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E' comparso su una importante giornale online nazionale, Citynews, nel suo supplemento Cibonews, un articolo a firma di Cristina Rombolà su una recente realtà gastronomica ideata e gestita da personaggi operanti nel nostro territorio grandemente apprezzati.A novembre scorso ha aperto a Pisa BONA, gastronomia con pizza del maestro Stefano Bonamici, in collaborazione con l'azienda PachinEat.Riportiamo l'articolo, certi di fare cosa gradita ai tanti cittadini che apprezzano le creazioni e i prodotti conosciuti a Vecchiano e a San Giuliano in Agrifiera.

Un amico ha mandata questa risposta data alla domanda .....
Ma i vari Mosso, Lavia e compagnia al seguito non .....
Si vede che ieri sera era capodanno, ancora non ha .....
Sapete perché alla Elly non riesce mancopegnende a .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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AMARSI

Amarsi è scendere nei ricordi,
festeggiare i momenti .....
Non ascoltare tutti i
consigli degli anziani,
anche gli imbecilli
INVECCHIANO.
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Lamento

24/6/2011 - 7:20


" Ascolta boscaiolo, ferma il braccio:
legno solo non è quello che abbatti,
non vedi il sangue sgorgar delle Ninfe
che vivono nei tronchi dalla dura scorza.
Sacrilego assassino,  se s’impicca  un ladro
per un bottino di scarso valore
quanto più tu meriti, o malvagio,
e ferro e fuoco e morte e patimenti".


 Il poeta francese Ronsard si riferisce ad un mito greco che asseriva vi fossero due specie di ninfe che vivevano nelle querce: le driadi e le amadriadi.
Le prime, chiamate così dal nome dryàs - quercia sacra- , potevano abbandonare l’albero, ma le seconde, da hàma - insieme -, morivano se la pianta veniva abbattuta. Appena una quercia era in pericolo, le amadriadi prorompevano in lamenti minacciosi.


Ora non vi sono più quei miti e quelle ninfe, i miti sono degenerati e le ninfe non piangon di certo,  ma si leva un nuovo pianto da una nuova generazione di fronte a tanto antico scempio; io ho finito lacrime e voce.


Ma oggi è San Giovanni, quello che tutti sanno che “un vole ‘nganni! “ e noi preghiamo anche San Pavùlo, quello che “un vòl’esse’ preso pere  'r 'culo!”

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25/6/2011 - 1:44

AUTORE:
sonia

C'è un'apparente contraddizione nella coppia di questa splendida fotografia.
L'albero apparentemente forte e robusto è in realtà precario, perché ormai molto vecchio. Il bambino che sembra gracile e debole al contrario è forte, perchè ha in dono l'incontenibilità della giovinezza.
Il gigante è un monumento della natura , simbolo di stabilità e di saggezza che merita rispetto e incute soggezione sia per la mole che per la vaneranda età.
Eppure è così fragile: basta un fulmine o una sega per eliminarlo in un attimo!
Il bambino invece è simbolo di vigore e di energia e detiene un potenziale enorme, anche se necessita di tempo per svilupparlo.
Il bambino è il futuro che avanza... l'albero il passato che incombe!