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Nato da un’esperienza di servizio civile al Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il volume racconta con dolcezza il tema della scoperta e della crescita. Giulia Borghi è la più giovane autrice della casa editrice. 

Un racconto tenero, luminoso e profondamente autentico, nato da un’esperienza concreta vissuta nel cuore del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. 

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Salario minimo: Elly Schlein😪🥵
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spaziodonnarubr@gmail.com
Con gratitudine, senza i vostri sguardi e le vostre voci, questo cammino non sarebbe esistito.
da dire molto...in poco tempo!
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Ed eccoci arrivati all'ultima tappa.
A traguardo raggiunto
non si vince alcun premio.
Che strana melanconica condizione!
Un vuoto riempie l'anima .....
Domenica 10 maggio si svolgerà la manifestazione Nazionale Chiese aperte 2026. Quest' anno la sede di Archeoclub d’Italia di Pisa organizzerà la visita .....
di Marco Antonellis
A Marina Berlusconi piace Salis, Renzi trama e Meloni trema: il retroscena sul grande ribaltone al centro - Indiscreto

16/4/2026 - 18:06

A Marina Berlusconi piace Salis, Renzi trama e Meloni trema: il retroscena sul grande ribaltone al centro - Indiscreto

Se lo schema dovesse prendere corpo, le conseguenze sarebbero pesanti. Perché un asse tra centro e pezzi di centrosinistra, con una figura come la sindaca di Genova a fare da collante, potrebbe rimettere in discussione l’intero impianto politico italiano

C’è un nome che, sussurrato nei salotti buoni della politica e nei corridoi ovattati del potere, sta facendo alzare più di un sopracciglio a Palazzo Chigi: Silvia Salis. E non solo perché la sindaca di Genova si sta ritagliando uno spazio da outsider nel campo largo. Ma perché, secondo più di una voce insistente, avrebbe conquistato una estimatrice di peso: Marina Berlusconi.
 
Un dettaglio? Tutt’altro. Il punto politico è semplice e insieme esplosivo: se davvero una parte di Forza Italia (leggi Arcore) cominciasse a guardare con interesse a una figura come Salis, gli equilibri del centrodestra potrebbero iniziare a scricchiolare. E infatti, dalle parti di Giorgia Meloni, il dossier è aperto. Senza allarmi ufficiali, certo. Ma con una crescente attenzione. Perché lo scenario che prende forma è di quelli che, fino a pochi mesi fa, sembravano fantapolitica.
 
A muovere i fili, neanche troppo nell’ombra, è Matteo Renzi. Il leader di Italia viva osserva, studia, attende. E poi affonda. La mossa è chiara: utilizzare la figura di Salis come elemento di rottura negli equilibri del campo largo, ma anche come possibile ponte verso il centro, ovvero Forza Italia. Non a caso, proprio mentre il Partito democratico si dibatte tra primarie sì e primarie no, Renzi spinge per una soluzione alternativa: un federatore. Una figura capace di tenere insieme mondi diversi, evitando lo scontro diretto tra Elly Schlein e Giuseppe Conte.
 
E qui Salis diventa perfetta. Non troppo schierata, non troppo divisiva, ma abbastanza spendibile da poter diventare il perno di un’operazione più ampia. Un’operazione che, nei sogni renziani, potrebbe addirittura ridisegnare i confini tra centrodestra e centrosinistra.
 
Il vero epicentro, però, resta Forza Italia. Dove le tensioni non mancano e il confronto tra Antonio Tajani e la famiglia Berlusconi è tutt’altro che risolto. I colloqui con Marina e Pier Silvio non hanno sciolto i nodi strategici. E il partito resta sospeso tra fedeltà al governo e tentazioni di riposizionamento. Perché il punto è tutto qui: FI può continuare a essere il pilastro moderato del centrodestra oppure può tornare a giocare una partita autonoma, guardando anche altrove. E in questo “altrove” lo schema Salis comincia a prendere forma.
 
Non si tratta ancora di un progetto strutturato. Piuttosto di un’ipotesi, di un laboratorio politico in fase embrionale. Ma abbastanza concreto da attirare l’attenzione di chi, come Renzi, ha fatto della capacità di spostare equilibri il proprio marchio di fabbrica.
 
Se lo schema dovesse prendere corpo, le conseguenze sarebbero pesanti. Perché un asse tra centro e pezzi di centrosinistra, con una figura come Salis a fare da collante (non a caso anche un democristiano di lungo corso come Dario Franceschini la vorrebbe a capo della gamba "centrista"), potrebbe rimettere in discussione l’intero impianto politico italiano. E soprattutto potrebbe mettere in difficoltà non solo Meloni, ma anche Matteo Salvini. Già alle prese con tensioni interne e con un consenso meno solido rispetto al passato.
 
Il rischio, per il centrodestra, è quello di essere stretto in una tenaglia: da un lato l’immobilismo di governo, dall’altro la nascita di un nuovo centro capace di attrarre voti decisivi. Quei voti che, come insegna la vecchia regola della politica, non si contano ma si pesano.
 
Per ora siamo alle manovre. Ai sondaggi esplorativi, ai contatti informali, alle suggestioni. Ma la sensazione, sempre più diffusa, è che qualcosa si stia muovendo davvero. E che questa volta la sorpresa possa arrivare da dove meno ce lo si aspetta: non dalle urne, ma dal centro. Dove Marina osserva, Renzi costruisce e Salis, aspetta l'incoronazione.





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17/4/2026 - 19:10

AUTORE:
bagnaiolo, attivista PD

Opperchè voi tornà a casa tua ? Ma vai da Renziiii...
Non ha governato con Berlusconi solo perchè il cavaliere non volle, buttò all'aria il " mitico " patto del Nazareno sennò vedevi se ci governava.
Nell'ammucchiata draghiana, insieme a IV, c'era pure la Lega, o sbaglio.
Conte non ha mandato a casa Draghi, è Draghi stesso che è voluto andarci. I voti li aveva e alla grande, mancavano solo quelli dei 5Stelle che non erano andati con Di Maio ( circa 70 lasciarono il movimento ) ma la maggioranza c'era eccome. Fu Giorgetti, allora ministro, che disse ai giornali che " un governo va in crisi pur avendo i voti ". La Meloni, caro BdB, sarebbe arrivata comunque. Se non a ottobre 2022 arrivava a marzo 2023. A meno che qualche giurista della domenica non avesse proibito il voto a scadenza naturale della legislatura. Ora i gonzi del Pd alle eventuali primarie staranno a sentire quello che diranno i supergonzi di Iv e Azione. Ma vedrai....forse sul Vernacoliere.
Questa è la Storia, vera !!

17/4/2026 - 17:52

AUTORE:
BdB

Renzi non ha mai governato o ricevuto voti da Berlusconi, Letta si.
Il "sinistro" Conte ha governato con la Lega, Renzi no.
Renzi mandò a casa Conte e Conte per ritorsione mandò a casa Draghi per farci avere Lameloni e non vorrei che ora i gonzi del PD alle primarie votassero come loro rappresentante il Conte Giuseppi con il dire: noi disponibili a votare lavvo-cato del bobolo, loro la svizzerotta non la voterebbero mai.
Fine della storia triste😰

17/4/2026 - 16:06

AUTORE:
bagnaiolo, attivista Pd

Gente meditate davvero e non ascoltate costui che la storia l'ha studiata su Tiramolla.
" O lasci perdere la tua linea plitica o la pagherai cara ". Queste parole sono di Henry Kissinger ( testimoniate dalla moglie di Moro, Eleonora )e sono rivolte ad Aldo Moro, l'uomo che, insieme a Enrico Berlinguer, voleva più di tutti il famoso " compromesso storico ". Sono del 1974, un anno dopo il golpe cileno dove la mano Usa, in arte Cia, fece la sua parte. Poi vennero le BR, che di rosso avevano il sangue dei caduti...ma per i gonzi andavano bene.

17/4/2026 - 15:44

AUTORE:
BdB

...non sei il solo ad esser rimasto condizionato dalle idee destra/sinistra in voga negli anni /50 del secolo scorso e quindi ora vedete di sinistra i vari Conte, Bonelli e Fra-Toianni che non vogliono inviare armi difensive alla resistenza ucraina come un qualsiasi Salvini ex comunista.

Già Berlusoni avrebbe visto di buon occhio Matteo Renzi come suo successore politico e niente vietava in caso di crisi oconomico-politica una formazione di governi politici come i governi cosiddetti tecnici Dini-Ciampi-Monti-Draghi che hanno visto la collaborazione ministeriale di " volenterosi"
Non ha caso che il compromesso storico fu interrotto da chi parteggiava per il rosso.
Meditate gente, meditate.

17/4/2026 - 15:08

AUTORE:
bagnaiolo, attivista Pd

" i magiari di sinistra " ?
Dalla fine della 2° guerra mondiale è la prima volta che la sinistra ungherese, ammesso che esista o sia esistita, non entra in parlamento. Chi ha votato Magyar sono gli stessi che non hanno più votato Orbàn, visto che sono uguali, espressione della stessa area politica. Destra tendenza all'estremo.
Bisogna averla presa bella, la sbornia, per proporre candidata premier una che ha cominciato a far politica da un paio di anni e che, eletta sindaco di Genova, deve ancora battere un colpo per far capire di amministrare.
Comunque la storia si ripete, prima in tragedia e poi in farsa...

17/4/2026 - 9:48

AUTORE:
Bruno della Baldinacca, sempre elettore di cxs

...cit Giancarlo Paietta.
La storia non si ripete mai (dice).
Ma chi lo avrebbe mai detto che il comunista dalemiano Massimo D'Alema sponsorizzasse (con vivo successo) il democristiano Romano Prodi per battere il comunista Fausto Bertinotti alle prime primarie?
E che dopo Prodi Lui il Massimo si facesse eleggere primo ministro con i voti determinati dei
democristiani Cossiga&Mastella.
Poi ancora, i democristiani Franceschini, Letta, Renzi segretari del partito del bagnaiolo attivista.

I magiari di sinistra non son stati a guardare il pelo nell'uovo come i vari Calenda, han votato il migliore in campo che riuscisse ad avere una maggioranza di due terzi per cambiare le leggi orbaniane ed il resto lo vedremo vivendo.
bona

16/4/2026 - 23:37

AUTORE:
bagnaiolo, attivista Pd

Più che dal centro, dal centro tavola dove di solito sta il fiasco. Si vede che ieri è finito il Vinitaly, gli effetti stanno arrivando. Anton elli's...bianco, rosso o rosè ?