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Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
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A NATALE PUOI....
di Madamadoré

25/12/2010 - 8:50

A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai…così dice una canzone, ma per me è…a Natale fai quello che non vorresti fare mai!!!!


Ogni anno la stessa storia, mi propongo di non cadere nella rete del Natale e invece eccomi qui… ultimi giorni utili per comprare i regali, eccomi qui a fare liste di persone, con l’ansia di non aver dimenticato niente e nessuno, con l’ansia di non fare gli stessi regali, fare la spesa comprando roba in quantità industriale, nel traffico, tra la gente che affolla i negozi, folla che si muove come in trance, tutti alla ricerca del regalo perfetto, commesse “imbelvite” dai ritmi di lavoro, dalle richieste dei clienti, i pacchetti, i fili da arrotolare, le coccarde da appiccicare, l’albero e la casa da addobbare, le luci da piazzare…ma mi viene un’idea, cosa succederebbe se …Babbo Natale facesse sciopero? Dopotutto di motivi ne avrebbe da vendere.


Intanto, probabilmente è un lavoratore assunto a progetto, per un periodo di super lavoro intensissimo e poi niente, in una notte deve recapitare tutti i regali, viaggiare da una parte all’altra del pianeta, no non va bene il sindacato dovrebbe fare vertenza.


Ma la causa più importante la dovrebbe fare sulla sua professionalità, sul valore della sua presenza e del suo lavoro.
Babbo Natale è una figura simbolica un nonno buono che dà corpo ai desideri dei bambini. Ma i desideri esistono ancora? E quelli che ci sono, sono nostri desideri o ci troviamo a desiderare inconsapevolmente? Quello che desideriamo rappresenta qualcosa di autenticamente significativo per noi?


Ma no sto sbagliando, questo è quello che ho voluto credere, perché Babbo Natale ha i colori della coca cola, è l’immagine del consumismo, di una multinazionale e allora cosa dovremmo aspettarci?
Negli anni ‘30 Babbo Natale fu usato per la pubblicità di questa bibita, si vendette per 30 denari, lasciò i suoi abiti verdi…
 
Certo che un Babbo Natale vestito di verde ha sicuramente un bel significato: ricorda l’uomo verde di antica memoria e tradizione dalla cui bocca uscivano piante e fiori, regalo all’umanità. Inoltre l’uomo verde era simbolo di speranza e rinascita e un Babbo Natale verde, portatore di doni e di rinascita offre ottimi collegamenti con il mito ancora più antico, che vuole nei giorni del solstizio d’inverno l’inizio della rinascita, con il sole che riprende il suo cammino allungando le giornate. Non per niente la Chiesa Romana scelse come data per il Natale di Cristo proprio i giorni del solstizio d’inverno, sostituendo col Natale la Festa del Sole di pagana memoria.( da Wikipedia)
 
Questo babbo natale moderno è cresciuto con noi, con la nostra società è l’immagine di una società basata sul consumo frenetico dei prodotti, sulla necessità di possedere senza averne bisogno, ma anche senza averne piacere, è la mutazione genetica del piacere, del desiderio e anche del possesso.
Rappresenta la nostra mutazione, risponde a quello che siamo diventati, si è adattato a noi.


Allora la mia richiesta è…Babbo Natale fai sciopero, ritrova la tua dignità, quella delle origini, siano cristiane o laiche, secondo me poco importa, perché nella autenticità del messaggio queste due parti si toccano, non sono antagoniste.


Babbo Natale se tu facessi sciopero ci costringeresti davvero ad aprire gli occhi sul mondo, a trovare dei doni, e non dei regali, da condividere con chi amiamo e stimiamo, con chi riteniamo veramente importante. Ci costringeresti davvero a resettare un po’ i nostri pensieri, a prenderci cura della matassa dei nostri desideri, a riconoscerli, a dargli un nome, una priorità e un valore, a dargli forma e ad incartarli con altrettanta cura per poterli donare oltre che a noi stessi a qualcuno che veramente merita di conoscerli.
Se ciò accadesse, sarebbe davvero una magia
…per le persone grandi e piccine
…per il Natale!!!

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