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Se sul campo la guerra continua con le solite nefandezze sui nostri media nazionali appare sbiadita, superata da altri e più urgenti problemi, vecchi come il Covid e nuovi come la recente crisi politica. Oramai è un sottofondo e tranne per il pericolo Zaporizhzhia i nuovi morti e le nuove devastazioni attirano sempre meno l’attenzione dei media nazionali. Come i media anche la nostra psiche si adatta.

Angori Massimiliano
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Massimiliano Angori
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Massimiliano Angori
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. . . era da pubblicare la presa per i fondelli fatta .....
Uno degli scambi di post più interessanti degli ultimi .....
Essere candidati non vuol dire essere eletti. Quest'anno .....
CHE VUOL DIRE: BRAVO BRUNO!
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"Fra gli alberi" Opera pittorica di Patrizia Falconetti

di Matteo Renzi (a cura di BB, red VdS)
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Capita che ci si perde in tempi lontani, dove niente fiorisce spontaneamente.
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Ricordiamo che il 21 Luglio 2022 alle ore 20, 30 presso la Sala Consiliare del Comune di Vecchiano, sita .....
67° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE
Sogno di Livia Gereschi, ragazza e maestra

25/4/2012 - 13:14

La notte del 10 agosto del 1944, mentre stava dormendo in una capanna vicino a Massarosa, Livia, vinta dalla stanchezza delle giornate incredibili appena trascorse, fece questo sogno. Si trovava in una residenza femminile a Berlino, quando Elly, la sua più cara compagna di studi, la svegliò dolcemente: dai Livia, svegliati, alzati e preparati! Livia si alzò e scelse il vestito a fiorellini, il migliore che aveva. Si sistemò i capelli alla moda del tempo, aggiungendo un semplice nastro. Si dette uno sguardo allo specchio e, prendendo la cartelletta nuova, si osservò soddisfatta e orgogliosa di sé. Era il suo primo giorno di scuola come maestra elementare.

Pur essendo italiana sapeva bene il tedesco: era stata selezionata per insegnare in un’importante scuola di Berlino. Amava la lingua tedesca e la conosceva a tal punto che sapeva a memoria filastrocche e ninnananne. Nella cartelletta rossa aveva pochi oggetti, ma tutti nuovi di zecca: il diario dell’insegnante, i pastelli Presbitero, un’appuntita matita rosso-blu. Si avviò anche verso la scuola.

Quando entrò in classe, un po’ emozionata, una trentina di bambine, quasi tutte bionde, scattarono in piedi tutte insieme e dissero in coro: Guten tag, liebe lehererin! Herzlichst willkommen. Buongiorno Maestra! Benvenuta di cuore! Il sogno finì bruscamente, Livia venne svegliata di soprassalto da una guardia tedesca e portata alla Sassaia.

 

Nota sulla sognatrice

 

LIVIA GERESCHI Nata a Pisa il 7 gennaio 1910, dove si laureò e intraprese la professione di insegnante di lingue straniere. Studiò in Germania e imparò il tedesco. Durante la guerra con lo sfollamento si rifugiò a Pugnano in una stalla adibita a ricovero. Di sentimenti antifascisti, aveva un comportamento esemplare e sobrio, molto dignitoso e riflessivo. Possedeva buone capacità di incoraggiare e di consolare chi le stava intorno. La notte fra il 6 e il 7 agosto 1944 le SS, con lo scopo di arrestare partigiani, effettuarono un  rastrellamento presso La Romagna, arrestando trecento persone. Livia Gereschi si offrì per andare a parlare con i tedeschi in difesa degli sfollati. Ottenne così di far rilasciare donne e bambini, ma non gli uomini; lei stessa venne incolonnata insieme a loro e portata via. Nella mattina dell’11 agosto Livia Gereschi, insieme a un gruppo costituito da 69 persone, fu portata in una località chiamata La Sassaia e fucilata l'11 agosto insieme agli altri.

Scuola media I. C."Livia Gereschi" di Pontasserchio, classe 3B

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