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Gioia e picconate, abbracci e idranti, sbarre che si alzano e fiumane di vessati che sfociano nella libertà, l'euforico stordimento prodotto dall'onda d'urto del treno della Storia quando passa sferragliando e fischiando così sonoramente da rendere impossibile non accorgersene: la notte della caduta del Muro di Berlino, 30 anni fa, fu tutto questo e definirla 'storica' è quasi riduttivo. Era il 9 novembre del 1989. ..

Circolo ARCI Migliarino
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Sezione Soci Coop Valdiserchio-Versilia
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PUBBLICA ASSISTENZA S.R. PISA
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Pubblica Assistenza Migliarino
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Nella primavera del 2008 Rifondazione comunista, Partito .....
L’attuale deriva della crisi di sistema paese, .....
. . . . . . . . . . . ha avuto un enorme potenziale .....
Faccio ammenda volevo scrivere Cascina , ma non mi .....
Incontrati per caso
di Valdo Mori
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di Bruno Pollacci
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Cosa fare per evitare i fastidi causati dall'acaro autunnale
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Incontrati per caso
di Valdo Mori
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Pisaciclabilenotizie
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ANIMALI CELESTI a Pisa
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Parrocchia di Migliarino.
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FIAB di Pisa.
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Casanova di Terricciola, 9 novembre
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Pisa, 30 novembre
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Pisa, 7 novembre
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Da Zero a Mille.
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Val di Serchio
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Val di Serchio
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Cs campionato petanque
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Situazione delle squadre della Val di Serchio
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Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È .....
"Così a Dio piacque,
l'uovo da cielo cadde
e la gallina nacque!"
Novità Settembre 2012
Novità della Libreria Editore Fiorentina

4/9/2012 - 22:48

 
 Il pensiero di Jousse, in questo secondo libro edito dalla
LEF, parte da una semplice considerazione: di solito abbia­mo l’idea che la scuola autentica consista nello stare tra quat­tro mura, davanti ai libri. Abbiamo fatto cioè totale “astra­zione” della “Scuola delle cose” e non vediamo altro che la Scuola dei Libri. Invece, scrive Jousse, dobbiamo ricordare che è la scuola delle cose che orienta verso il Senso della Vita e verso il Senso del Linguaggio e che essa è parte integrante nella nostra esperienza pratica.

 Fondamentale a questo scopo è quindi il contatto con la terra perché di essa ci nutriamo, da essa apprendiamo e contemporaneamente la modelliamo con la nostra intelligenza per ottenerne i frutti utili alla no­stra sussistenza.

Il lavoro della terra riacquista, nelle parole di Jousse, la sua nobiltà, tanto da rivalutare la figura del conta­dino elevandola a maestro. Maestro per i ragazzi, insegnante per gli insegnanti, che dalla sua mimica, dalla sua azione possono comprendere come appassionare i ragazzi.

 È qui la grande forza della pedagogia contadina cheJousse rivendica con decisione in queste pagine.

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5/9/2012 - 9:03

AUTORE:
b.b

....che s'imparava di più a sta una giornata con Bruno del Lorenzini e Giovanni di Batone che una settimana a "scola" da Sdrucciolo.