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Poche righe, molto concrete, che non lasciano spazio ad altre interpretazioni o strumentalizzazioni.
Liliana Segre, la senatrice a vita sopravvissuta all'olocausto e oggetto, nelle ultime settimane, di numerosi attacchi sul web, ha declinato in maniera netta la proposta, partita dal mondo del giornalismo e poi ripresa anche da diversi esponenti politici, di essere candidata al ruolo di Presidente della Repubblica. 

Circolo ARCI Migliarino
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Sezione Soci Coop Valdiserchio-Versilia
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PUBBLICA ASSISTENZA S.R. PISA
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Pubblica Assistenza Migliarino
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. . non al Carroccio
6000 sardine 200 scorfani 100 gallinelle e il caciucco .....
"Questo è il segnale che se tutti ci muoviamo, forse .....
nonostante i primi giorni del governo giallorosso lo .....
Le squadre di Val Di Serchio
di Marlo Puccetti
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Incontrati per caso
di Valdo Mori
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di Bruno Pollacci
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Cosa fare per evitare i fastidi causati dall'acaro autunnale
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Enti di Promozione Sportiva
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Val di Serchio
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Val di Serchio
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Cs campionato petanque
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Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È .....
Alla cassa di un supermercato una signora anziana sceglie un sacchetto di plastica per metterci i suoi acquisti.
La cassiera le rimprovera di non adeguarsi .....
PISA
Alberto Cubeddu:
Nasce a Pisa un Comitato contro il referendum sull'Acqua.

21/5/2011 - 18:26



Alberto Cubeddu 

Nasce a Pisa un Comitato contro il referendum sull'Acqua.

“Stop alle Bugie! Facciamo fallire il quorum astenendoci!”

 

Sulla falsa riga di quanto avvenuto a livello nazionale dove il comitato si avvale del contributo tra gli altri del Sen. Franco Bassanini, dell’On. Linda Lanzillotta, del Prof Paolo Savona e dell’On. Antonio Martino – esordisce Carlo Lazzeroni del Circolo Liberal – anche a Pisa abbiamo voluto dare vita ad un comitato bipartisan con lo scopo principale di combattere un’informazione sinora spudoratamente falsa e basata sul più grande inganno mediatico degli ultimi anni.L’inteno è nel nostro piccolo di provare a fare chiarezza , ribadendo con forza che nei prossimi quesiti referendari non è assolutamente in ballo la privatizzazione dell’acqua che è e rimarrà un bene pubblico così come le infrastrutture di distribuzione, raccolta e depurazione delle acque. Ciò che viene chiesto di abrogare – continua Lazzeroni - è la possibilità che il gestore del servizio idrico sia individuato dall’ente pubblico non con una gara ad evidenza pubblica a cui possono partecipare sia soggetti privati che pubblici ( come prevede la norma del Decreto Ronchi che si vuole abolire ) ma solo con un affidamento diretto, il cosiddetto “in house”. Se dovessero vincere i SI’ – conclude Lazzeroni - perderemo la possibilità di migliorare l’efficienza del servizio, assicurando l’adesione a principi di trasparenza, efficacia, efficienza e imparzialità, principi che solo una gara periodica aperta a tutti i soggetti, pubblici e privati  che siano , riuscirebbe a garantire, come dimostrano tutte le numerose fallimentari gestioni dirette di società pubbliche.

 

La situazione della rete idrica italiana- interviene Francesco Felloni di Confcontribuenti – è sull’orlo del collasso. Le perdite di acqua del nostro sistema arrivano fino a punte del 50%, con una media intorno al 35%. Primi in Europa laddove la famigerata Germania perde il solo il 7% della propria acqua. Gli allacci idrici collegati al sistema di depurazione delle acque reflue rappresentano solo il 50% del totale con immaginabili impatti ambientali e di salute pubblica. Le tariffe, fissate dalle regolatore pubblico ( ATO),  coprono per legge i costi operativi, i pochissimi investimenti sinora fatti, e remunerano in minima parte il capitale investito. Si intuisce quindi che il sistema idrico integrato , per non incorrere nei prossimi anni in una drammatica crisi idrica, ha bisogno di investimenti, 60 miliardi , pari a 4-5 punti di PIL. Il secondo dei quesiti referendari se vincessero i SI’, sgancerebbe la tariffa dell’acqua dagli investimenti comunque necessari e imporrebbe quindi agli enti locali e allo Stato di reperire tali risorse mediante la fiscalità generale, ovvero con più tasse, oppure di lasciare la rete nello stato drammatico quale si trova attualmente. Ma possono l’Italia, la nostra economia e le famiglie sopportare un incremento della pressione fiscale di 3-4 punti % quando è già oltre il 50% e quando l’alta evasione indurrebbe solo e sempre i soliti noti a pagare per l’ammodernamento della rete? E’ corretto che le tariffe siano totalmente sganciate dagli indispensabili investimenti, continuando così a favorire sprechi e abusi della risorsa idrica?  Queste riflessioni – conclude Felloni – ci fanno capire di quanta cieca e ottusa retorica sia stato pervaso il dibattito intorno ai referendum sull’Acqua. Per questi motivi è indispensabile rigettare, astenendosi, anche il secondo dei quesiti sull’acqua.

 
C’è da aggiungere inoltre – esordisce il consigliere comunale Alberto Cubeddu – che il referendum non riguarda solo la modalità di selezione del gestore del servizio idrico integrato ma riguarda pure altri servizi come i rifiuti ed il trasporto pubblico locale. La malaugurata vittoria dei SI’ interromperebbe quel faticoso percorso di liberalizzazione e di distinzione dei ruoli che negli ultimi anni si è via via affermato nella cultura politica di alcuni amministratori, dei più illuminati: le istituzioni, in qualità di “controllori” detengono la proprietà, fissano i parametri di qualità, fissano gli investimenti e verificano che l’operato del gestore, cioè del “controllato”, sia conforme a quanto fissato da decisore pubblico.

 Contiamo di adoperarci fattivamente affinché questi messaggi di verità arrivino quanto più possibile alla gente attraverso quella nube tossica di falsa propaganda  creata ad arte dai promotori del SI – concludono Lazzeroni Felloni e Cubeddu – e invitiamo quindi tutti i cittadini ad astenersi dal voto così da far fallire il raggiungimento del quorum e di conseguenza referendum stessi.

 

Francesco Felloni

Presidente confcontribuenti Pisa

Promotore del Comitato CONTRO i referendum sull’acqua

Cell. 320 4646763

Fonte: Comitato CONTRO i referendum sull’acqua
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