Il 15 aprile, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, Gavia (Paola Pasqualetti) ha presentato un manoscritto in carta riciclata e rilegato a mano, intitolato "Almeno te sei sorella di Paolo - Emozioni fermate".Si tratta di un "manufatto artistico", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina, in cui Gavia ha raccontato fatti, emozioni, ricordi della sua vita.

Da un 8 marzo all’altro
Dopo la parola, dopo la scrittura, forse è arrivato il momento di dare spazio anche alla nostra voce, al canto.
Noi donne abbiamo compreso quanto sia necessario prendere parola. Abbiamo capito che scrivere è uno strumento potente di autoconsapevolezza, di libertà e di trasmissione di esperienza. In molti luoghi sono nati gruppi di scrittura creativa di donne, spazi preziosi in cui pensieri e storie trovano forma e dignità.
Quello che invece ancora fatica a prendere corpo è la voce condivisa: il canto, il cantare insieme.
Eppure la tradizione femminile del canto è antichissima. La Toscana ha avuto grandi voci di donne come Caterina Bueno e Dodi Moscati; il Lazio ha espresso figure straordinarie come Sara Modigliani e Giovanna Marini, e tante altre che hanno custodito e tramandato il patrimonio dei canti popolari.
Le donne hanno sempre accompagnato il lavoro e la vita con la voce. C’erano le malinconiche ninnananne delle madri toscane, stremate dopo una giornata di lavoro, spesso sole ad addormentare i figli. C’erano i canti delle mondine nelle risaie del Nord, quelli delle lavandaie chine sull’acqua fredda, delle raccoglitrici di olive nel Sud.
E poi i canti d’amore e di attesa, intonati per i compagni perseguitati dal potere o lontani.
Con il femminismo degli anni Settanta arrivarono anche canzoni nuove, ironiche, irriverenti, come quelle di Fufi Sonnino e del movimento femminista romano: voci che ridevano, protestavano, sfidavano il silenzio imposto alle donne.
Oggi però, quando siamo insieme, spesso restiamo mute. Non sappiamo più cosa cantare, né da dove cominciare.
Per questo, da Spazio Donna, lanciamo una domanda e una proposta: dopo aver riconquistato la parola e la scrittura, vogliamo riprenderci anche la voce e il canto?
A Bolsena, un piccolo gruppo di donne ha iniziato proprio da qui: ha recuperato gli antichi canti delle lavandaie che un tempo si incontravano al gelido lavatoio comunale. Hanno scelto di indossare abiti simili e, in molte occasioni pubbliche, si ritrovano a cantare insieme.
Tra loro ci sono donne diversissime per età, storie e percorsi. Eppure, attraverso il canto, è nata una vera sorellanza di voci.
Forse è proprio da qui che si può ripartire: dalla memoria, dalla condivisione, dal coraggio di lasciare uscire la voce.
Perché anche la storia delle donne passa dal canto. E ogni voce che si unisce alle altre rende quella storia più forte, più viva, più nostra. 🎶✨
INSERISCI IL TUO COMMENTO