Il 15 aprile, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, Gavia (Paola Pasqualetti) ha presentato un manoscritto in carta riciclata e rilegato a mano, intitolato "Almeno te sei sorella di Paolo - Emozioni fermate".Si tratta di un "manufatto artistico", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina, in cui Gavia ha raccontato fatti, emozioni, ricordi della sua vita.
RAVVEDETEVI (se potete!)
Il comizio a Budapest del vice di Trump, JD Vance, a sostegno di Orban per le prossime elezioni ungheresi, è una confessione esplicita dell’alleanza politica che, per ragioni niente affatto commendevoli, lega il presidente Usa al dittatore russo Putin e, per la proprietà transitiva, ai suoi sodali sparsi nel mondo. Dallo stesso Orbàn a Lukashenka a Kin jong-un. Una bella combriccola di criminali e aspiranti tali.
Nel suo discorso JD Vance ha battuto su due punti. Una fortissima critica a Zelens’kyj, risfoderando tutto l’armamentario delle falsità costruite negli anni dal Cremlino per motivare la guerra di aggressione all’Ucraina. Un discorso da ventriloquo di Putin, che la sora Zakharova non avrebbe saputo pronunciare meglio.
Poi un attacco serrato contro l’Unione Europea e la Nato del quale non mette conto di dettagliare i termini che sono gli stessi delle “veline” che da anni circolano nei peggiori circoli di percettori di redditi extra UE. Anche in questo caso i temi anti europei sono stati rilanciati dai più oliati arnesi filorussi, paranazisti, reazionari dislocati in ogni angolo d’Europa.
La domanda che ci si pone è come facciano gli amici italiani di Putin, non i leader, ma quelli di “base”, che animano la rete e la piazza e che fino ad oggi hanno aborrito Trump, a conciliare questa loro inclinazione fortemente critica nei confronti del presidente Usa con l’identità di vedute che con lui si trovano ad avere su questioni così dirimenti di politica internazionale.
Deve essere un momentaccio per loro. Infatti ho notato che da qualche tempo parlano sempre meno di pace. In effetti il concetto di pace di Putin e Trump, praticamente identico, non è facilmente spiegabile, forse neanche per loro.
Ravvedetevi, se potete, altrimenti vi convinceranno a prenotare un ombrellone a Gaza Riviera.