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Proseguendo la serie di articoli sulle vicende ( e leggende) del territorio, Agostino Agostini ci regala il resoconto immaginifico del serpente-alato, che abitava il castello dei Pagano da Vecchiano. Fu ucciso - secondo la leggenda - da Nino Orlandi nel 1109 nella selva palatina di Migliarino (oggi tenuta Salviati). Imbalsamato fu posto nel Duomo di Pisa ma ando' perduto nell'incendio del 1595. Una ulteriore riprova della grande ricchezza storica del nostro territorio.

Buongiorno a tutti, sono Costanza Modica, ho 17 anni, .....
Ammetto l'errore, ho solo visto il simbolo di presentazione, .....
. . . . Buonafede Alfonso, candidato sindaco di Firenze, .....
Cosa ci dicono le votazioni in Sardegna?

Calenda .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Associazione ambientalista - LA CITTÀ ECOLOGICA APS
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di Umberto Mosso
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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Eccolo
Come una furia scatenata
è arrivato il vento
a riportare tormento
alle marine
Prima con le piogge
che hanno colpito
la montagna
con smottanento
frane .....
LA TARI è ARRIVATA E SALATA
MA IL KIT PER LA RACCOLTA NON ANCORA
SIAMO A MARZO.

COME MAI?
COSì NON VA BENE.
MIGLIARINO-Teatro del Popolo, venerdi 11 alle 21,15
Dibattito con lo storico Alberto Mario Banti: Perchè amo l'Italia.

11/11/2011 - 0:02


MIGLIARINO: DIBATTITO CON LO STORICO BANTI

 

  Perché amo l’Italia?

 L’Associazione La Voce del Serchio organizza, venerdì 11 alle 21.15 al Teatro del Popolo di Migliarino, organizza una serata sul tema “L’unità d’Italia 150 anni dopo” con lo storico Banti e il gruppo teatrale ATTIESSE con alcune scene del suo “Gran bailàmme dell’Unità d’Italia” 

 

Sui 150 anni dell’unità d’Italia si è molto discusso in questo 2011. L’Associazione culturale La Voce del Serchio, venerdì 11 novembre alle 21.15 al Teatro del Popolo di Migliarino, intende continuare questa riflessione con uno dei massimi storici del Risorgimento, il prof. Alberto Mario Banti.

 

 La discussione sarà introdotta dalla storica Elsa Luttazzi, che ha recensito sulla Voce l’ultimo libro di Banti “Sublime madre nostra. La nazione italiana dal Risorgimento al fascismo”.

 

 Ci sono delle domande cruciali che investono anche il dibattito presente. Eccone alcune Quale Stato nasce nel 1861? Cosa si intende per “nazione” nell’Italia dell’Ottocento? Come mai il sorprendente progetto politico che prevale si coagula attorno all’idea di “nazione italiana”? Chi sono i protagonisti di questo progetto eversivo, e come riescono a radicarsi e a coinvolgere molte centinaia di migliaia di persone?

 

  Una domanda risulta fondamentale: quali sono e caratteristiche profonde nella costruzione del discorso nazionale? Il prof. Banti ne individua tre, che segnano una costante dal Risorgimento al fascismo: la nazione come parentela (ben esemplificato da Cuore di de Amicis), la nazione come comunità sacrificale (vedi per esempio l’immagime simbolo di Garibaldi santo nazionale) e la nazione come comunità sessuata (vedi l’immagine dell’Italia piangente di Antonio Canova).

 

 Cediamo la parola a un testo che si è imposto come il best seller nell’Italia di fine Ottocento e che ha inciso a lungo nella formazione culturale italiana, che è un concentrato del nazionalismo risorgimentale, Cuore di De Amicis (quarta immagine). Scrive il padre del protagonista in una pagina del diario del figlio:

 

 “Poiché ti racconto il Tamburino t’ha scosso il cuore ti doveva esser facile questa mattina, far bene il componimento d’esame: perché amate l’Italia?”

 

. Banti indaga le radici che stanno alla base dell’amore per la propria patria, quelle che derivano dal nazionalismo e quelle che dovrebbero produrre un sano patriottismo costituzionale. Per difendere l’unità d’Italia minacciata, per Banti, più che nelle guerre risorgimentali bisogna fare appello alla Costituzione dove sono enunciati i nostri diritti ed è lì che dobbiamo ricercare le origini autentiche della nostra Repubblica per essere all’altezza delle sfide che il mondo globale oggi ci pone.

 

  Questi sono alcuni degli ingredienti della discussione. Nel corso della serata sarà proiettato un video e prenderà la scena l’Associazione Teatro Spettacolo ATTIESSE con alcuni brani tratti dal lavoro “Gran Bailàmme dell'Unità d'Italia".



Fonte: Fonte: Associazione Culturale "La Voce del Serchio"
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