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Il 15 aprile, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, Gavia (Paola Pasqualetti) ha presentato un manoscritto in carta riciclata e rilegato a mano,  intitolato  "Almeno te sei sorella di Paolo - Emozioni fermate".Si tratta di un "manufatto artistico", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina, in cui Gavia ha raccontato fatti, emozioni, ricordi della sua vita.

Signora mi scusi ma glielo devo dire: invece di tegameggiare .....
In un momento come questo, con un evidente crisi .....
Quali sarebbero le leggi violate da Salis in questo .....
. . . ci sono le leggi approvate dal Parlamento e fatte .....
da dire molto...in poco tempo!
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Moreno domanda a Gemini: il film il mandolino del capitano Corelli ha vinto qualche premio cinematografico?
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Alessandro Garzella
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di

Fabiano corsini
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Pisa, 22 aprile
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Tirrenia, nuova gestione per il Bagno Roma
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Associazioneamicidipisa Info
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Il dolce tepore dei raggi
del sole
che ha schiuso le gemme
degli alberi da frutto
Ha destato i narcisi e le viole,
e risvegliato
lentamente in .....
Caro sindaco Cecchelli ieri mi sono recata a fatica in via Niccolini presso l'ufficio competente a ritirare i sacchi per l'indifferenziata, previo appuntamento .....
di Preziosa Venere
Si chiama Jannik Sinner.

16/3/2026 - 19:45

Si chiama Jannik Sinner.


Ha appena vent’anni e quel match non era nemmeno previsto per lui: entra all’ultimo istante al posto di Berrettini, bloccato da un infortunio.

Dall’altra parte della rete c’è Daniil Medvedev.
Il numero uno del mondo, fresco campione degli US Open.
Il primo set si chiude 6-0 per il russo.


Durante il cambio di campo, Medvedev lancia un’occhiata al ragazzo…
e sbadiglia. Uno sbadiglio esagerato, teatrale, quasi provocatorio.
Come a dire: “Che noia mortale”.


Il pubblico fischia indignato.
Sinner abbassa gli occhi, stringe la racchetta e torna in campo.
Senza una parola, senza una reazione visibile.
Gli anni scorrono.
Quel ragazzo si trasforma.
Il fisico si fa più forte, il gioco evolve, la mente si tempra
Diventa uno dei tennisti più dominanti del pianeta.


Stanotte, tra le dune della California, il cerchio si chiude.
Finale di Indian Wells.
Di nuovo Sinner contro Medvedev.
Ma questa volta non c’è spazio per sbadigli.
Due tie-break al cardiopalma.
Una guerra di nervi e qualità.


E alla fine è Jannik Sinner a sollevare il trofeo.
Perché nello sport, come nella vita,
non conta chi fa lo sbruffone all’inizio.
Conta chi resiste abbastanza a lungo… da far sparire il sorriso dalla faccia degli altri.

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