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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
. . . non siamo sui canali Mediaset del dopodesinare .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
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IPPOASI
di Madamadoré

30/12/2012 - 17:53

 
C'è un posto a Marina di Pisa, vicino ad un maneggio, che si chiama Fattoria della Pace, oppure Ippoasi. E' un luogo particolare. Qui un gruppo di volontari offre rifugio a animali definiti da “reddito”: mucche, asini, cavalli, maiale, capre, galli, galline e conigli. Qui hanno trovato asilo anche una ventina di beagle salvati da Montichiari. Tutti gli animali ospitati nella Fattoria della pace  sono stati salvati dal loro destino, salvati dai macelli o dai laboratori che fanno esperimenti e test sugli animali e che in questi campi tornano a vivere liberi senza alcun “sfruttamento”. Ma in questo luogo accade altro si fa agricoltura sociale e si svolgono attività di educazione ambientale.
Questo posto sopravvive grazie agli aiuti di varie associazioni, con attività di autofinanziamento e con le offerte che i gruppi di visitatori lasciano ai volontari.
Da circa un anno questo gruppo di volontari e gli animali ospitati hanno ricevuto lo sfratto. Da allora si è messo in moto un tam tam che è rimbalzato da un'associazione all'altra, che ha interessato i Gas e cittadini sensibili a questa causa,  e ovviamente è stato fatto anche un percorso più istituzionale.
E' notizia di pochi giorni fa che questa arca di Noè sopravviverà.
Si legge nel comunicato stampa: <<...Tra tutte le possibili soluzioni ricercate in questo periodo alla fine si è concretizzata quella profilata sin dall’inizio: grazie al Parco Regionale di Migliarino – San Rossore –Massaciuccoli è stata infatti messa a disposizione di Ippoasi un’interessante area in località San Piero a Grado (PI) già in parte destinata per finalità didattiche. Il nostro rfugio andrà così a completare un’importantissima attività di educazione ambientale svolta attraverso un bel percorso attrezzato in una parte boschiva di quest’area protetta. Questo percorso nel mondo selvatico verrà così presto affiancato con una parte più domestica ma che non ha dimenticato i profondi legami con la natura libera.>>
Due anni fa sono stata in visita alla Fattoria della Pace e ne sono rimasta impressionata.
Nei miei ricordi di infanzia, ormai molto lontana, gli animali c'erano, le galline, i conigli, i maiali, le pecore.
Ma in quel mondo di mezzo, si cercava di andare oltre, di costruire altri stili di vita. Gli animali erano la testimonianza della sopravvivenza di un tempo e di abitudini che avevano poco futuro. Abbiamo sbagliato? Ora mi verrebbe da dire che non avevamo pienamente ragione, ma allora non lo sapevamo.
Comunque gli animali erano il cibo, un cibo buono. Si ammazzava  il maiale, e mio padre lo faceva e veniva chiamato perchè lo faceva alla vecchia maniera col punteruolo. Ho il ricordo di intere giornate dedicate alla lavorazione del maiale, oppure di mia madre e di mia zia che ammazzavano le galline, spennate con l'acqua a bollore in cortile, ho l'immagine del coniglio appeso ad un chiodo per essere spellato. A scuola mi ricordo di aver portato su richiesta, la testa del coniglio, lessata e ripulita per studiarne la struttura per l'ora di scienze.
A pensarci ora tutto questo appare non solo lontano nel tempo, ma addirittura sconveniente.
La fattoria della Pace è la negazione di tutto questo.
Nella mia visita alla fattoria della Pace quello che mi ha colpito è stato la possibilità che un posto del genere con la sua filosofia offre ai visitatori, la possibilità di guardare gli animali da un altro punto di vista rispetto alla sola logica della loro trasformazione in cibo.
I bambini che erano con me erano stupiti, a volte spaventati, ma entusiasti di poter vedere e toccare da vicino gli animali, di vederli correre, di sentirli “parlare”, di poterci passeggiare insieme.
Abbiamo camminato su quei terreni accompagnati da cani e gatti, le galline ci hanno dato la possibilità di vedere le loro uova, abbiamo potuto vedere tutto questo in un ambiente naturale, spontaneo. Cose straordinarie in un mondo che offre molte immagini delle cose, e meno cose da cui poter costruire immagini personali.
Questo posto con la sua filosofia, allora non è solo un capriccio di alcune persone che filosoficamente e ideologicamente si approcciano al cibo e agli animali in un modo diverso,  ma rappresenta un'altra visione, una possibilità per alcuni animali sia umani che non, un'occasione di recupero in molti sensi diversi per importanza e significato.
In questi giorni il forum è stato impegnato in una discussione sugli animali, su quelle che appaiono storture del benessere, di un mondo che ha perso di vista le priorità. Trattiamo meglio i nostri animali domestici che i nostri simili. Spendiamo molto di più per loro che per aiutare chi ha veramente bisogno. Non ospiteremmo mai in casa nostra uno straniero, mentre un gatto trovatello o un cagnolino randagio sicuramente avrebbe più chance.
Ci sono sicuramente grandi contraddizioni, chi può negarlo? Ma non riesco a negare che voglio la sopravvivenza di un posto come la fattoria della pace, che mi ha commosso la storia della giraffa fuggita dal circo, che condivido la lotta degli ambientalisti contro l'uccisione degli animali da pelliccia...e si potrebbe continuare. Ma potrebbero continuare anche le inevitabili contraddizioni.
Mondi diversi, speriamo in evoluzione, che cercano un equilibrio, senza fanatismi possibilmente.
Mondi che cercano di vivere in pace, che devono ancora costruire scenari perchè questo sia possibile. Restiamo umani, anzi diventiamolo di più senza bisogno di umanizzare gli animali. Agli animali  forse bastano degli uomini che li rispettino come animali, che ne dite?
 
 
Per chi ne vuol sapere di più... www.ippoasi.org
 

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