Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.

In meno di una settimana è cambiato completamente il clima politico.
A destra si è rotto il giocattolino. Ricordate “L’Influencer”?: era tutto previsto lì. Prima o poi il pandoro doveva arrivare. E Giorgia Meloni sta scegliendo la strada dello scaricabarile: non si assume la responsabilità, fa dimettere gli altri. Non viene in Parlamento, fa i video con gli uccellini.
C’è da capirla: meglio parlare con dietro gli uccellini che fischiettano anziché parlare con dietro Ignazio La Russa che borbotta. Umanamente, la capisco. Ma si pone una questione di decenza istituzionale: dopo che il Governo ha voluto una legge e il Paese ha detto no, dopo che si sono dimessi tre membri del Governo e il capogruppo di Forza Italia almeno un passaggio in Aula per dare valore al Parlamento e alla democrazia è doveroso.
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Lanciamo oggi un APPELLO pubblico che vi chiedo di firmare e far girare.
Non è pensabile che nel 2026 la democrazia parlamentare sia sostituita da un podcast o da un video autoprodotto. Chiedo che Giorgia Meloni venga in AULA la settimana prossima. Lo hanno già fatto i nostri capigruppo, vorrei che lo facessimo tutti insieme, forti anche delle firme di tanti cittadini.
Il Governo di Giorgia Meloni ha scritto un disegno di legge Costituzionale, lo ha portato in Parlamento, ha preteso che venisse votato senza emendamenti. E questa riforma costituzionale è stata bocciata in modo netto dai cittadini.
Oggi Meloni ha la fiducia dei suoi parlamentari ma non ha la fiducia dei suoi concittadini.
In questi casi un fatto di dignità istituzionale dovrebbe portare Giorgia Meloni a riflettere sulle proprie dimissioni: invece la Premier fa dimettere gli altri. Ad oggi si sono dimessi il ministro del turismo, il capogruppo di Forza Italia, il viceministro della giustizia, il capo di gabinetto del Guardasigilli.
Giorgia Meloni ha tutto il diritto di andare avanti senza dimettersi, se crede. Ma ha il dovere di parlare alle Istituzioni per spiegare che cosa è successo, che cosa sta succedendo, che cosa succederà. Siamo una democrazia. Non è pensabile che il Presidente del Consiglio commenti quello che è successo in un video da casa sua con gli uccellini in sottofondo e rifiuti di confrontarsi con le opposizioni e con la stampa. È un fatto di decoro, di decenza, di dignità delle Istituzioni.
Chiediamo che prima di Pasqua Giorgia Meloni riferisca alla Camera e al Senato su quello che sta succedendo nel Governo della Repubblica Italiana. Non sono affari privati, è la democrazia che impone un confronto pubblico.
Un Paese senza Santanché, senza Gasparri, senza Delmastro, senza Bartolozzi è un Paese migliore. Ma un Paese senza un confronto pubblico in Aula su cosa è successo non è un Paese civile. E noi amiamo l’Italia e vogliamo che questo Paese sia un Paese civile.
Cara Presidente del Consiglio, il suo posto non è in un podcast o in un video autoprodotto: il suo posto è in Parlamento. La aspettiamo per ascoltarla e per confrontarsi con lei.
Matteo Renzi
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