none_o

Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.

Signora mi scusi ma glielo devo dire: invece di tegameggiare .....
In un momento come questo, con un evidente crisi .....
Quali sarebbero le leggi violate da Salis in questo .....
. . . ci sono le leggi approvate dal Parlamento e fatte .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Il dolce tepore dei raggi
del sole
che ha schiuso le gemme
degli alberi da frutto
Ha destato i narcisi e le viole,
e risvegliato
lentamente in .....
lì abbiamo contati i " pippoli " ? Direi che sono circa 15 milioni. . .
a cura dell'Avv. Andrea Perillo
Ha vinto il no.

25/3/2026 - 18:13

Ha vinto il no.


E una cinquantina di magistrati, champagne in mano, ha cantato Bella Ciao nella sede dell'Associazione Nazionale Magistrati al Tribunale di Napoli. Presente il procuratore generale presso la Corte d'Appello. A Milano, brindisi nell'Aula Magna del Palazzo di Giustizia. Decine di toghe davanti al televisore, come ultras al fischio finale.
La riforma voleva dimostrare che la magistratura italiana è diventata un corpo politico. I magistrati hanno risposto dimostrando di essere un corpo politico.
Hanno fondato comitati, battuto i territori, tenuto comizi. Poi hanno festeggiato con l'inno della Resistenza nei luoghi dove dovrebbero amministrare giustizia in nome del popolo italiano. Tutto il popolo. Anche quel 46% che ha votato Sì.
Il paradosso è geometrico. Chi chiedeva terzietà è stato sconfitto da chi ha dimostrato di non essere terzo. Il serpente si è morso la coda. E la coda ha vinto. Ha vinto un sistema collaudato in settant'anni di egemonia. La macchina del No si è mossa su tre leve: paura, spostamento del tema e sacralizzazione della Costituzione. Il procuratore di Napoli Gratteri ha dichiarato che per il Sì avrebbero votato mafiosi, massoni deviati e imputati. Di Matteo ha rilanciato. Nessuno dei due è stato sottoposto a procedimento disciplinare. Nessuno dei due si è scusato.
Quattordici milioni di elettori equiparati a criminali da chi dovrebbe giudicare senza pregiudizio. In qualsiasi democrazia matura sarebbe uno scandalo istituzionale. In Italia è campagna referendaria. Il referendum non ha mai riguardato la separazione delle carriere. Ha riguardato la Santanchè, Delmastro, il presunto autoritarismo di Meloni. I dati lo confermano: un terzo di chi ha votato No dichiara di averlo fatto per mandare un segnale politico al governo.
Non sapeva nulla degli articoli 104 e 105 della Costituzione. Sapeva che Meloni andava fermata. Gli è bastato.
"Difendere la Costituzione" è diventato lo slogan perfetto. Non richiede studio, non richiede competenza, non richiede nemmeno sapere cosa preveda la riforma. La Costituzione è stata modificata quarantacinque volte in settantotto anni, da maggioranze di ogni colore. Ma "difendere la Costituzione" suona bene. Soprattutto su TikTok, dove il 61% degli under 34 ha votato No con la stessa consapevolezza con cui condivide un reel.
E le bugie? Una valanga. Solo a titolo di esempio: hanno detto agli italiani che il governo faceva scappare i criminali avvisandoli prima dell'arresto. Falso: la norma riguarda solo i casi senza pericolo di fuga. Hanno detto che le intercettazioni erano state limitate a 45 giorni. Falso: erano state triplicate, da 15 a 45 giorni rinnovabili. Hanno trasformato il sorteggio per il CSM in una barzelletta da cabaret. E nessuno li ha smentiti.
In realtà pure il centrodestra è svegliato a pochi minuti dal fischio d'inizio. Ha lasciato che Gratteri trasformasse il dibattito in un processo ai votanti del Sì senza colpo ferire. Ha affidato la campagna a figure che regalavano argomenti all'avversario. La capo di gabinetto di Nordio che in televisione invita a votare Sì per "toglierci di mezzo la magistratura". Le intemerate contro i giudici rivolte a chi era già convinto, invece di parlare al ventre molle degli indecisi. Un suicidio comunicativo.
Dopo il voto resta un dato che vale più di ogni analisi. Questa sera, nei Palazzi di Giustizia d'Italia, si stappano bottiglie. Chi giudica festeggia una vittoria politica. Chi dovrebbe essere arbitro canta l'inno di una parte. Chi invoca indipendenza si comporta come la corrente di un partito.
La separazione delle carriere non è passata. La separazione tra magistratura e politica non è mai esistita. Almeno adesso lo sanno tutti.






















+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

27/3/2026 - 14:25

AUTORE:
vecchianese

No, il paio lo hanno fatto gli slogan del Si. " con la vittoria del No saremo invasi da pedofili e stupratori " ( Meloni dixit ). Con la vittoria del Si mai più vergogne come " Garlasco e Tortora " ( comitati del Si ). Tutte cose che con il referendum non c' entravano nulla...ma tutto fa brodo. E ora bevetevelo...

27/3/2026 - 13:56

AUTORE:
Elettore

"La Costituzione non si tocca".
Fa il paio con "No alle tasse".

27/3/2026 - 11:21

AUTORE:
Tommaso

Ho come il sentore che se avesse vinto il SI tante discussioni e dicerie non ci sarebbero state. Adesso vien fuori che " il popolo non è in grado di giudicare ", che " i bamboccioni " hanno detto no senza sapere cosa facevano, che ci sono " gli ignoranti indottrinati ". Avete finito ?
Il POPOLO si è espresso e ha votato in maniera diversa rispetto a voi. Ed è lo stesso POPOLO, "ignorante e non in grado di giudicare", che nel 1946 scelse la Repubblica invece della monarchia. Che nel 1974 votò No all'abrogazione della legge sul divorzio che tante anime belle, anche a sinistra sia chiaro, volevano togliere. Che ha votato a favore dell'acqua pubblica e del no all'energia nucleare. Che votò si alle trivelle e no alla riforma Renzi/Boschi/Verdini, dopo aver votato no alla devolution di Berlusconi e Lega.
Come si vede ad occhio nudo sono tutti voti trasversali e liberi. E' questo che manda in bestia i presunti liberisti del giorno dopo. Credevano di saper tutto e invece non sanno una beneamata.
Un cenno al sig. avvocato : chi glielo dice che un corrotto o un corruttore indagati o anche un presunto spacciatore ( è successo ad Ascoli Piceno ), i casi dove si prevede che non ci sia un eventuale pericolo di fuga, una volta avvertito con 5 giorni di anticipo, quello non scappi proprio perchè sa che andranno a prenderlo ? Chissà in quanti paesi del mondo esiste una norma assurda come questa.
Buona giornata.

26/3/2026 - 17:37

AUTORE:
Autore della pubblicazione dell'articolo

...in cabina elettorale ero solo ed il voto è segreto come stabilito dalle leggi costituzionali italiane.
Tu hai sempre votato? se no rimane agli atti, se si non sapremo mai come, anche se lo dichiari pubblicamente.
...e rileggi quel che invii, ho rilevato e corretto 7 (sette) errori ortografici!

26/3/2026 - 17:18

AUTORE:
Bamboccione

Ho scelto consapevolmente il No per due motivi
1) se si vuole modificare la Costituzione lo si fa in Parlamento ascontando tutte le voci, maggioranza e opposizione come lo è stato per la stessa Costituzione. Se lo si fa a maggioranza si rispettono questi principi fondamentali.
2) una riforma è tale se serve ai cittadini, cosa che non faceva questa riforma che fa pensare ad uno scopo diverso rivolto soprattutto a limitare l'autonomia della magistratura.
Concordo che non mi sono piaciuti i balli e le canzoni, come non mi è piaciuto questo articolo di parte scelto appositamnete da chi ha votato si.

26/3/2026 - 13:54

AUTORE:
E-Lettore

Quanta ignoranza negli indottrinati dozzinali
.
La Nostra Costituzione non è come i 10 comandamenti che dice di non fornicare (....?) e non desiderare la donna d'altri.
E ll'omo?
Onora il padre e la madre, e i suoceri?
Nb: la Nostra Costituzione è stata modificata già prima che nascessero i bomboccioni che in massa hanno detto no senza sapere il perché al seguro come dighino a Lucca.
Il referendum costituzionale precedente sulla responsabilità dei giudici passò con l'82% di si e poi "dice" che tutto è rimasto uguale e li i cosiddetti "giovani" come si espressero?
Ed il referendum costituzionale del /16 che se Berlusconi manteneva la parola data nel famoso patto del Nazareno, veniva approvato il tutto ìn Parlamento senza il referendum; il referendum si rende obbligatorio se non c'è maggioranza qualificata dei due terzi e li la Costituzione veniva "sciagattata" se venivano eliminati il doppione Senato, le Province e l'inutile CNEL?

E poi il referendum costituzionale grillino del taglio dei parlamentari, ha portato giovamento alle casse dello stato ed ai giovani?
Punto di domanda?

26/3/2026 - 13:39

AUTORE:
Amico della Costituzione

La nostra Costituzione va rispettata! Così hanno deciso gli elettori sul referendum in materia di giustizia. La Costituzione si avvale, tra l’altro, dell’ autonomia di ciascun ordinamento repubblicano:
A) LEGISLATIVO: Il Parlamento (Camera Senato)
B) ESECUTIVO: Il Consiglio dei Ministri.
C) GIUDIZIARIO: La Magistratura.

La volontà del Consiglio dei Ministri e del Parlamento a maggioranza qualificata ci aveva proposto a noi elettori, una modifica costituzionale sull’ordinamento giudiziario. Gli elettori referendari hanno bocciato il tentativo di modifica costituzionale espressa dal Governo e dalla maggioranza parlamentare.
Il GIUDIZIARIO dunque mantiene la sua autonomia e indipendenza dagli altri due ordinamenti repubblicani.
Resta il fatto che il rispetto della Costituzione ha ancora un ostacolo da superare, l’autonomia del Parlamento. Da decenni l’autonomia del LEGISLATIVO è sostituita dalla decretazione urgente dell’ESECUTIVO, e che il LEGISLATIVO dovrà confermare trascorsi alcuni mesi, e dalle rispettive maggioranze dei due rami del Parlamento.
Senza una solida maggioranza parlamentare si rischia che le leggi non arrivino a compimento. La doppia lettura tra le due Camere rimane ancora un ulteriore ostacolo da superare.
Questo ostacolo legislativo e il rispetto Costituzionale era emerso già dal tentativo di riforma costituzionale bocciata dal referendum del 2016.
Se emergerà una svolta politica lo vedremo nel 2027 (politiche).
Resta in ogni caso questa ferita non ancora rimarginata : la Costituzione avrà bisogno di un adeguamento. Chiunque andrà al governo, questa riforma costituzionale dovrà provare a riformare o far rispettare.

25/3/2026 - 19:58

AUTORE:
Lorenzo

Penso che il voto abbia dimostrato che il referendum confermativo debba essere bandito dalla nostra storia politica. Il popolo non è in grado di giudicare i quesiti referendari nel merito, ma si lascia sempre guidare dalla propaganda di parte. Quando si vorranno fare modifiche alla Costituzione, si discuta e si decida in Parlamento. La nostra Costituzione, che molti dicono sia la migliore del mondo, nasce dal compromesso tra forze politiche addirittura antitetiche, non dalle scelte di una sola parte. Abbiamo una classe politica mediocre, ma non è peggio dei cittadini che la scelgono.