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L'articolo di oggi non poteva non far riferimento alla festa del SS. Crocifisso che Pontasserchio si appresta a celebrare, il 28 aprile.Da quella ricorrenza è nata la Fiera del 28, che poi da diversi anni si è trasformata in Agrifiera, pronta ad essere inaugurata il 19 aprile per aprire i battenti sabato 20.La vicenda che viene narrata, con il riferimento al miracolo del SS. Crocifisso, riguarda la diatriba sorta tra parroci per il possesso di una campana alla fine del '700, originata dalla "dismissione" delle due vecchie chiese di Vecchializia. 

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Colori u n altra rosa
Una altra primavera
Per ringraziarti amore
Compagna di una vita
Un fiore dal Cielo

Aspetto ogni sera
I l tuo ritorno a casa
Per .....
Oggi è venuto a mancare all’affetto di tutti coloro che lo conoscevano Renato Moncini, disegnatore della Nasa , pittore e artista per passione. .....
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STUPIDITA' ITALICA
di Trilussa

20/11/2011 - 9:57

 

La stupidità di un paese, o meglio della sua classe dirigente, si può giudicare da tante cose.
Si può giudicare dall’avere ridotto un paese che si vantava di essere la settima o l’ottava nazione più industrializzata del mondo a rappresentare ora una seria minaccia per la stabilità finanziaria dell’intera Europa; si può giudicare da avere lasciato fuggire all’estero ben 60.000 giovani laureati che arricchiranno ora con le loro ricerche e la loro intelligenza i paesi e i popoli che avranno saputo investire su di loro. O anche giudicarla dalla decadenza e dall’incuria in cui è stato lasciato il nostro patrimonio culturale e il nostro paesaggio, unica, vera e inesauribile risorsa economica di un paese povero di materie prime come l’Italia.

 

Si può infine giudicare dal livello delle nostre trasmissioni televisive, molte delle quali di prima serata, con la graduale e forse irreversibile trasformazione di un popolo fiero della propria millenaria cultura che ha dato i natali a figure uniche in campo mondiale per intelligenza e ingegno in un’accozzaglia amorfa di pruriginosi guardoni di improbabili Case, di ammiratori plaudenti di mini cantanti che hanno abdicato alla loro incosciente giovinezza per acquisire direttamente la malizia dell’adulto, di osservatori interessati ai mille processi (dei mille delitti) irrisolti nel nostro paese dove i processi vengono espletati direttamente negli studi televisivi, con quella partecipazione attiva e consapevole merito delle innumerevoli serate televisive passate a seguire le vicende della 18° serie della squadra anticrimine o di quegli investigatori americani capaci di risalire al colpevole del delitto dalla scoperta di un unico mezzo pelo pubico dell’assassino.

 

Assassino  che assai imprudentemente ha deciso di dare sfogo alla sua necessità fisiologica proprio sul luogo del delitto, un gravissimo errore che oltre all’acquisizione della sequenza del suo DNA farà inserire nel suo “profilo psicologico” anche la caratteristica di una certa impellenza urinaria.

 

Quegli stessi telespettatori si domanderanno anche come mai i delitti del nostro paese hanno così tanta difficoltà ad essere risolti e mi immagino quante volte si saranno domandati se non sarebbe stato il caso di far intervenire questi straordinari investigatori americani. Investigatori che avrebbero risolto subito la faccenda ed avrebbero anche fatto risparmiare un sacco di soldi a causa di tutti quegli interminabili processi che non riescono mai a trovare un colpevole.

 

Ma queste sono grandi questioni e spesso richiedono soluzioni che impegnano grandi risorse pubbliche nel caso del patrimonio culturale e dei fondi alla ricerca, oppure vanno a colpire grandi interessi commerciali quando si parla di televisione con tutti i problemi, anche di conflitto di interessi, che a queste sono legate.

 

Ma la stupidità di una classe dirigente si può giudicare anche da piccole cose, minimali di fronte alle grandi questioni finanziarie, alla necessità di risparmio di uno Stato quasi alla bancarotta e che cerca in ogni modo di ridurre la spesa pubblica, il disavanzo primario, il debito pubblico.

 

In effetti il taglio effettuato di recente non è minimamente significativo dal punto di vista economico dato che si tratta della piccola cifra (piccola per uno Stato, s’intende) di 50.000 euro.


Sono stati tagliati al museo della Strage di S.Anna di Stazzema, un contributo annuale la cui mancata concessione rischia di far chiudere il museo, una piccola esposizione permanente ricavata nei locali della vecchia scuola elementare, a due passi dalla storica piazza dove furono uccisi e bruciati gli abitanti.

 

Credo che il Comune si sia appellato al Governatore Rossi, abbia chiesto chiarimenti al Ministero dei Beni Culturali, sembra che qualcosa sarà fatto sicuramente vista la cifra abbastanza ridicola ma il fatto rimane ed è di una gravità inaudita.

Più che un fatto grave a me sembra un fatto stupido.

 

Stupido mi sembra il termine più adatto considerando la cifra assai contenuta e sicuramente sproporzionata alle conseguenze rappresentate dal taglio configurabile coma un grave affronto alla nostra memoria storica ed un insulto ancora più alle vittime della strage.

 

Io ho visitato il Museo alcuni anni or sono e consiglierei a tutti di andare portando anche i figli. Magari arrivare anche in cima alla collina, una piacevole passeggiata fra gli alberi, per visitare il monumento dedicato alla strage dove si apprezza anche una bellissima visione panoramica di tutta la Versilia con il mare sullo sfondo.

 

La visita al Museo è suggestiva e coinvolgente. Vi si respira e si rivive proprio l’atmosfera di tragedia di quei giorni e le foto delle vittime, le reliquie, i manifesti e le foto di quegli anni fanno riflettere sulla vera essenza della guerra, troppo spesso associata ad aggettivi che ne vorrebbero sminuire la tragicità e la mostruosità, e fanno capire quanto invece sia bella e dolce la pace, la possibilità di vivere tutta una vita senza il rischio che un giorno arrivi qualcuno che ti tolga il padre o il figlio o distrugga la tua casa e la tua famiglia.


Come è successo, in quei tristi giorni dell’estate del ‘44, a S.Anna di Stazzema.


Per non dimenticare

"A Sant’Anna di Stazzema, la mattina del 12 agosto 1944, si consumò uno dei più atroci crimini commessi ai danni delle popolazioni civili nel secondo dopoguerra in Italia.

La furia omicida dei nazi-fascisti si abbattè, improvvisa e implacabile, su tutto e su tutti. Nel giro di poche ore, nei borghi del piccolo paese, alla Vaccareccia, alle Case, al Moco, al Pero, ai Coletti, centinaia e centinaia di corpi rimasero a terra, senza vita, trucidati, bruciati, straziati.

 

Quel mattino di agosto a Sant’Anna uccisero i nonni, le madri, uccisero i figli e i nipoti. Uccisero i paesani ed uccisero gli sfollati, i tanti saliti, quassù, in cerca di un rifugio dalla guerra.

Uccisero Anna, l’ultima nata nel paese di appena 20 giorni, uccisero Evelina, che quel mattino aveva le doglie del parto, uccisero Genny, la giovane madre che, prima di morire, per difendere il suo piccolo Mario, scagliò il suo zoccolo in faccia al nazista che stava per spararle, uccisero il prete Innocenzo, che implorava i soldati nazisti perché risparmiassero la sua gente, uccisero gli otto fratellini Tucci, con la loro mamma.

 

560 ne uccisero, senza pietà in preda ad una cieca furia omicida. Indifesi, senza responsabilità, senza colpe. E poi il fuoco, a distruggere i corpi, le case, le stalle, gli animali, le masserizie.

A Sant’Anna, quel giorno, uccisero l’umanità intera.

 

La strage di Sant’Anna di Stazzema desta ancora oggi un senso di sgomento e di profonda desolazione civile e morale, poiché rappresenta una delle pagine più brutali della barbarie nazifascista, il cancro che aveva colpito l’Europa e che devastò i valori della democrazia e della tolleranza. Rappresentò un odioso oltraggio compiuto ai danni della dignità umana. Quel giorno l’uomo decise di negare se stesso, di rinunciare alla difesa ed al rispetto della persona e dei diritti in essa radicati". (dal Web)
 
All’ingresso del museo,  su una stele di granito di fianco alla vecchia scuola, una struggente poesia di Piero Calamandrei


lo avrai camerata Kesselring

il monumento che pretendi da noi italiani

ma con che pietra si costruirà

a deciderlo tocca a noi

 

non coi sassi affumicati

dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio

non colla terra dei cimiteri

dove i nostri compagni giovinetti

riposano in serenità

non colla neve inviolata delle montagne

che per due inverni ti sfidarono

non colla primavera di queste valli che ti vide fuggire

 

ma soltanto col silenzio dei torturati

più duro d'ogni macigno

soltanto con la roccia di questo patto

giurato fra uomini liberi

che volontari si adunarono

per dignità non per odio

decisi a riscattare

la vergogna e il terrore del mondo

 

su queste strade se vorrai tornare

ai nostri posti ci troverai

morti e vivi con lo stesso impegno

popolo serrato intorno al monumento

che si chiama

ora e sempre

RESISTENZA.

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23/11/2011 - 11:59

AUTORE:
Napolitano Francesco

... metterò in agenda questa visita, anche se ci sono già stato, coinvolgendo però amici e parenti. Mi sento di consigliare anche, magari prima della visita di guardare il film "Miracolo a S.Anna" (regista Spike Lee), che parla proprio di quanto accaduto a Stazzema. Il film, per dire la verità, ha fatto un po' discutere, ma poi è intervenuto "il mio illustre omonimo di cognome" e tutto si è ricomposto; potete informarvi su questo al link:

http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/spettacoli_e_cultura/spike-stazzema/spike-stazzema/spike-stazzema.html