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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Nelle discussioni dei candidati per l'europa non si .....
. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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“anche il ritardo nella giustizia è di per se ingiustizia”
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Editoriale di Christian Rocca (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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di Stefano Ceccanti, costituizionalista (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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IMMAGINA San Giuliano Terme
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REDAZIONE - de Il Foglio
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
SAN GIULIANO
Marchetti (Spi-Cgil): Il valore del Primo di maggio

24/4/2011 - 12:52

INTERVENTO DI FRANCO MARCHETTI (Spi Cgil)

 

Il primo di Maggio
 
L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
I nostri padri costituenti dopo la drammaticità della guerra, hanno voluto sancire che il lavoro è una forma di riscatto di ogni individuo libero, e quindi i diritti del lavoro non sono solo un diritto ma sono un valore nel quale si fonda la nostra comunità.
Il diritto del lavoro, significa dei lavoratori dipendenti dei giovani degli artigiani dei contadini, dei commercianti, anche degli imprenditori, ed il lavoro in quanto valore deve essere rispettato in ogni sua forma.


Il Primo di Maggio vuole essere una data dove il valore del lavoro il suo diritto vengono con forza ribaditi, vuole porre al centro i diritti negati di tante persone in tante parti del mondo, vuole ribadire il diritto e la tutela del lavoro come fonte di ricchezza e non di sofferenza. Il Primo di Maggio, vuole ribadire l’idea che anche in Italia non è possibile avere 7090 incidenti sul lavoro di cui 1050 mortali,  e se una democrazia avanzata quale noi pretendiamo di essere , subordina questi principi e questi valori, alle necessità economiche e di consumo, si compie due lesioni gravi alla nostra democrazia, la prima si nega un diritto ad una parte importante dei cittadini, la seconda lesione ancor più grave, si subordina un valore ed un principio cosi importante alle necessità economiche.


E’ come chiedere ad un cattolico di andare a lavorare per natale, e non celebrare la festività, so che ci sono lavori che debbono essere necessariamente fatti in questi giorni, ma è un altro discorso . Quando si parla di valori non possono esserci valor di serie a e di serie b.
 
Quindi il Primo di Maggio come il 25 di aprile dovrebbe essere una di quelle giornate importanti nelle quali si affermano principi e valori che fanno parte della nostra vita democratica.
 
Tanto più in questi momenti dove i giovani, soprattutto quelli che non studiano, a Pisa oltre il 22% abbandona la scuola dopo le medie e non si sa che fine fanno, sono impegnati nella spasmodica ricerca di un lavoro stabile che dia qualche certezza per il futuro, un lavoro dove possa renderli meno dipendenti dai genitori e dai nonni.
Questo può avvenire solo se il lavoro viene considerato come fonte di emancipazione senza subordinazione ad altre scelte economicistiche.
 
Tutto questo dovrebbe rappresentare il Primo di Maggio, se invece si pensa che questi principi e questi valori non li rappresenti allora è legittimo tenere aperto fare altre cose, la CONFCOMMERCIO è una organizzazione senza principi ma si pone come unico problema il profitto dei suoi associati a qualsiasi costo una scelta l’ha fatta, ma gli altri o chi si definisce di sinistra, o anche cattolico vero? Possono rimanere silenti?
Ho letto quanto afferma il sindaco di Firenze, fa un ragionamento serio, ma dal mio punto di vista non condivisibile perché appunto è un problema di valori e tutela dei diritti che lui subordina alla opportunità economica  che i quei giorni la sua città ha.
 
Se davvero vogliamo costruire una società , più uguale tollerante e democratica, dobbiamo saper rinunciare a qualche privilegio immediato in difesa dei nostri valori fondanti,  e le ragioni del primo di maggio una giornata che nei suoi valori unisce ancora tanti popoli anche per questo dobbiamo rispettarla.
 
 
Franco Marchetti
Spi-cgil san giuliano

Fonte: Spi.-GGIL
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