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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
. . . non siamo sui canali Mediaset del dopodesinare .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
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IL GIOCO O LA CANDELA
di Madamadoré

16/12/2012 - 19:25


 Siamo diventati un popolo di giocatori... 

 

L’Italia, con 18,4 miliardi di incassi al netto delle vincite, rappresenta il 15% del mercato europeo e il 4,4% del mercato mondiale, pur avendo solo l’1% della popolazione mondiale. Per i gratta&vinci d’altronde siamo il primo mercato al mondo: nel 2010 da noi sono stati venduti il 19% mondiale dei "grattini". Abbiamo procapite il triplo delle macchine per videolottery rispetto agli Usa. E deteniamo il 23% del mercato mondiale del gioco online. Non meraviglia allora che la spesa procapite annua per il gioco per ogni italiano maggiorenne è di almeno 1.703 euro, con picchi di 2.110 in Abruzzo e 2.078 nel Lazio, 1.853 in Emilia Romagna, "solo" 1.262 in Basilicata.  

 

Siamo un paese in crisi, ma siamo folgorati dall'illusione del vincere facile. Lo scorso anno gli italiani hanno speso 79,9 miliardi di euro, mentre per il 2012 si prevede una spesa record di 130 miliardi.

Ma i numeri dicono che forse ci stiamo trasformando in giocatori compulsivi, i ludopatici, un modo carino per dire che abbiamo a che fare con un problema di dipendenza e non c'entrano le sostanze, c'entrano i comportamenti.

Gli uomini e le donne di questo tempo hanno sempre più difficoltà a tenere sotto controllo i propri comportamenti, dapprima appaiono piacevoli, poi diventano esigenti e tiranni e si mangiano le nostre vite. 

 

Mentre esplode l'allarme sociale  per le ludopatie, ci sono nuovi provvedimenti legislativi che si vanno preparando. Da una parte  un bel bando per assegnare mille nuove licenze per l’apertura di sale di poker live nel nostro Paese. E, dall’altra, lo sbarco online di quaranta nuove tipologie di slot machine, sarebbe a dire infilandole in ogni casa o quasi e rendendole a portata di ogni carta di credito 

 

Il "gioco" non vale la candela. A fronte degli 8 miliardi di euro incassati dall’erario in un anno, lo Stato deve affrontare circa 6 miliardi di costi sociali e sanitari che il gioco patologico comporta per la collettività. Cifra che arriva a 10 contando anche il mancato versamento dell’Iva per tutti i soldi spesi in scommesse, gratta&vinci e videoslot, invece che in beni di consumo. Insomma, la giustificazione che il gioco d’azzardo, nonostante tutto, alla fin fine porta un bel po’ di soldi al fisco non regge più.

A calcolare gli insostenibili costi sanitari e sociali che il gioco d’azzardo legalizzato impone alla collettività è «Mettiamoci in gioco», la campagna nazionale contro i rischi del gioco promossa da un ampio cartello di associazioni, sindacati ed enti locali (tra gli altri Acli, Adusbef, Anci, Arci, Avviso pubblico, Cgil, Cisl, Cnca, Conagga, Fict, Gruppo Abele, Libera) in un dossier presentato al Senato.  

 

Rimango un po' sorpresa, tra le associazioni c'è l'Arci e a quel che so nei circoli Arci le slot mangia soldi ci sono e hanno suscitato polemica anche qui su questo giornale. Il primo pensiero è che siamo un po' dottor Jekill e mister Hyde così a piacere e a comodo nostro. 

Lo statuto stesso dell'Arci si richiama alla Costituzione e si definisce “rete integrata di persone, valori e luoghi di cittadinanza attiva che promuove cultura, socialità e solidarietà“. La domanda che molti si fanno è molto semplice: “Cosa c’entrano cultura e cittadinanzattiva con i  videopoker?” Poco, diciamo la verità, anzi nulla. Ma la rivolta dei gestori è già iniziata: le macchinette infernali  salvano l'incasso.

(Soldi soldi soldi...sempre i soldi sono i protagonisti, mai la dignità delle persone o l'incultura diffusa e mescolata all'illegalità.)

A me le macchinette nelle sale dei circoli Arci mi sembrano un gran bel pasticcio.

Mi sembra un bel pasticcio avere distributori di oggetti sessuali davanti ad un tabacchino, anche se è un distributore intelligente la cui serranda si alza solo ad una certa ora. Mi sembra ipocrita fare un sacco di analisi sul disagio sociale delle persone vittime delle ludopatie, ragionare su come e quanta pubblicità fare, a quale distanza farla dalle scuole per esempio, se farla sopra gli autobus... e poi lasciar passare i nuovi giochi direttamente sui nostri telefonini, sui computer, liberando l'accessibilità da ogni ostacolo.

Penso che senza dubbio vorrei delle norme che regolassero meglio questo mondo, ma penso che non stia tutto lì, il rimedio.

Gli argini non sempre sono un'opera giusta, ce lo dicono anche i fiumi.

Da “casalinga di Voghera”, credo che il “ti piace vincere facile”  rappresenti molto bene il mondo di cartone in cui viviamo e la ricerca illusoria di scorciatoie, ma anche il fatto che i destinatari siamo noi, infatti c'è qualcuno che ci domanda: Ti piace...?. ( siamo come polli da allevamento?)

Ma credo anche che serva poco grattarsi anche la testa con ipocrisia, preoccupati dal dilagare del fenomeno e dal suo trasformarsi in patologia, serve a poco grattare il fondo del barile sperando di essere quello baciato dalla fortuna e non si può più stare a grattarci la pancia.

Basta grattare bisogna tornare a far camminare i pensieri!

Serve uno scatto che riporti l'attenzione sullo stato di incultura in cui ci troviamo, ma soprattutto serve uno scatto per riportare l'attenzione sul rispetto della  dignità delle persone.

E la cosa più importante da “curare” è la formazione della persona, la sua educazione.

Proibire e  nascondere, sanzionare e condannare possono arginare il problema, ma non lavorare in un'ottica di prevenzione.

Regolamentare il fenomeno e formare le persone, prendersi cura della loro educazione “dalla culla alla tomba” alimentando la cultura, anche quella dei giochi e del saper giocare mi pare la strada più sensata e quella di cui avremmo bisogno per costruire anche un senso di responsabilità e consapevolezza che ci permette di porci davanti alle “cose” stando su due piedi, potendo usare le mani  e facendo leva sui nostri pensieri.

Michelangelo Merisi da Caravaggio: I Bari, conservato al Kimbell Art Museum di Fort Worth

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Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

16/12/2012 - 21:08

AUTORE:
Socio ARCI

Quel "bonaccione" di Valter Veltroni quando era Ministro della Cultura "inventò" l'estrazione del lotto anche alle ore otto del mercoledì invece del solito sabato sera e basta, adducendo che..così con quei soldi in più si sarebbero finanziate le aperture di più musei anche nei festivi: bene-bravo-bis, eppoi!?

Poi lo abbiamo appena intravisto lo sviluppo che dava un'altro "bonaccione" del centrosinistra se fosse stato il candidato e in seguito "il guidatore" del nostro governo, avrebbe dirottato parecchi milioni di quell'introito dei "grattini" ed altre entrate "sicure" della ludopatia per scongiurare diciamo...la disoccupazione con le entrate bischere di quei soldi.
Menomale fu stoppato subito da "uno" che subito disse nella sua precisa e corta replica televisiva : noi non promettiam nulla di quella roba li, così ci capiam subito!
Non sono contro tutti i giochi, perchè anche scommettere chi salta di la dal fosso senza zepparci dentro quando c'è una bella lastra di ghiaccio, può essere divertente assai per quelli che rimangono asciutti.

Nelle nostre ARCI (Associazione Culturale Ricreativa Italiana) bastava e ne avanzava per la "ricreazione" dei suoi soci fare una partitella a carte e guardare altri che giocano il più delle volte a pallone in TV a colori e fare una chiacchieratella tranquilla.

Dopo che Sirchia fece smettere tutti noi di fumare all'interno dei locali pubblici, ci fù una forte preoccupazione di imminenti chiusure di cinema e ritrovi; invece fù salutare nel senso vero della parola e chi aveva smesso la frequenza di quei luoghi si riavvicinò con soddisfazione.

Ecco! a nessuno è impedito fumare altrove e a nessuno dovrebbe essere permesso rompere le balle ogni due minuti quando due o più amici conversano o leggono in pace il giornale nei circoli ARCI e..sentire quella (per chi non è "ludopatico") cascata di pezzi da un euro ad intevalli studiati bene e che non a caso e per caso sbattono in una lastra d'acciaio; insultando i "chi no" e accileccolendo i viziati.
Basterebbe metterci un asciugamano od un cappello di feltro sotto ed il terribile tintinnio non richiamerebbe più di tanto i viziati, ma...mi si obiettò da alcuni più iscritti di me all'ARCI che..volendo mettere "anche" una porta divisoria da quella stanzetta del vizio, volevo far chiudere tutti i locali.
mah