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VECCHIANO
Maltempo, nessun danno nel comune, presto riprendono i lavori a Nodica

3/11/2010 - 8:15

VECCHIANO. Il maltempo dei giorni scorsi - scrive il Tirreno - ha costretto ad interrompere i lavori, da poco iniziati, di ripristino di alcuni tratti delle sponde del Serchio (sia nel comune di Vecchiano che di San Giuliano). Ma non è stata la modesta piena del fiume ad imporre questo stop, quanto le piogge abbondanti.

In questo periodi si sta lavorando intensamente per il potenziamento dell’argine franato a Nodica. L’inserimento di lastre d’acciaio (palancole) ai piedi dell’argine è giunto già oltre la metà del progetto previsto, sottolinea l’assessore provinciale all’ambiente Valter Picchi. La stessa Provincia, scattata l’allerta meteo, aveva subito organizzato il presidio presso il casello idraulico di Vecchiano.

Il costo degli interventi in corso, sostenuti con fondi regionali, è di circa 5,5 milioni di euro. Il diaframma in palancole d’acciaio (600mila euro) collocate al piede dell’argine di Nodica è il lavoro che completa le opere di somma urgenza iniziate subito dopo l’alluvione.
Le altre opere di protezione delle sponde vengono effettuate in punti diversi dei territori di Vecchiano e San Giuliano. Un altro cantiere è sempre a Nodica e in località Baccanella (800mila euro); e poi a Panconi (497.500 euro); a Colognole e Metato (800mila euro); a Case al Marmo e Migliarino (700mila euro); a Filettole e Ripafratta (900mila). Per un ulteriore cantiere relativo alle arginature di Filettole (1,2 milioni di euro), la gara d’appalto dovrebbe svolgersi il 15 novembre.

 

Il maltempo del ponte dei Santi non ha provocato danni a Vecchiano

 

 

VECCHIANO - 60 millimetri di pioggia caduti in 3 ore, dalle 4 alle 7 della mattina di domenica. Per questo motivo nella prima mattinata del 31 ottobre si sono registrati degli allagamenti su territorio locale poiché i canali del territorio vecchianese, provati dalla grande quantità delle precipitazioni, non riuscivano a defluire in maniera idonea: erano perciò presenti ristagni di acqua in Via del Capannone, Via della Bozza ed uno anche presso il cimitero di Nodica. Per consentire l'accesso al cimitero, molto frequentato come normale in questi giorni, il personale del Comune ha collocato degli attraversamenti rialzati. Durante la giornata del 31 ottobre inoltre il livello del Serchio, a causa delle forti piogge che cadevano anche in Garfagnana, è continuato a salire fino a raggiungere il limite di guardia.

Già dalla mattina del 31 ottobre i tecnici del Comune di Vecchiano sono stati in costante contatto con i tecnici della Provincia di Pisa al fine di tenere sotto controllo lo stato del fiume Serchio.

Per monitorare questa situazione, inoltre, l'Amministrazione comunale di Vecchiano nella prima serata di domenica 31 ottobre ha deciso di aprire il COC, Centro Operativo Comunale, che è stato istituito formalmente verso le 23 per fronteggiare una eventuale nuova emergenza Serchio.

Ecco come si sono svolti i fatti. Alle 23.30 di domenica 31 ottobre al Comune di Vecchiano è giunta una comunicazione da parte della Provincia di Pisa che avvisava che la portata del corso del fiume presso la diga di Borgo a Mozzano aveva registrato il superamento degli 800 metri cubi al secondo. Alle 23.40, dunque, il Comune ha aperto il COC che è rimasto attivo fino alle ore 20.00 del primo novembre.

Da sottolineare che durante la notte del 31 ottobre è stata allertata la popolazione residente in golena, grazie all'intervento della Polizia Municipale di Vecchiano, che ha segnalato ai cittadini la possibilità che ci fosse una piena fino alla golena del fiume. Il Centro Operativo ha svolto principalmente funzioni di supervisione del territorio e monitoraggio dell'ondata di piena del Serchio, che è passata nella giornata del primo novembre sul territorio comunale, senza far registrare danni a cose o persone.

Hanno preso parte alle azioni di protezione civile i volontari della Pubblica Assistenza di Migliarino, della Misericordia di Vecchiano ed il distaccamento dei Vigili del Fuoco volontari di Filettole. 

 

Fonte: Il Tirreno e il Comune di Vecchiano
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