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L'articolo di oggi non poteva non far riferimento alla festa del SS. Crocifisso che Pontasserchio si appresta a celebrare, il 28 aprile.Da quella ricorrenza è nata la Fiera del 28, che poi da diversi anni si è trasformata in Agrifiera, pronta ad essere inaugurata il 19 aprile per aprire i battenti sabato 20.La vicenda che viene narrata, con il riferimento al miracolo del SS. Crocifisso, riguarda la diatriba sorta tra parroci per il possesso di una campana alla fine del '700, originata dalla "dismissione" delle due vecchie chiese di Vecchializia. 

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Lei non è "abbastanzina informato" si informi chi .....
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per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Colori u n altra rosa
Una altra primavera
Per ringraziarti amore
Compagna di una vita
Un fiore dal Cielo

Aspetto ogni sera
I l tuo ritorno a casa
Per .....
Oggi è venuto a mancare all’affetto di tutti coloro che lo conoscevano Renato Moncini, disegnatore della Nasa , pittore e artista per passione. .....
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LA CRISI
di Madamadoré

5/8/2012 - 16:13



Da un po' di tempo ovunque mi trovi, con chiunque mi trovi, l'argomento di cui si parla è la crisi.

Ma la crisi vista da noi, quella che tocchiamo a mani nude non trova grandi spazi nei racconti dei tg, lì si racconta la crisi mondiale. Ma la crisi che vedo e che vivo deriva da quella, ci dicono, è tutto in movimento, un bel calderone dove tutto viene mescolato e a volte scaldato a temperature altissime e altre volte intiepidito. Un bel calderone di formule magiche, di algoritmi e di equazioni algebriche dove le incognite, sembrano essere incognite anche ai maghi e fattucchieri, che con grandi bacchette magiche e grandi cappelli non riescono a far apparire che timidi conigli.
Cerco di stare informata, ma sono in difficoltà. Le mie doti di economista sono quelle di base, anzi scarse, molto scarse.

 Le banche e i mercati.

Pare che tutto nasca da lì.
Banche diverse da quella sotto casa nostra, che pure mi incute timore, ma insomma non mi pare così minacciosa.
Mercati finanziari, dove si vendono e si comprano anche promesse.
Le parole che sento al tg mi restano lì, fredde, non riesco ad abbinarle a cose che conosco e che mi appartengono. Sono parole quasi tutte rigorosamente in inglese, tutte rigorosamente distanti anni luce dalla mia immaginazione, parole che disegnano mondi fantastici dove quelli come me sono comparse, piccoli lillipuziani al cospetto di giganti che nenache riusciamo a vedere in immagine intera.
Eppure quelle parole così straniere, per forma e per sostanza, sono determinanti, stanno condizionando il mondo.

Le banche, le agenzie di rating, i bond, la finanza, le azioni, che non sono quelle con cui vai in paradiso, ma quelle dei paradisi fiscali, i derivati, lo spread, subprime, il default, la borsa, la tripla A, declassamento, BCE, beni rifugio, bolla speculativa, Eba, eurobond, Fed, Fitch, fondo salva stati, scudo, Hedge fund, quantitative easing, vendite allo scoperto...
parole parole...parole nemiche, parole che fanno male a intere popolazioni, parole che valgono cifre dove gli zeri nenache riusciamo a contarli, parole che condizionano la nostra vita.
Parole che influenzano, che fanno salire le temperature, parole che fanno saltare interi stati.
Ma io continuo a non capire cosa ci stia divorando e cosa ci stia conducendo alla rovina globale.
Chi perde e chi vince?

Ma soprattutto cosa si perde e cosa si vince?e quello che perderei io lo sanno e lo prendono in considerazione, lassù o laggiù?
Chi è il nemico?
I tedeschi, i politici, i banchieri, i padroni vecchi e nuovi, i burattinai mondiali?
I politici corrotti, i politici tutti, i grandi uomini di potere?
La politica e l'antipolitica?
La Grecia e la sua richiesta di aiuto, la Germania inflessibile,  la Francia o la Spagna?
I tecnici, che tecnicamente stanno tecnicizzandoci? 
Bisogna dimostrare credibilità e affidabilità, ma a chi?

Chi è, che seduto su un trono sta godendosi lo spettacolo di questo enorme disastro ad effetto domino che coinvolgerà stato dopo stato?
Dopo che saremo stati declassati uno dopo l'altro che cosa accadrà? Dalla tripla A si scende fino alla Zeta? E che accade? Apparirà la scritta game over?
Quello che non mi è chiaro è proprio questo, se siamo tutti sullo stesso grande battello, che fa acqua e ha finito il carburante, che vantaggio si ha nel buttare a mare uno dopo l'altro i marinai?
Sembra di essere all'interno di un risucchio, un mulinello, come quelli che trovi in acqua, pericolosi perchè ti portano giù, hai voglia di avere la tecnica del nuoto...un gorgo più potente, un gorgo ingordo, nato dall'ingordigia e che si alimenta di ingordigia.

Sembra che non ci sia niente di umano dietro a tutto questo, come se un mostro o una mega slot machine avesse preso vita e agisse solo per sé. Sembra di essere in un mondo post, ex ragione.
Sembra  di avere a disposizione 5 Terre, e non parlo di quelle liguri e di  disporre di 7 vite, senza essere né gatti, né streghe.
Eppure una vocina mi sussurra di domandarmi chi ha inventato un metodo per cui ci si può arricchire senza creare nulla, senza produrre nulla, senza lavorare e far lavorare, un mondo sul nulla che influenza il tutto.
Una vocina mi dice che siamo in pieno delirio, siamo affetti da una patologia immaginifica:
ci danniamo nell’illusione di mettere a posto qualcosa che invece resta nel caos più assoluto, ci comportiamo come dei topi che si costruiscono trappole dalle quali cercano di scappare, cerchiamo quello che non c’è e progettiamo quello di cui non abbiamo bisogno.

Un delirio, il folle delirio dell'onnipotenza del dio denaro, dell'ingordigia e dell'ignavia.

L'inferno dei viventi. 

Ma … “L'inferno dei viventi non è qualcosa che sara’; se ce n'è uno è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.

Due modi ci sono per non soffrirne.

Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.

Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno e farlo durare e dargli spazio.” I. Calvino

Una vocina mi dice … “la speranza non càpita, si inventa”.
 

 

 

 

 
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