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Servono forse convegni interminabili, ospiti illustri e location spaziali per ottenere partecipazione e divertimento? Servono mezzi illimitati, spazi dedicati, progetti faraonici per riunire persone e Associazioni per un progetto comune di alto livello? Talvolta, come è successo questo sabato, basta un piccolo spazio ed una piccola occasione per ottenere risultati eccellenti e oltre ogni aspettativa. 

. . . . . . . . . . . . . per nascondere la strizza. .....
Salvini era al governo nel posto che voleva, si è .....
E' una regola: due volte al mese, primo e terzo lunedì .....
A parte il fatto che appare assai singolare mandare .....
Abbracci e baci, il contesto emotivo influenza la gestualità sociale
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di Bruno Pollacci
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Incontrati per caso
di Valdo Mori
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Dal mondo
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Pisa
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FIAB Pisa
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Con le “De Soda Sisters”
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Presentazione libro-24 gennaio
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Confcommercio
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Molina di Quosa, 25 gennaio
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Pisa, 24 gennaio
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Pisa
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CSI -Centro Sportivo Italiano
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Le squadre di ValdiSerchio
di Marlo Puccetti
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Le squadre di Valdiserchio
di Marlo Puccetti
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Le squadre di Val di Serchio
di Marlo Puc
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Nella notte fredda e bianca
la Befana un poco arranca
urge ormai di farsi l'anca
e per questo sembra stanca.

Befanotto suo marito
è davvero inviperito
dice: .....
Buongiorno, abito in Via Paganini a Colignola, quotidianamente percorro le strade bianche nelle vicinanze fino ad arrivare ad Asciano, lungo i condotti. .....
di Moschini
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Gli Amici di Pisa esprimono mo
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di Renzo Moschini
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TOSCANA
Giorno della memoria, Rossi ai giovani: Ragionate con la vostra testa, attenti alle parole malate

26/1/2012 - 13:56


 “Siete la Toscana del futuro, per questo vi lancio due messaggi, due impegni: ragionate sempre con la vostra testa e fate attenzione alle parole malate. Eliminiamo dal nostro lessico termini come vucumprà, badanti, clandestini e extracomunitari e anche quelle parole offensive rivolte agli omosessuali.Parole che non sono adeguate alle persone. Parole che possono insinuarsi nella nostra normalità e farsi veicolo di quel razzismo sottile che dobbiamo invece combattere”.

E’ l’invito che il presidente Enrico Rossi ha rivolto stamani agli oltre diecimila giovani presenti al Nelson MandelaForum in occasione del Giorno della Memoria.
“In una giornata come quella di oggi – ha proseguito Rossi – dedicata ai due cittadini senegalesi uccisi a Firenze, vi invito a sostenere la campagna nazionale per i diritti di cittadinanza “L’Italia sono anch’io”. Ci bastano 50mila firme ma se ne raccogliamo 100mila è meglio. La Toscana promuoverà anche una legge di iniziativa regionale e proporrà alle altre Regioni di fare la stessa cosa in modo da sollecitare il Parlamento perché intervenga a favore del riconoscimento della cittadinanza e del diritto al voto a chi nasce nel nostro Paese. In Italia sono più di un milione coloro che aspettano la cittadinanza. E in Toscana ci sono più di 60mila  giovani che amano e soffrono come voi, che sono già fratelli d’Italia ma che attendono solo il diritto di essere ufficialmente riconosciuti come tali”.

“Siamo qui per celebrare il giorno della Memoria, per ricordare l’Olocausto – ha poi osservato il presidente – una parola che deriva da due parole del greco antico, olos e kaio che vogliono dire: bruciato tutto intero. Un significato agghiacciante. Si è trattato di uno sterminio che ha riguardato oltre 6 milioni di ebrei, quasi il doppio dei cittadini della Toscana oggi. Uno sterminio di tipo industriale, concepito da una élite ma accettato da tante persone normali che hanno anche collaborato, o non si sono ribellate, perché questa organizzazione perfetta di morte funzionasse. Come è stato possibile? Quale lezione ci lascia la storia perché questo orrore non accada più? Bisogna innanzitutto ascoltare le testimonianze e riflettere”.

Il presidente ha quindi citato un brano di Primo Levi, “che è stato ebreo partigiano e deportato a Auschwitz” e in cui lo scrittore invita  ad essere diffidenti verso chi cerca di convincere con mezzi diversi da quelli della regione. E’ meglio rifuggire dalle verità rivelate, anche se le troviamo comode ed è meglio accontentarsi di verità più modeste, meno entusiasmanti ma che si possano verificare.

Da qui i due messaggi di Rossi ai giovani,  a ragionare sempre con la propria testa e a non cercare scorciatoie “perché  siamo tutti responsabili dei nostri atti, e ci sono situazioni in cui è giusto disubbidire se ci vengono imposte azioni contro la libertà e il rispetto della persona”.

E poi a fare molta attenzione a come si usano le parole che possono racchiudere il germe del razzismo, che così lentamente si insinua nella società o nella nostra testa. “Dopo l’uccisione dei due senegalesi e il ferimento degli altri tre, ho letto e sentito commenti che mi hanno fatto rabbrividire – ha ricordato Rossi – Per fortuna la Toscana ha fatto una grande manifestazione di civiltà che ci ha riscattato. Ma sulla strada di questo razzismo sottile siamo andati fin troppo avanti. Ecco dunque il mio contributo: eliminiamo frasi pericolose come ‘i neri sono svogliati ma ci rubano il lavoro’, ‘i cinesi lavorano tanto ma non si integrano’, ‘i rom non si lavano’, ma soprattutto la frase ‘farebbero bene a rimandarli tutti a casa’.

“Impegniamoci  per questo obiettivo di eguaglianza e democrazia – ha concluso Rossi – , per essere protagonisti e pensare con la nostra testa. Perché la civiltà del futuro non sia fatta da razze, ma da una sola razza, la razza umana, in cui siamo tutti uguali e tutti diversi”.
Chiara Bini
 
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