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L'articolo di oggi non poteva non far riferimento alla festa del SS. Crocifisso che Pontasserchio si appresta a celebrare, il 28 aprile.Da quella ricorrenza è nata la Fiera del 28, che poi da diversi anni si è trasformata in Agrifiera, pronta ad essere inaugurata il 19 aprile per aprire i battenti sabato 20.La vicenda che viene narrata, con il riferimento al miracolo del SS. Crocifisso, riguarda la diatriba sorta tra parroci per il possesso di una campana alla fine del '700, originata dalla "dismissione" delle due vecchie chiese di Vecchializia. 

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per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Colori u n altra rosa
Una altra primavera
Per ringraziarti amore
Compagna di una vita
Un fiore dal Cielo

Aspetto ogni sera
I l tuo ritorno a casa
Per .....
Oggi è venuto a mancare all’affetto di tutti coloro che lo conoscevano Renato Moncini, disegnatore della Nasa , pittore e artista per passione. .....
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LA MORTE DEL TEMPO
di Madamadoré

9/10/2011 - 10:39


Stanno ammazzando il tempo, e noi stiamo collaborando, e non so nemmeno se ne siamo consapevoli.
Ma perché non molto tempo fa il tempo sembrava essere abbondante? Sembrava lunghissimo, c’era tempo da vendere. Ma il tempo era misurato diversamente?! Adesso corre, l’immagine della clessidra non lo rappresenta, è troppo lenta, ci vuole qualcosa di più veloce.  E non credo che sia solo una questione anagrafica.


Il lavoro ci sta rubando tempo,  questa organizzazione della società è fatta ad arte per rubarci tempo, o per farci credere di non avere tempo.


Ci troviamo in mezzo a una miriade di impegni e obblighi, sospesi come in un limbo e ci arrabattiamo per salvare un po’ di questo e un po’ di quello e intanto il tempo passa inesorabile e noi affannati dalla corsa contro il tempo ci dimentichiamo di costruirlo, il nostro tempo, di dargli noi le misure, almeno di impegnarci, di provare a farlo.


E' come se si faticasse a trovare il tempo giusto per vivere le fasi dell'esistenza.
Anzi sembra che insieme al tempo spariscano anche le nostre fasi della vita. Direi che è soprattutto questo che mi colpisce: la scomparsa delle fasi della vita. Tendiamo, nostro malgrado, a vivere una fase di eterna, ma falsa, giovinezza e così è come se navigassimo senza approdare mai da nessuna parte.

 

Penso che  ogni volta che una persona stravolge la propria identità fisica con operazioni estetiche, si privi della possibilità di vivere pienamente nel proprio tempo, per intrufolarsi con l'inganno in quello di un'altra generazione. E ammazzare il proprio tempo per impossessarsi di quello degli altri non può che danneggiare entrambi.

 

Tutto è lecito e possibile ad ogni età con i miracoli della modernità. Trovo abbastanza malinconica questa tendenza al giovanilismo sfrenato da cui siamo bombardati anche per strada, tra la gente comune. Mi sembra un rinnegare la propria vita, di averla vissuta, mi sembra un abdicare ai ruoli a cui siamo chiamati. Aver vissuto, significa essersi fatti un'esperienza delle cose della vita, e questo un tempo ti dava la “qualifica” di saggio e autorevole, oggi l'autorevolezza e la saggezza intesi in quel modo sono scomparsi, ma direi che anche l'esperienza non conta più molto.

 

Alla giovinezza come fase della vita corrisponde il presente come fase temporale generica. Il passato ci viene descritto come una zavorra quasi inutile, oppure come re-scrivibile, adattabile a versioni che come vestiti si modellano. Il futuro è impegnativo, ma soprattutto un po' preoccupante. Che visione di futuro potrà avere chi falsa e inganna il tempo in ogni sua dimensione?
Abbiamo ucciso perfino il tempo come stagionalità, e l'esempio più classico è quello delle coltivazioni di frutta e verdura che troviamo sempre.


Ma  ritorno ancora  alle fasi della vita, quello che mi preoccupa sta lì.
Non si sa più quando finisce l'adolescenza, né quando si diventa vecchi. Non si sa più quale sia il tempo di diventare genitori, o responsabili adulti.

 

Genitori e responsabili adulti, due ruoli, due fasi della vita a cui non vogliamo rinunciare, eppure il paradosso è grande. Un tempo il ruolo del genitore o dell'adulto autorevole corrispondeva un'immagine, oggi in molti casi non è così e la vicinanza/somiglianza genitori/figli non è solo esteriore, si è progressivamente accorciata anche la distanza psicologica ma si è ingrandita la distanza sociale, che è fatta soprattutto di possibilità di costruire la vita, di possibilità di dare tempo al tempo, di vederlo e immaginarlo, di riempire il proprio spazio con progetti, con sogni...

 

L'attenzione sale se guardiamo cosa stiamo facendo all'infanzia, da una parte questi bambini e bambine voluti e desiderati come mai prima, sono vezzeggiati e coccolati con il rischio di limitarne la possibilità di crescere in autonomia, dall'altra sono nel mirino del mercato, dei pubblicitari...le avete viste le  scarpe con il tacco per le bambine di 5 anni? Direte che sarà mai, tutti ci siamo vestiti con i panni delle mamme giocando a fare le signore, certo, ma era un gioco, una parentesi nella giornata, ora diventa la giornata. L'avete vista la pubblicità sui giornali del reggiseno per le bambine? Oppure l'offerta di cure estetiche che vanno dai massaggi al cioccolato alla cura dei capelli o delle unghie? Li avete visti entrare a scuola, dico all'asilo, con i cellulari vecchi dei genitori? Oppure con le Wi in mano per farle vedere ai compagni?

 

Mi fermo, perchè non voglio essere scambiata per una moralista con mire moralizzanti, vorrei solo sapere, perchè non lo so, se quello che stiamo facendo, dicendo, scegliendo, ma soprattutto quello che non stiamo facendo, dicendo, scegliendo come persone, come adulti, come genitori non solo ammazza il tempo, ma svuota anche le nostre esistenze, rendendole fragili ed esposte ai miraggi.

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