numero di morti. Fossero stati anche 50.000, anche 40.000 Sarebbero stati tantissimi.Certo che ci sono morti anche i terroristi di Hamas (si parla di circa 10.000) ma non è stato il metodo giusto per separare la zizzania dal grano buono. Poi gli edifici tutti distrutti, e dove sono andati a dormire? in fatiscenti tende sommerse dalle abbondanti piogge.. Così dopo l'industria delle armi ne trarranno vantaggio anche i "palazzinari". In guerra (in questo caso solamente da parte di Netanyahu) i morti diventano effetti collaterali, necessari. Mi c'è voluto del tempo a capire che in molti è sviluppato questo concetto. Mi misi a contestare i bombardamenti americani forte del tragico ricordo dei bombardamenti a tappeto degli USA su Porta a Mare. Molti (più di mille rimasero sotto i bombardamenti) ma furono ritenuti necessari. mi fecero presente che non era stata colpa degli americani ma dei tedeschi presenti a Pisa che dovevano essere allontanati. Anche in quel caso i morti pisani era stati un po' meno morti.

nota: mancando nome e titolo l'articolo era andato in cancellazione e con l'aggiunta dei puntini la red l'ha pubblicato

6/3/2026 - 9:19

AUTORE:
sempre amico di Piero

Intanto Israele è l'unico paese del medio oriente a possedere l'arma atomica. Quindi a essere minacciati di sterminio potrebbero essere gli altri popoli vicini e pure quelli lontani.
Al tempo della guerra fredda si diceva che l'atomica era un deterrente. Se l'avevano i Sovietici l'avevano anche gli Usa e questo generava una certa stabilità. Stabilità che in medio oriente non c'è...

6/3/2026 - 8:39

AUTORE:
Amico di tutti (ma non degli assassini seriali)

...con il culo al caldo come facciamo noi tutti.
Ma proviamo ad essere minacciati di sterminio totale ed ovunque come gli ebrei e poi si ragiona.

6/3/2026 - 7:10

AUTORE:
Amico di Piero

Certo che sono morti anche i terroristi di Hamas, gli esperti di intelligence parlano di cifre tra i 7 e i 15 mila morti.
Ora se fai di conto una cifra viene fuori. Sembrerebbe sempre un po' altina..

5/3/2026 - 23:59

AUTORE:
Sempre amico

Lo ha ripetuto questa sera anche il prf. Alessandro Orsini su rete 4 e chiaramente tu, Marlo e Orsini siete convinti che sia TUTTA popolazione civile e...quindi quelli vestiti di nero con la faccia sempre tappata e sempre con mitragliere a tracolla se ne stavano in panciolle? nessuno di loro è finito a gambaciala?

5/3/2026 - 23:31

AUTORE:
Piero C.

il lettore amico deve aver preso alla lettera la Bibbia. Occhio x occhio....il numero 70 mila esce, anche, dal portavoce dell' Idf che proprio la settimana scorsa ha riconosciuto il numero delle vittime. Le fosse comuni sono sotto le tonnellate di macerie che hanno provocato i bombardamenti. E poi c'è gente che alle funzioni religiose fa anche la comunione per lavarsi la coscienza dopo aver scritto minchiate...

5/3/2026 - 22:01

AUTORE:
Lettore amico

...unt'allargà tanto!
La decimazione tedesca era altra cosa.
Li prendevano 10 poveri innocenti dei nostri per la dipartita di uno dei loro.
Il numero "settantamila" da dove esce fuori?
Hanno forse trovato le fosse comuni come a Buča (Ucraina)?
Dei combattenti di Hamas caduti son fuori conteggio?
Te parli di vendetta come i russi parlano di azione speciale.
Ma le parole hanno un senso; come quelle dette da Hamas alla fine della giornata di sbudellamenti nei kibbuz israeliani: Questo è il primo "intervento" dei quattro in programma che prevedono la cancellazione totale di Israele e di tutti i semiti nel mondo; così come il programma atomico dei "preti" iracheni che appena pronta la bomba si distrugge Israele per sempre.

nb: poi bastava che liberassero gli ostaggi anche prima di subito e si sarebbero verificate meno "vendette".

5/3/2026 - 21:19

AUTORE:
MARLO PUCCETTI

a sentire parlare così di Netanyahu sembra che chi ha scritto abbia perso la memoria degli ultimi anni. Sembra che che il primo ministro abbia recuperato la verginità dell'uomo integerrimo e leale dimenticando della strage che ha comandato di 70.000 palestinesi. Prima che me lo evidenzi il Sig. Damico c'è stato l'atto orribile del 7 ottobre da parte dei terroristi di Hamas. Mi pare la vendetta sproporzionata. Ai tempi dei nazisti in Italia per ogni tedesco ucciso venivano fucilati 10 italiani. Israele ha diritto di esistere ma i morti palestinesi non sono meno morti degli altri. O vogliamo chiamarli effetti collaterali?
Puccetti insofferente alle guerre.