none_o


Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.

Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile 

Noi Europei e noi Italiani abbiamo storia e tradizioni .....
Più che nostre, sono debolezze di chi ci governa, .....
La vera forza di deterrenza della Russia sta nello .....
Senza offesa, se lei non riesce a capire la differenza .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
di Serena Sbrana
none_a
di Michele Conti, sindaco
none_a
di Teresa Bellanova
none_a
Antonio Mazzeo
none_a
di Monia Monni
none_a
L'eurodeputato Della Valle: "E' la Ue che chiede di continuare la guerra"
none_a
Di Andrea Paganelli
none_a
L'ASS PONTASSERCHIO E DINTORNI HA PROMOSSO L'EVENTO
none_a
Il nuovo romanzo di Silvia Conforti
none_a
Pisa, 14 dicembre
none_a
La IV edizione del Pranzo Solidale
none_a
Ponte sullo Stretto di Messina
none_a
O quanti spiritelli nei talk show
quotidiani e giornalieri
radiofonici e televisivi
insopportabilmente pettegoli e ciarlieri
volutamente provocatori .....
Nessun colpevole, per quel povero ragazzo che si e tolto la vita a causa del bullismo, chi sapeva ha taciuto e non vuole responsabilita; dico questo .....
none_o
Rosso e aria fosca balla la Joska *

19/11/2012 - 22:56


 
E qui finisce la trilogia del “rosso” che iniziò scherzosamente al tramonto, passò poeticamente il giorno per arrivare in ultimo paradossalmente all’inizio, volutamente doloroso.
L’Alba: inizio del giorno, ricordo amaro della notte appena finita, preoccupazione del giorno che verrà, miscuglio di sensazioni le più disparate e…per di più… rossa!


Non so come mai, vedendo questo sorgere del sole dietro le montagne nostrali, colli che per noi sono altissime cime, mi sono venuti in mente gli alpini come, d’altra parte, mi ricordano i marinai le onde del nostro amato mare.
E con gli alpini, per una strana associazione di idee, è apparsa una “rossa”, non “aria” ma Donna questa volta, la straordinaria poetica russa Joska, la mamma, la moglie, la “morosa” e la sorella dei superstiti e morituri alpini  nell’assurda guerra con la Russia.


Partirono in 55.000, questo era la forza del Corpo d’Armata Alpino facente parte dell’ A.R.M.I.R.: 34.170 furono i morti ed i dispersi, 9.410 i feriti ed i congelati!


Giulio Bedeschi, medico e alpino, sopravvissuto alle campagne di Grecia e di Russia ed in seguito autore del celebre “Centomila gavette di ghiaccio”, stracensurato nel dopoguerra e pubblicato per la prima volta solo nel 1963, narrò questa cruda storia messa in musica con versi del paroliere Carlo Geminiani e con le note di Bepi De Marzi.


 “La vera protagonista di questo canto è la donna russa, impersonata da una ragazza, Joska, che ha compassione di questi uomini lontani migliaia di chilometri dalle loro case, uomini che, nel momento del bisogno, non possono avere vicine le loro donne, Allora Joska si sostituisce a queste donne per alleviare la malinconia, la solitudine ed il dolore degli alpini. E, alla fine, sarà ancora Joska a dar loro pietosa sepoltura nella fredda terra russa.”

(Sergio Piovesan, dal sito del Coro Marmolada di Venezia.)

 

JOSKA LA ROSSA


El muro bianco drio de la tò casa,
ti te saltavi come un oseléto.
Joska la rossa, péle de bombasa,
tute le sere prima de 'nda in leto.
 
Te stavi li co' le tò scarpe rote,
te ne vardavi drio da j oci mori,
e te balavi alegra tuta note,
e i baldi alpini te cantava i cori.
 
Oh..., Joska, Joska, Joska,
salta la mura fin che la dura.
Oh..., Joska, Joska, Joska,
salta la mura bala con mi. Oh...
 
Ti te portavi el sole ogni matina
e de j alpini te geri la morosa,
sorela, mama, boca canterina,
oci del sol, meravigliosa rosa.
 
Xe tanto e tanto nù ca te zerchémo,
Joska la rossa, amor, rosa spanja.
Ma dove sito andà? Ma dove andemo?
Semo ramenghi, o morti. E così sia.
 
Oh..., Joska, Joska, Joska,
salta la mura fin che la dura.
Oh..., Joska, Joska, Joska,
salta la mura bala con mi. Oh...
 
Busa con crose, sarà stà i putei?
La par na bara e invece xe na cuna.
E dentro dorme tutti i tò fradei,
fermi impalà co i oci ne la luna.
 
Oh Joska, Joska, Joska,
salta la mura fin che la dura.
Oh Joska, Joska, Joska,
salta la mura, fermete là.


Traduzione:


Il muro bianco, dietro la tua casa
tu saltavi come un uccellino,
Joska la rossa, pelle ovattata,
tutte le sere prima d'andare a letto.


Tu rimanevi lì, con le tue scarpe rotte,
Tu ci guardavi da dietro quegli occhi neri
e ballavi allegra tutta la notte
e i valorosi alpini ti cantavano i cori. Oh.
 
Joska, Joska, Joska,
---

Tu portavi il sole ogni mattina,
e degli alpini eri la fidanzata,
sorella, mamma, bocca canterina,
occhi del sole, meravigliosa rosa.


E' tanto e tanto che ti cerchiamo,
Joska la rossa, amore, rosa sbocciata.
Ma dove sei andata? Ma dove andiamo?
Siamo raminghi, morti e così sia. Oh.
 
Joska, Joska, Joska,
---
 
Buca con croce. Saranno stati i bambini?
Sembra una bara e invece è una culla.
E dentro dormono tutti i tuoi fratelli,
fermi, attoniti, con gli occhi rivolti alla luna.
 
Joska, Joska, Joska,
---


 
 
 

+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri