Nato da un’esperienza di servizio civile al Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il volume racconta con dolcezza il tema della scoperta e della crescita. Giulia Borghi è la più giovane autrice della casa editrice.
Un racconto tenero, luminoso e profondamente autentico, nato da un’esperienza concreta vissuta nel cuore del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
“Il decalogo elaborato dal dottor Alessandro Cipriano e dal professor Lorenzo Ghiadoni, due professionisti pisani che hanno messo al centro il futuro dell’emergenza-urgenza, affronta un nodo che oggi riguarda da vicino cittadini, operatori sanitari e istituzioni: la necessità di ripensare in profondità il funzionamento dei pronto soccorso e dell’intera rete delle cure d’urgenza.
Nel loro contributo vengono indicati temi decisivi, dal contrasto agli accessi impropri al rafforzamento della medicina territoriale, fino alla riorganizzazione della rete ospedaliera e alla valorizzazione del personale dell’emergenza.
È un lavoro serio, autorevole e utile perché non si limita alla denuncia, ma prova a indicare una direzione.
E quella direzione dice una cosa molto chiara: il pronto soccorso non può essere il punto di caduta di tutte le fragilità del sistema sanitario. Va riportato alla sua funzione originaria, limitando gli accessi impropri e rafforzando in modo deciso la medicina territoriale.
E questo significa una cosa sola: servono investimenti veri, continui, strutturali.
Qui sta il punto politico.
Il Governo continua a sottofinanziare la sanità pubblica, scaricando sulle Regioni e sui professionisti responsabilità enormi senza dare strumenti adeguati.
Non basta parlare di riforme se poi non si mettono le risorse necessarie per renderle possibili.Cipriano e Ghiadoni indicano anche un’altra priorità: ridare centralità e dignità a chi lavora nell’emergenza-urgenza, oggi tra i settori più in sofferenza del sistema sanitario.
Se non si interviene su questo, continueremo a perdere professionisti e a indebolire un presidio fondamentale per i cittadini.
Dalla Toscana continueremo a fare la nostra parte, ma è evidente che senza un cambio di passo nazionale il rischio è quello di rincorrere le emergenze senza mai risolverle.
Per questo il contributo che arriva da Pisa non può restare lettera morta: è un richiamo alla responsabilità di tutti, ma soprattutto di chi oggi ha il dovere di garantire le risorse e le scelte necessarie per tenere in piedi la sanità pubblica del Paese.”
Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio Regionale della Toscana.