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Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.

Signora mi scusi ma glielo devo dire: invece di tegameggiare .....
In un momento come questo, con un evidente crisi .....
Quali sarebbero le leggi violate da Salis in questo .....
. . . ci sono le leggi approvate dal Parlamento e fatte .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Il dolce tepore dei raggi
del sole
che ha schiuso le gemme
degli alberi da frutto
Ha destato i narcisi e le viole,
e risvegliato
lentamente in .....
lì abbiamo contati i " pippoli " ? Direi che sono circa 15 milioni. . .
Pisa, 14 marzo
“Dottoressa non saranno mica psicofarmaci?"
della psichiatra Alba Calderone

10/3/2026 - 16:04


La psichiatra Alba Calderone presenta il 14 marzo in Gipsoteca “Dottoressa non saranno mica psicofarmaci?"

 

Sabato 14 marzo alle 17, nella Gipsoteca di Arte Antica dell’Università di Pisa, la psichiatra dell’AOUP, Alba Calderone, presenterà “Dottoressa non saranno mica psicofarmaci? …e liberaci dal male oscuro dei pregiudizi”, il libro edito da Davide Falletta Editore.

La psichiatra, dirigente medico dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, dialogherà con la giornalista Francesca Franceschi.

Il volume nasce con un obiettivo preciso: smontare con ironia, chiarezza e rigore scientifico lo stigma e i pregiudizi che ancora oggi allontanano molte persone dalle cure per depressione e disturbi d’ansia.

Il titolo richiama volutamente l’opera “E liberaci dal male oscuro” del grande psichiatra italiano Giovanni Battista Cassano, maestro dell’autrice e tra i primi studiosi ad affrontare apertamente il tema della depressione nella psichiatria italiana.

Nonostante i progressi della medicina e della ricerca scientifica, lo stigma verso la salute mentale rimane forte.

Ancora oggi, per molte persone, rivolgersi a uno psichiatra è infatti percepito come un segno di debolezza o come una “resa morale”. Eppure la depressione è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità una delle principali cause di disabilità a livello globale, con centinaia di milioni di persone colpite nel mondo.

Nel suo libro Alba Calderone affronta direttamente questo nodo culturale, mettendo al centro il tema dello stigma: quello verso la malattia mentale, verso gli psichiatri e, soprattutto, verso gli psicofarmaci.

Attraverso un linguaggio chiaro, ironico e profondamente umano, l’autrice smonta uno a uno molti dei falsi miti più diffusi: l’idea che gli antidepressivi creino dipendenza, che cambino la personalità o che rappresentino una scorciatoia rispetto a un percorso psicologico.

Il saggio si muove tra divulgazione scientifica, esperienza clinica e cultura contemporanea.

Alle spiegazioni basate sulle più recenti evidenze scientifiche si affiancano aneddoti tratti dalla pratica clinica dell’autrice, raccontati in forma narrativa, insieme a numerosi riferimenti alla cultura pop, al cinema e alla musica.

Dal dibattito sugli antidepressivi negli Stati Uniti, con le dichiarazioni di Tom Cruise e la risposta ironica di Brooke Shields, fino alle testimonianze pubbliche di artisti come Lady Gaga e Kekko Silvestre, che hanno raccontato la propria esperienza con la depressione.

Tra i temi affrontati nel libro: i falsi miti sugli psicofarmaci, lo stigma e l’autostigma che impediscono spesso di chiedere aiuto, il complesso rapporto tra corpo e mente – dal ruolo dello stress alle manifestazioni fisiche dell’ansia – e il falso conflitto tra psicoterapia e farmacoterapia, che l’autrice propone invece come strumenti complementari nel percorso di cura.

Uno spazio importante è dedicato anche al confronto tra medicina scientifica e pensiero antiscientifico, smontando l’illusione diffusa secondo cui “naturale” significhi automaticamente innocuo e“chimico” pericoloso.

“Il messaggio centrale del libro è chiaro: non esistono “farmaci per i pazzi”, ma terapie che, quando utilizzate in modo appropriato, possono migliorare significativamente la qualità della vita – interviene l’autrice -. La vera domanda non è se una persona sia “abbastanza forte” da farcela da sola, ma quale sia oggi la sua qualità di vita e quanto ansia e depressione stiano limitando la possibilità di vivere pienamente.

Non solo. In questo volume affronto anche il tema delicatissimo dell’abuso di psicofarmaci nei ragazzi (Gen Z) che cercano disperatamente, a causa di un dilagante analfabetismo emotivo, dei dopanti per non sentire il dolore delle emozioni o il senso di solitudine inflitto da smartphone e social network”.

La presentazione sarà un’occasione di confronto aperto con il pubblico sui temi della salute mentale e sulla necessità di superare paure, stereotipi e disinformazione che ancora oggi accompagnano la psichiatria.

Al termine dell’iniziativa – ad ingresso libero e gratuito - seguirà un firmacopie del libro e un aperitivo offerto a tutti i presenti.

 

Alba Calderone è medico psichiatra presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana.

Dopo la laurea e la specializzazione ha conseguito un dottorato in Clinica e Neurobiologia dei disturbi affettivi e il diploma di psicoterapeuta cognitivo-comportamentale.

Da anni si occupa di disturbi dell’umore e d’ansia, con particolare attenzione alle ricadute dello stigma sulla qualità di vita dei pazienti e sull’aderenza alle terapie.

Formata alla scuola pisana guidata da Giovanni Battista Cassano, unisce l’eredità della grande psichiatria clinica a un linguaggio moderno e divulgativo.

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