Il 15 aprile, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, Gavia (Paola Pasqualetti) ha presentato un manoscritto in carta riciclata e rilegato a mano, intitolato "Almeno te sei sorella di Paolo - Emozioni fermate".Si tratta di un "manufatto artistico", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina, in cui Gavia ha raccontato fatti, emozioni, ricordi della sua vita.

Negli ultimi anni sentiamo parlare sempre più spesso di crisi climatica, ambiente, natura da difendere. Ma esiste uno sguardo capace di unire questi temi alla libertà delle donne: si chiama ecofemminismo.
L’ecofemminismo parte da una domanda semplice, ma profondissima: com’è possibile che la stessa cultura che per secoli ha messo le donne in una posizione di subordinazione abbia anche trattato la natura come qualcosa da sfruttare?
Negli anni Settanta alcune pensatrici iniziarono a riflettere su questo legame. Tra loro Françoise d’Eaubonne, che per prima usò la parola “ecofemminismo”. La sua intuizione era chiara: il dominio sulle donne e quello sulla natura nascono dallo stesso modo di pensare, basato sul controllo, sul potere e sullo sfruttamento.
Ma l’ecofemminismo non è solo una denuncia. È soprattutto una possibilità. Invita a immaginare un mondo diverso, fatto di relazioni più giuste, più rispettose, più attente alla vita.
E questo cambiamento è già in atto. In tante parti del mondo, donne di ogni età stanno difendendo l’acqua, proteggendo le foreste, coltivando la terra in modo sostenibile, prendendosi cura dei territori e delle comunità.
Parlare di ecofemminismo significa allora riconoscere una verità importante: la libertà delle donne e la salute della Terra non sono due strade separate. Sono intrecciate. E insieme indicano un futuro più giusto, più umano, più vivo.
La Redazione di Spazio Donna
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