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Questo sembra un articolo scritto a quattro mani, in realtà è solo il frutto di uno scambio di email tra chi scrive e uno scienziato e amico lontano, Guido Tonelli, che naturalmente, non ha alcuna parte nella stesura finale. Gli errori di questa chiacchierata tra amici sono miei. Grazie agli amici della Voce per avermi ridato l’opportunità di scrivere in questo spazio.

. . . . . . . . . . "La rabbia sta arrivando anche .....
. . . . . . . . . . . . . c'è il salvinismo.

Gli .....
in questi momenti difficili di COVID19 un coronavirus .....
. . . . . . . . . . . . . . . è una bestiaccia vigliacca, .....
Cosè un ATM e un BANCOMAT
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Incontrati per caso
di Valdo Mori
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I "raccontini" di Michele
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Le letture utili in questi giorni utili per la lettura: per gentile concessione e ricerca de: Il Bobo
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  • Emergenza del Covid-19

      Misericordie della Toscana


     Cari fratelli e sorelle, adesso più di prima siamo chiamati tutti ad un impegno e ad uno sforzo ulteriore per sostenere le nostre comunità, le persone fragili, i nostri anziani, le persone sole e chi viene purtropp colpito da covid-19...


  • Circolo ARCI MIgliarino

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    Il Circolo ARCI Migliarino comunica ai propri soci che il bar resterà chiuso dalla data odierna (10.3) fino al 3 di aprile 2020. La riapertura sarà condizionata dalle disposizioni successive riguardo alla diffusione della malattia in ambito nazionale.


Si presentava alla gara con ben 27 atlete.
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PISA OVEST
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di Marlo Puccetti
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di Marlo Puccetti
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Er monumento

( Il sonetto si riferisce al monumento a Garibaldi in piazza a Vecchiano. Nasce nel 1972 e ironizza sulla dimensione in .....
Buongiorno, abito in Via Paganini a Colignola, quotidianamente percorro le strade bianche nelle vicinanze fino ad arrivare ad Asciano, lungo i condotti. .....
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Rosso e aria fosca balla la Joska *

19/11/2012 - 22:56


 
E qui finisce la trilogia del “rosso” che iniziò scherzosamente al tramonto, passò poeticamente il giorno per arrivare in ultimo paradossalmente all’inizio, volutamente doloroso.
L’Alba: inizio del giorno, ricordo amaro della notte appena finita, preoccupazione del giorno che verrà, miscuglio di sensazioni le più disparate e…per di più… rossa!


Non so come mai, vedendo questo sorgere del sole dietro le montagne nostrali, colli che per noi sono altissime cime, mi sono venuti in mente gli alpini come, d’altra parte, mi ricordano i marinai le onde del nostro amato mare.
E con gli alpini, per una strana associazione di idee, è apparsa una “rossa”, non “aria” ma Donna questa volta, la straordinaria poetica russa Joska, la mamma, la moglie, la “morosa” e la sorella dei superstiti e morituri alpini  nell’assurda guerra con la Russia.


Partirono in 55.000, questo era la forza del Corpo d’Armata Alpino facente parte dell’ A.R.M.I.R.: 34.170 furono i morti ed i dispersi, 9.410 i feriti ed i congelati!


Giulio Bedeschi, medico e alpino, sopravvissuto alle campagne di Grecia e di Russia ed in seguito autore del celebre “Centomila gavette di ghiaccio”, stracensurato nel dopoguerra e pubblicato per la prima volta solo nel 1963, narrò questa cruda storia messa in musica con versi del paroliere Carlo Geminiani e con le note di Bepi De Marzi.


 “La vera protagonista di questo canto è la donna russa, impersonata da una ragazza, Joska, che ha compassione di questi uomini lontani migliaia di chilometri dalle loro case, uomini che, nel momento del bisogno, non possono avere vicine le loro donne, Allora Joska si sostituisce a queste donne per alleviare la malinconia, la solitudine ed il dolore degli alpini. E, alla fine, sarà ancora Joska a dar loro pietosa sepoltura nella fredda terra russa.”

(Sergio Piovesan, dal sito del Coro Marmolada di Venezia.)

 

JOSKA LA ROSSA


El muro bianco drio de la tò casa,
ti te saltavi come un oseléto.
Joska la rossa, péle de bombasa,
tute le sere prima de 'nda in leto.
 
Te stavi li co' le tò scarpe rote,
te ne vardavi drio da j oci mori,
e te balavi alegra tuta note,
e i baldi alpini te cantava i cori.
 
Oh..., Joska, Joska, Joska,
salta la mura fin che la dura.
Oh..., Joska, Joska, Joska,
salta la mura bala con mi. Oh...
 
Ti te portavi el sole ogni matina
e de j alpini te geri la morosa,
sorela, mama, boca canterina,
oci del sol, meravigliosa rosa.
 
Xe tanto e tanto nù ca te zerchémo,
Joska la rossa, amor, rosa spanja.
Ma dove sito andà? Ma dove andemo?
Semo ramenghi, o morti. E così sia.
 
Oh..., Joska, Joska, Joska,
salta la mura fin che la dura.
Oh..., Joska, Joska, Joska,
salta la mura bala con mi. Oh...
 
Busa con crose, sarà stà i putei?
La par na bara e invece xe na cuna.
E dentro dorme tutti i tò fradei,
fermi impalà co i oci ne la luna.
 
Oh Joska, Joska, Joska,
salta la mura fin che la dura.
Oh Joska, Joska, Joska,
salta la mura, fermete là.


Traduzione:


Il muro bianco, dietro la tua casa
tu saltavi come un uccellino,
Joska la rossa, pelle ovattata,
tutte le sere prima d'andare a letto.


Tu rimanevi lì, con le tue scarpe rotte,
Tu ci guardavi da dietro quegli occhi neri
e ballavi allegra tutta la notte
e i valorosi alpini ti cantavano i cori. Oh.
 
Joska, Joska, Joska,
---

Tu portavi il sole ogni mattina,
e degli alpini eri la fidanzata,
sorella, mamma, bocca canterina,
occhi del sole, meravigliosa rosa.


E' tanto e tanto che ti cerchiamo,
Joska la rossa, amore, rosa sbocciata.
Ma dove sei andata? Ma dove andiamo?
Siamo raminghi, morti e così sia. Oh.
 
Joska, Joska, Joska,
---
 
Buca con croce. Saranno stati i bambini?
Sembra una bara e invece è una culla.
E dentro dormono tutti i tuoi fratelli,
fermi, attoniti, con gli occhi rivolti alla luna.
 
Joska, Joska, Joska,
---


 
 
 

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