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L'articolo di oggi non poteva non far riferimento alla festa del SS. Crocifisso che Pontasserchio si appresta a celebrare, il 28 aprile.Da quella ricorrenza è nata la Fiera del 28, che poi da diversi anni si è trasformata in Agrifiera, pronta ad essere inaugurata il 19 aprile per aprire i battenti sabato 20.La vicenda che viene narrata, con il riferimento al miracolo del SS. Crocifisso, riguarda la diatriba sorta tra parroci per il possesso di una campana alla fine del '700, originata dalla "dismissione" delle due vecchie chiese di Vecchializia. 

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Colori u n altra rosa
Una altra primavera
Per ringraziarti amore
Compagna di una vita
Un fiore dal Cielo

Aspetto ogni sera
I l tuo ritorno a casa
Per .....
Oggi è venuto a mancare all’affetto di tutti coloro che lo conoscevano Renato Moncini, disegnatore della Nasa , pittore e artista per passione. .....
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DUE GIUGNO
di Trilussa

3/6/2012 - 20:12


Due giugno, festa della Repubblica.


Il 2 e il 3 giugno 1946 si tenne, infatti, il referendum istituzionale indetto a suffragio universale con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo. Dopo 85 anni di regno, con 12.718.641 voti contro 10.718.502 l'Italia diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati.   (Wikipedia)

 


Una festa difficile quest’anno.

Una festa contestata.

Di Pietro, insieme alla Lega, hanno deciso di disertare la manifestazione a Roma ai Fori Imperiali chiedendo di utilizzare i fondi spesi per la manifestazione romana (cifra che si aggira sui 5 milioni di euro)  a favore dei terremotati dell’Emilia. Una richiesta venuta da più parti e parzialmente accolta dal Presidente della Repubblica con una manifestazione più sobria, senza cavalli, senza Freccie Tricolori e senza fanfare. Al passaggio davanti alle Autorità i reparti marciano solo al suono dei tamburi in onore dei caduti e dei familiari delle vittime rimaste sotto i crolli degli instabili capannoni emiliani.

 

Si calcola che il costo dovrebbe essere sceso del 50% e forse bisognerebbe domandarci se invece di boicottare la manifestazione i tanto avveduti parlamentari non avessero scelto in alternativa di donare un giorno o una settimana dei loro lauti stipendi ad un fondo di aiuto ai terremotati. Avrebbe saputo meno di populismo e più di ricerca di aiuto sincero.


In un momento in cui c’è veramente il rischio di isolarsi, di dividersi, in cui ognuno guarda con preoccupazione i problemi in casa propria e rischia di disinteressarsi degli altri una manifestazione che dimostri l’unità del paese è più che mai importante. Forse ancora più importante degli altri anni.


Perché il momento non è dei migliori.
Oramai un giovane su tre è senza lavoro (e senza prospettive, ancora peggio), lo  Stato è  fortemente indebitato da tanti anni di mancate riforme, il distacco della politica dalla società ha raggiunto livelli impensabili (4% di fiducia, praticamente nulla), il paese è fermo, le industrie sono in difficoltà economiche e di mercato, i poveri cittadini si sono visti caricare interamente il peso del sostentamento del paese perché il Parlamento (non più rappresentativo ma purtroppo legittimo fino a nuove elezioni) continua a condizionare fortemente l’azione di Governo.

Un Governo che è costretto a muoversi con paletti molti rigidi e su molti temi strettamente politici  ha le mani legate da una maggioranza parlamentare che, non dobbiamo dimenticarci, rimane la principale responsabile del nostro attuale dissesto economico e finanziario.


Uno scenario buio quindi su cui si innestano altre ciliegine come la dura lotta di potere all’interno della Città del Vaticano emersa dalla pubblicazione di carte segrete e per cui forse un modesto e innocuo inserviente è attualmente in prigione, i soldi per il finanziamento pubblico ai partiti (indebitamente e ingenuamente chiamato rimborso elettorale) usati per fini personali, per acquisti privati, per lauree facile e vacanze, per donne magari perché no.

 

Per quella incapacità infine, che coinvolge indistintamente tutti i partiti, di non capire fino in fondo quelle che sono le richieste e le aspettative dei cittadini: quelle di un ricambio generazionale, di una politica più sobria e dalla parole più chiare, di una politica più giusta e fondata sulla passione e l’amore dello Stato piuttosto che sull’ambizione personale, sulla carriera, i soldi, il potere, i tanti privilegi somma risultato di interventi ripetuti negli anni e a cui nessun partito,  nessun parlamentare, pare si sia opposto con la necessaria convinzione.


In questo scenario così triste, in questa universale depressione del cittadino in attesa dell’IMU e dell’aumento dell’Iva, e con il costante aumento stanamente (?) unidirezionale della benzina almeno una buona notizia per gli Juventini: la conquista della  scudetto (il numero è incerto, elevato comunque).

 

Erano pronte cene di gioia e ringraziamento, serate di bagordi e di letizia fra amici per festeggiare il sorpasso finale, la agognata conquista.

Ma ora questa gioia è incrinata da un atroce sospetto: il Portierone ha fatto davvero una papera regalando la palla del gol, fortunatamente non significativo? Fu vera e autentica papera? Atroce scherzo del destino? Inconveniente sgradevole ma umano? Una leggerezza che può capitare anche ai migliori? Una vera sfortuna?

 

Un interrogativo che farà annullare molte cene, che renderà difficoltose molte digestioni, che lascerà molte bocche amare nonostante il fresco vinello e farà riflettere rendendo evidente  a tutti che viviamo in una società talmente corrotta e decadente che solo una svolta decisa verso la legalità ed il rispetto delle regole ci può salvare.
Poi ha giocato la nazionale, meglio lasciar perdere!

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5/6/2012 - 17:40

AUTORE:
Venier

Tentare di parlare del 2 giugno e finire nel pallone...