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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Circolo ARCI Migliarino- 13 giugno ore 21
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Di Claudia Fusani
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Comune di Vecchiano
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. . . e lo ha detto chi momentaneamente ha occupato .....
. . . se per caso, o altro, Renzi lasciasse la politica, .....
Nicola Zingaretti, disse a Matteo Renzi: non ti presentare .....
. . . magari.
Resta da capire se Iv è un partito .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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il richiamo di cose
perdute, stanotte, dilaga
per il chiostro dell'anima
mia vaga, come bruma di seta
che lenta si sfà.
Filamenti di volti,
laceri .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
TOSCANA
Rossi Valerio FGS Toscana: risposta ad Enrico Rossi

1/4/2012 - 19:37

In merito alle recenti dichiarazioni, rilasciate dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sulla riforma del lavoro, in cui asserisce che, questa manovra “lo riporta ai tempi in cui sua madre, giovane operaia in una segheria di Buti nel dopoguerra, raccontava che il padrone si permetteva di mandare a casa le sue dipendenti solo con un urlo”.
 
Noi riteniamo che, il vero problema non sia l'Articolo 18, la cui modifica o eliminazione non rappresenta comunque un urgenza o una necessità. A sostegno di tale tesi infatti, in Toscana come in Italia, ci sono centinaia di piccole imprese al di sotto dei 15 dipendenti in cui l’articolo 18 non si applica e ciò nonostante, i lavoratori in queste imprese non vengono in ogni caso licenziati “con un urlo”; Questo in virtù del fatto che le vere regole che disciplinano il licenziamento sono scritte altrove ovvero nel codice civile e nel contratto di lavoro".
 
Noi pensiamo che, il miglior modo per tutelare i lavoratori, è una riforma dello statuto dei lavoratori, (che è stato scritto dai Socialisti Brodolini e Gino Giugni ed approvato dal parlamento con l’astensione del Partito Comunista) il quale è stato progettato per un mondo del lavoro degli anni ’70 che oggi non c’è più.
 
Il vero problema è avviare la crescita, con piani di stimoli per l'economia reale che partano da un abbassamento delle imposte dirette alle imprese e ai lavoratori, va' favorita il più possibile l'occupazione giovanile, eppure queste cose sembrano non interessare né al governo né al nostro Presidente, impegnati invece a propagandare false battaglie ideologiche.
 
Rossi Valerio FGS Toscana

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8/11/2012 - 22:01

AUTORE:
spartaco

le forze politiche di oggi pensano alle primarie e a leggi elettorali che gli consentano di ttornarein parlamento.

2/4/2012 - 15:10

AUTORE:
massimo

anche in toscana ed a pisa
il problema piu rilevante in materia di lavoro sta diventando
la non assunzione discriminatoria