none_o

Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

CONTATORE VISITE

Novembre 2010 46. 424 visite
Dicembre .....
si ma in questo caso fa l'esatto contrario. Prende .....
. . . copio il programma delle gite di "Quelli del .....
Se la vogliamo mettere sulle coglionate allora lei, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
none_a
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
none_a
di Bernard Dika
none_a
di Bruno Pollacci
none_a
Un frullo d'ali
Un candido planar di petali
Un altro frullo
Un tappeto erboso bianco.
Poi l'uccellino stanco
si posa sula siepe.
Lo zampettare .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
CURIOCHITA'
di u.m. e Vari
Non fu mai veduto tanto disforme tempo.

14/12/2010 - 15:33

 

"Nelli anni MCLXVIII per li tempi antichi non fu veduto tanto disforme tempo né tanta abondantia d’acqua, lo quale fue da metà settembre perfine a tutto ottobre, che furono infatti in quel tempo nove inondazioni del fiume Arno, che la maggior parte della villa di Putignano e l’arco grande del ponte di Stagno distrussero e fecero inclinare le sue grandi murelle di pietre. Al contrario non si ricorda e non fu mai visto un tempo tanto secco e freddo, tanta serenità dell’aria e tanto crudele freddo quale fu dal principio di novembre perfine a dì’ 15 di gennaio.

Nelli anni MCLXVIII, del mese di gennaio, lo fiume Arno tanto forte ghiacciò che grande copia d’omini e di donne sopra di quello prendeano solasso, et homini a cavallo sopr’esso cavalcavano e alquanti giovani giochavano a schacchi e altri a giuocho di taule; e molte grande cose di sopra facevano e carri sopr’esso andavano, e molti homini di Carraia Ghonduli perfine alla chiesa di Santo Matheo andaro sopra d’esso.

E durò quella giaccia dalli 8 di gennaio perfine alli dì 20 di detto mese. E fu questo medesimo anno, a dì 2 di gennaio, per tutta la cità di Pisa e di Chinsica grandissimo tremuoto, con uno grande mùggio mai non istato udito, che gli omini e lle donne grande timore di morire n’ebeno".

 

(dalla Cronaca di Pisa di Anonimo, ms n. 54 dell’Archivio di stato di Lucca c.45vA)

 

"Anno Domini MCCCXXXIII, ne la indictione seconda, del mese di novembre, a di 4 di novembre, giovedì a sera, passato gli Ognissanti, creve tanto l’Arno in Pisa, lo giovedì, di giorno, che quelli di Kinsica non poteano passare di là se non a cavallo o in iscafa, perocchè l’acqua era di lung’Arno e per Borgo e per gli autri chiassi che rispondeano lung’Arno; e venedo la sera, lo giovedì  sopradetto, creve sì l’acqua di subito, che allagò tutta Kinsica generalmente, e li chiassi e le carraie, in qualunque modo la via fusse stata più auta, che quanto in Kinsica, quanto tenea la Legatia, de fuori alla spina di lung’Arno e dentro da via, fue l’acqua sì auta ch’entrò per le botteghe e indella loggia di quelli del Grugno e in bottega di Nocco Ciabatta, e per tutte le autre botteghe. Dunque sappiate che in entro era troppo più auta l’acqua che li grandi paluiscarmi, bateli, scafe e autri legni, andavano per tutta Kinsica, ciercando tutte le vie generalmente; e questo andare de’ legni fue lo venardì mattina veniente. E durò tanto questa piena che le persone istavano assediate in casa, chi quattro giorni chi otto e chi sei, tanto che, chi voleva uscire di casa, era in bisognio che montasse in iscafa o a cavallo, autramente non avesse fatto niuno ragione di uscire. E stenno tutto lo sopradetto venardì le porte di pisa chiuse, ché non si poteano aprire. In Kinsica cadenno, a Sancto Paulo a Ripa d’Arno, più e più case. In ponte, in Mezzo e in Foriporta ognia casa allagatò, ché l’acqua era per tutta la via di Sancta Maria; e fue questa acqua in tali luoghi che mai per noi né per gli antecessori si vidde.

Tutto lo Vaudodiserchio e ‘l Piano di Pisa allagò, che istavano, in Vaudodiserchio, le giente su per li arbori ed era loro porto da vivere in su le scale. Mouto bestiame però annegoe; e questo fue in questa nostra parte." […]

 

Da Fragmenta Historiae Pisanae, in Rerum Italicarum Scriptores di L.A. Muratori, vol XXIV, Milano 1738. 

 

Nei nostri moderni strumenti e modi di misurare le piene e le loro portate, vi è la "piena dei 200 anni", quella che sarebbe la più disastrosa e che viene messa in conto nella programmazione dei lavori e disposizioni edilizie da parte dell'Autorità di Bacino.

 

Anche fra le due piene sopraddete sono passati due secoli!

 

Fonte: Ottavio Banti: Racconti Pisani, Pisa 2007 (Pacini ed.)
+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri