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Bellissimo scritto il precedente, anche se (visione solo mia personale) ci vedo un po’ di politica nella penna.

C’è in paese uno scrittore, sì certo, politico anche lui, ma che insieme alla fede sinistra dà la mano destra al volontariato e insieme cuore e tempo e fatica e impegno:

Nedo Masoni.

Non mi sono mai sognato di voler attaccare personalmente .....
Non so se hanno pagato per il suolo pubblico o se fosse .....
Caro Amico che ti firmi affamato forse sei affamato .....
Vogliamo anche dire, visto che a Pontasserchio non .....
Intervista a Matteo Renzi
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RICCARDO MAINI sempre Residente a MdA
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di GIUSEPPE TURANI
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di Renzo Moschini
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Vecchiano 5 Stelle
www.vecchianoa5stelle.it
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Governo Conte
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"Guarisce da solo, anche ascoltando Iglesias".
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LILIANA SEGRE, 89 anni oggi.
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“Io lo vedo così”
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Associazione La Voce del Serchio
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Solidarietà
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Marina di Pisa
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Calci
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ASBUC Migliarino 21 settembre
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Circolo Arci Filettole
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San Giuliano Terme, 15 settembre
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Cioccolato
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di Bruno Pollacci
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Vecchiano, 27 settembre
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  • AD ACCOGLIERE GLI STUDENTI DELLE SCUOLE DI CALCI MOLTI SPAZI, AULE E GIARDINI RINNOVATI

      Suona la campanella

    Mancano tre giorni all’inizio della scuola e lunedì prossimo la campanella suonerà per i tanti alunni calcesani che potranno contare su aule, spazi comuni e giardini rinnovati e più sicuri...


di Bruno Pollacci
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Parco di San Rossore, 14 settembre
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Polisportiva Sangiulianese
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Pappiana
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Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È .....
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di Renzo Moschini
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di Renzo Moschini
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Il silenzio non è sempre d'oro
di Madamadoré

2/12/2012 - 17:00

Il 20 Novembre era la giornata mondiale dei diritti di infanzia e adolescenza, domenica  25 novembre era la giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne, ieri 1 dicembre la giornata mondiale della lotta contro l'aids.

 

Tre giornate “ speciali” legate da un filo rosso quello del silenzio, un silenzio imbarazzato, colpevole, doloroso, un silenzio pesante, un silenzio che urla così tanto e forte da far male.
 Tre giornate legate da cifre, da numeri che vengono addizionati e moltiplicati, ma che rappresentano nomi, persone, storie interrotte. Storie di un'ordinaria barbarie quotidiana.

Il 20 novembre 1989 fu firmata la Convenzione sui diritti del fanciullo 

La Convenzione del 1989 afferma per la prima volta che il bambino è “ soggetto di diritti ” e non più “oggetto del diritto”. Ogni bambino ed ogni bambina ha diritto alla vita, al nome, ad una famiglia, alla sua identità, ad esprimere la propria opinione e ad essere ascoltato. 

 


Ogni bambino ed ogni bambina deve godere di libertà di espressione, di pensiero, di religione e di associazione...deve essere tutelato da ogni forma di violenza e sfruttamento sessuale ed economico. ...ha il diritto alla salute, a vivere libero da condizioni di povertà e degrado e, soprattutto, ad un’educazione di qualità e al gioco. 
 
Ogni Stato è chiamato a rendere effettivi questi diritti indipendentemente dalla razza, dal colore della pelle, dal sesso, dalla lingua parlata, dalla religione professata, e dall’origine nazionale, etnica e sociale. 

 Parole come pietre, parole su cui scende un silenzio pesantissimo.

Quanti anni sono passati dal 1989, quanti bambini non sono stati soggetti di diritti? Primo tra tutti quello di vivere, di avere prospettive di vita, di crescita  e di sviluppo. 

Un dato del 2010: oltre dieci milioni di minori vivono in Italia, di cui 1.756.000 in povertà e rappresentano un variegato universo di esigenze, comportamenti, problemi e disagi.



  Non meno pesante è la questione dei femminicidi, ovvero un omicidio di massa del genere femminile: “violenza estrema da parte dell'uomo contro la donna in quanto donna” ( Russel, 1976)

In Italia 877 donne uccise dal 2005 ad ottobre 2012, 1 donna ogni 2/3 giorni.

Il detto casa dolce casa, casa nido sicuro, ci sta uccidendo. Le donne muoiono ferite a morte dalle mani delle persone che conoscono, con cui hanno o hanno avuto relazione,  fratelli, padri, mariti, ex mariti, amanti, fidanzati, o innamorati respinti.

Una strage silenziosa, che attira i media che frugano impietosi tra le storie di queste donne, usando parole sbagliate, che sottintendono all'ipotesi di delitti passionali. Niente di più falso e fuorviante.

Una strage silenziosa, dove quello che stride di più è il silenzio degli uomini. Gli uomini normali nella normalità quotidiana.

Cosa c'entra la violenza di pochi con il resto degli uomini? C'entra perchè gli uomini, anche quelli che si astengono con orrore dall’ammazzare e violentare e picchiare donne, se non sono ipocriti con se stessi e sono disposti a frugare nella propria formazione, sentono di avere a che fare con l’impulso che spinge i loro simili a quell’orrore. Se ne tengono a distanza dandogli nomi di sicurezza come “raptus” e follie come scrive Adriano Sofri

Un silenzio che ha a che fare con la difficoltà di sintonizzarsi con la parte più profonda di se stessi, anche con quella più destabilizzante, provando ad interpretarla, a darle un nome, una ragione e farla evolvere, modificandola.

  Mentre le donne hanno dovuto costruire, aggiungere, gli uomini devono fare l'operazione del togliere e smontare quello che la storia ha caricato sulle loro spalle, il peso del potere ad ogni costo ad ogni prezzo, togliersi l'armatura per guadagnare la consapevolezza delle proprie fragilità, dei propri desideri, di un altro modo di stare e so-stare nelle relazioni. Trovando le parole per raccontare  e raccontarsi. 

 

Ieri la giornata mondiale della lotta all'aids.  E torna il filo rosso del silenzio. Dopo l'allarme degli anni 80, piano piano la luce dei riflettori si è abbassata, eppure i dati sono rilevanti: più di 34 milioni di contagiati nel mondo, di cui la metà donne e 3,3 milioni bambini di età inferiore ai 15 anni, e nonostante i dati c'è poca informazione, poche campagne e neppure studi sulle popolazioni più vulnerabili. Un silenzio che fa leva su un immaginario che limita questa malattia agli omosessuali, dimenticando i giovani, gli uomini che hanno rapporti omosessuali, la protituzione, e i consumatori di droghe. Si preferisce non dire, quando le indagini delle associazioni indicano  che la scarsa informazione e consapevolezza del valore della prevenzione producono la scarsa propensione a proteggersi.

L'ultima nota riguarda lo spot voluto dal Ministero della Sanità, uno spot giudicato soddisfacente dalle associazioni chiamate a visionarlo, ma che ha riservato una sorpresa, nello spot si dimenticava di ricordare uno degli oggetti più importanti per la prevenzione: il preservativo.

Una parola troppo difficile da pronunciare, una parola che potrebbe ferire i nostri animi sensibili e delicati. 

 

Meglio stare in silenzio e far finta di non vedere e di non sentire e continuare a illuderci: non ci riguarda, noi siamo salvi!



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4/12/2012 - 21:01

AUTORE:
madamadorè

...Francesco, meglio alimentare un clima da corrida e continuare a tapparci occhi e orecchie, continuare a riempirci la bocca con frasi vuote come...i bambini sono il nostro futuro...retorica pura.

http://atlante.savethechildren.it/

UN CORPOSO STUDIO SULLO STATO DELL’INFANZIA IN ITALIA
Bambini in via d'estinzione
(dal quotidiano Europa)
I bambini italiani sono a rischio estinzione. Talmente fragili, sempre più poveri, stretti tra il debito pubblico e l'invecchiamento della popolazione, da essere già ora considerati più preziosi del petrolio. Quella che emerge dal terzo Atlante dell'infanzia (a rischio), presentato oggi da Save the Children è la storia di un'infanzia «stretta in una morsa» ed esposta a rischi e a sfide sempre più difficili, ma soprattutto con «un futuro cancellato». Neonati “ipotecati”, come li definisce l'associazione, che ancora prima di emettere il primo vagito si ritrovano sulle spalle un'ipoteca di 3,5 milioni di euro di debito pubblico a testa (il più alto d'Europa). E destinati ad essere sempre di meno nel prossimo futuro: 15 ogni 100 abitanti nel 2030 (-1,5% rispetto a oggi), con sempre meno peso politico. E la povertà cresce anche tra gli under 18: 7 minori ogni 100 in Italia, pari a 720mila, vivono in povertà assoluta, cioè privi di beni e servizi che assicurino loro un livello di vita accettabile. 417mila nel solo Sud, con un aumento rispetto al 2010 di 75mila piccoli grandi poveri, l'equivalente dell'intera popolazione infantile di Taranto e Messina.
E con un futuro così che cosa possono sperare? Talmente poco da disaffezionarsi allo studio, anche quei ragazzi che non provengono da famiglie con problemi affettivi o economici. Giovani “dispersi”, quelli tra i 18 e i 24 anni, che hanno interrotto gli studi fermandosi alla terza media e non iscrivendosi neanche a corsi di formazione. In Sicilia e in Sardegna la dispersione scolastica è 15 punti rispetto all'obiettivo europeo (pari al 10%). Ma, del resto, la disoccupazione giovanile è altissima: sotto i 25 anni uno su tre è senza lavoro. E nel Mezzogiorno si concentra la gran parte dei 314mila "disconnessi culturali", bambini e adolescenti da 6 a 17 anni che negli ultimi 12 mesi non sono mai andati a cinema, non hanno aperto un libro, né un pc né Internet, né fatto uno sport.
E come se non bastasse, altre minacce incombono sull'incerto futuro di questi bambini, adolescenti, ragazzi: la criminalità organizzata. «Circa 700mila minori – ricorda Save the Children – vivono in uno dei 178 comuni sciolti almeno una volta per mafia negli ultimi vent'anni, dislocati nella stragrande maggioranza in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, con alcune propaggini nel Lazio e in alcune regioni del Nord come Liguria e Piemonte».
E sì, dice l'associazione, che basterebbe un innalzamento dei finanziamenti per l'infanzia «almeno al 2% del pil, scorporandoli dal computo del debito pubblico» per migliorare l'offerta di servizi cruciali come gli asili nido o altri servizi integrativi per l'infanzia. Attualmente la spesa pro-capite da parte da parte dei comuni per famiglie e minori in regioni come la Calabria, oltre 8 volte in meno rispetto all'Emilia Romagna (282 euro annui).

4/12/2012 - 16:53

AUTORE:
Napolitano Francesco

Giustamente la "Madama" ci ricorda, con tre scosse, che durante il periodo delle primarie (lei non lo dice, ma lo dico io) c'era qualcos'altro di importante di cui parlare, certo, non solo in queste giornate. E' evidente altresì, almeno a me, che sia i palinsesti televisivi che il giornalismi cartaceo e digitale, ne hanno parlato poco: tutti a commentare qualsiasi sillaba uscisse dalla bocca dei contendenti delle primarie. Non ci rimane che segnarci noi sul calendario queste date, ma sopratutto ad adoperarci tutto l'anno per queste, e non solo, tematiche importanti. Grazie a "Madama" per la "bordata" ineccepibile!