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Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.

Signora mi scusi ma glielo devo dire: invece di tegameggiare .....
In un momento come questo, con un evidente crisi .....
Quali sarebbero le leggi violate da Salis in questo .....
. . . ci sono le leggi approvate dal Parlamento e fatte .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Il dolce tepore dei raggi
del sole
che ha schiuso le gemme
degli alberi da frutto
Ha destato i narcisi e le viole,
e risvegliato
lentamente in .....
lì abbiamo contati i " pippoli " ? Direi che sono circa 15 milioni. . .
di Matteo Renzi, senatore
In meno di una settimana è cambiato completamente il clima politico.

27/3/2026 - 15:47

In meno di una settimana è cambiato completamente il clima politico.
A destra si è rotto il giocattolino. Ricordate “L’Influencer”?: era tutto previsto lì. Prima o poi il pandoro doveva arrivare. E Giorgia Meloni sta scegliendo la strada dello scaricabarile: non si assume la responsabilità, fa dimettere gli altri. Non viene in Parlamento, fa i video con gli uccellini. 
C’è da capirla: meglio parlare con dietro gli uccellini che fischiettano anziché parlare con dietro Ignazio La Russa che borbotta. Umanamente, la capisco. Ma si pone una questione di decenza istituzionale: dopo che il Governo ha voluto una legge e il Paese ha detto no, dopo che si sono dimessi tre membri del Governo e il capogruppo di Forza Italia almeno un passaggio in Aula per dare valore al Parlamento e alla democrazia è doveroso. 
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Lanciamo oggi un APPELLO pubblico che vi chiedo di firmare e far girare.
Non è pensabile che nel 2026 la democrazia parlamentare sia sostituita da un podcast o da un video autoprodotto. Chiedo che Giorgia Meloni venga in AULA la settimana prossima. Lo hanno già fatto i nostri capigruppo, vorrei che lo facessimo tutti insieme, forti anche delle firme di tanti cittadini. 
Il Governo di Giorgia Meloni ha scritto un disegno di legge Costituzionale, lo ha portato in Parlamento, ha preteso che venisse votato senza emendamenti. E questa riforma costituzionale è stata bocciata in modo netto dai cittadini.
Oggi Meloni ha la fiducia dei suoi parlamentari ma non ha la fiducia dei suoi concittadini.
In questi casi un fatto di dignità istituzionale dovrebbe portare Giorgia Meloni a riflettere sulle proprie dimissioni: invece la Premier fa dimettere gli altri. Ad oggi si sono dimessi il ministro del turismo, il capogruppo di Forza Italia, il viceministro della giustizia, il capo di gabinetto del Guardasigilli. 
Giorgia Meloni ha tutto il diritto di andare avanti senza dimettersi, se crede. Ma ha il dovere di parlare alle Istituzioni per spiegare che cosa è successo, che cosa sta succedendo, che cosa succederà. Siamo una democrazia. Non è pensabile che il Presidente del Consiglio commenti quello che è successo in un video da casa sua con gli uccellini in sottofondo e rifiuti di confrontarsi con le opposizioni e con la stampa. È un fatto di decoro, di decenza, di dignità delle Istituzioni.
Chiediamo che prima di Pasqua Giorgia Meloni riferisca alla Camera e al Senato su quello che sta succedendo nel Governo della Repubblica Italiana. Non sono affari privati, è la democrazia che impone un confronto pubblico.
Un Paese senza Santanché, senza Gasparri, senza Delmastro, senza Bartolozzi è un Paese migliore. Ma un Paese senza un confronto pubblico in Aula su cosa è successo non è un Paese civile. E noi amiamo l’Italia e vogliamo che questo Paese sia un Paese civile.
Cara Presidente del Consiglio, il suo posto non è in un podcast o in un video autoprodotto: il suo posto è in Parlamento. La aspettiamo per ascoltarla e per confrontarsi con lei.
Matteo Renzi 



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29/3/2026 - 1:15

AUTORE:
BdB

Cio' ndovinato.
Son'andato mbagno e ho detto fra me e me: occomemmai il sig. Tommaso un ma ancora coretto (coretto coruna ere sola) il mio soliloquio?
Mancava un menuto a mezzanotte ed eccoti.
Bona.🤽‍♀️

28/3/2026 - 23:59

AUTORE:
Tommaso

Siore e siori ecco a voi il più classico dei minestroni che ciclicamente il sig. Baglini ci propina. Resta un mistero capire a che serve nel dibattito ma ce ne faremo una ragione. Sia chiaro, a parte le questioni personali ci sono parecchie assurdità che non corrispondono al vero. Ma tant'è, ci siamo abituati. Stranamente neanche un accenno al post di Renzi ne tantomeno ai commenti del sig. Piero o del sig. Massimo o di votante/elettore. Par di capire che svicolare è sempre meglio che entrare nel merito delle cose. È un po il sunto dello scritto renziano : parlare della Meloni per distogliere l'attenzione da se stesso e dalle sue scelte errate.
Capìta. Buona domenica a tutti.

28/3/2026 - 8:51

AUTORE:
Bruno Baglini, Migliarino

...in chiesa e poi non voleva più uscire; questo mi han detto i compagni del PD perchè alle primarie votai per Bersani e Cuperlo e non per Renzi perchè non lo conoscevo abbastanza.
Ero il classico "soldatino tardo PCI" un melodico insomma e non caso ritardai a passare da Sergio Endrigo a Beatles ed ora quando sento Imagines o Yesterday sdelinquo.

Come vedi/vedete alle volte per segnare una persona od un periodo bastano tre parole in croce per decidere nel bene e nel meno bene la sorte.
le tre parole che han deciso per questo referendum son state: "La Costituzione non si tocca" ed infatti è stato recepito dai giovanissimi che molti non sapevano che: sia chi la ideata e approvata prevedeva l'aggionamento della seconda parte come è avvenuto spesso senza che nessuno abbia obiettato niente.
Nel caso del mio amico "torsolo" Matteo Renzi mi ebbe a dire direttamente a Pistoia il perchè.

Perchè pochi giorni prima del 4/11/2016 il si alla riforma Napolitano-Renzi-Boschi era in vantaggio secondo Piepoli e Ghisleri ma che gli elettori disposti a vatare erano pochissimi e lui, quel torsolo portò l'attenzione/sfida su di se e i Bersani, la Bindi, i Cuperlo, gli Orlando et Speranza che furono tutti battuti alle primarie da Matteo Renzi presero la palla al balzo per una vera e propria vendetta e votarono NO insieme ai veri "nemichi" del PD quali Berlusconi che ruppe il patto del Nazareno altrimenti la riforma passava con voto qualificato in Parlamento e nel mucchio dei NO ci stavano regolarmente Salvini, Casa Paund ed i sinistri-sinistri ex renziani come Civati che con Schlein se ne andarono dal PD per abbattere quel forte (allora) concorrente.
Matteo Renzi disse che se perdeva si dimetteva ed infatti Martina suo vice prese il suo posto come segretario PD e Paolo Gentiloni capo del governo.

Ma non lasciò interamente la politica come poi disse e li fummo torsoli noi che lo richiamammo in campo votandolo per la seconda volta con oltre il 65% di preferenze sul 30% di Orlando ed 5% di Emiliano.

Ergo: se lui dopo la batosta faceva come Enrico Letta che andò per sette anni in Francia senza più tessera PD e poi richiamato dagli stessi che lo cacciarono e lo fecero segretario PD senza le primarie.
(Enrico fu licenziato dalla direzione PD con il 93% dei voti contro il resto dei civatiani compresa l'attuale seg.ria. PD) e quindi "lo stai sereno" indirizzato al capo del governo era una bufala.

Ripeto: ma con i se non si fa la storia.
Se Renzi abbandonava "la Politica" come poi lui ha detto rammaricandosi di non essere andato a far fortuna in America e da li fare le sue pagatissime conferenze mondiali aveva un monte di soldi in tasca- evitava l'obbrobrio della legge ad pesonam che lui solo lui non può fare altro lavoro oltre il parlamentare (mentre l'avv. Bongiorno & fanno affari).

Ma, mai dire mai, lui dice che ha già dato sia nei 1000 giorni ndi governo, di aver stoppato l'altro Matteo che voleva pieni poteri per poi avere Berlusconi PdR, promosso Conte PdC anche se Renzi voleva Cottarelli e non Conte PdC, ma i voti li aveva Di Maio e Cottarelli disse al PdR: non ho la maggioranza, la 5* ha detto: o Conte o tutti a casa.
Tolto Conte per avere Mario Draghi e...mai dire mai, ha l'età dell'attuale PdC ed anche lei parti dal 3,5% e la salvò Bersani altrimenti era fuori dal Parlamento ed ora il Parlamento le ha dato la fiducia e si avvia ad essere longeva come Renzi e Berlusconi lo furono.
Salute e tempo/tempi buoni.

28/3/2026 - 8:34

AUTORE:
Piero C.

A parte che personalmente non ho rammentato nessuno, Renzi ha fatto il furbetto non pronunciandosi ma lasciando libertà di coscienza( TG la 7 di giovedì 19 marzo ) ai suoi, che infatti hanno votato in netta maggioranza per il Si. Ma nei vari passaggi parlamentari Iv ha sempre parteggiato per il Si alla riforma Nordio. Quindi se il partito si esprime in quel modo, partecipando anche ai comitati per il Si con Giachetti e Borghi, il capo sicuramente la pensa alla stessa maniera. Anche se sta zitto e poi chiede conto alla Meloni.
Curioso sarebbe stato sapere cosa avrebbe detto in caso di risultato diverso. Si sarebbe intestato parte della vittoria, sicuramente. E avrebbe mazzolato Elly Schlein.
Tanto per cascare sempre in piedi.

28/3/2026 - 0:15

AUTORE:
Elettore votante

...se voti si uguale a Meloni, poi festeggerai con lei?
No, con quelli che ha rammentato Piero: -Calenda, Barbera, Petruccioli, Picerno + il prof Ceccanti-ed altri 12milioni e 400 mila italiani.
Renzi non si è pronunciato, quindi

27/3/2026 - 23:59

AUTORE:
Massimo

...Renzi, Calenda, Barbera, Petruccioli, Piceno ecc.ecc. hanno votato politicamente insieme a Fdi, Fi, Lega, Casa Pound, Forza Nuova.....

27/3/2026 - 23:51

AUTORE:
Votante

...han votato solo politicamente contro il governo attuale in carica come fecero Berlusconi, Bersani, Casa Paund, Schlein, Salvini nel 2016.

27/3/2026 - 20:37

AUTORE:
Elettore

La bruciante sconfitta l'hanno avuta tutti e mi dispiace per i "giovani bambacioni" odierni che se non prendono le redini del loro futuro da subito si ritroveranno davanti al fatto compiuto e cioè: che Meloni come qualsiasi altro governante capo non poteva licenziare i non presentabili prima di un pasaggio elettorale e quindi ora ci ritroviamo punto e a capo come "gnentaffusse" anche sul piano dei numuri perchè i no a tutto continueranno a non votare qualsiasi programma elettorale che preveda: lavoro-sviluppo-difesa e tasse a garanzia dello stato sociale.

Capito Elly? Lo dice anche Ghisleri: non son tutti tuoi i no a tutto e non ti diranno mai si.

27/3/2026 - 18:28

AUTORE:
Piero C.

Sono d'accordo che la Presidente del Consiglio debba andare in Parlamento e riferire sugli ultimi accadimenti elettorali e di governo. Quello che capisco un po' meno è Renzi che prende le distanze da ciò che condivideva con la Meloni. Il Si alla riforma costituzionale. Non è che passava di lì per caso, Iv, con Azione, era a favore e, come dice l'Istituto Cattaneo ( Mosso docet) ben il 62 % dei loro elettori ha votato Si.
Se il governo Meloni ha subito una bruciante sconfitta non è certo grazie a Renzi.