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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
. . . non siamo sui canali Mediaset del dopodesinare .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
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SENZA TITOLO
di Madamadoré

21/4/2013 - 17:20


"Bisogna passare dalla politica del disgusto alla politica dell'umanità..." se chiedi in giro, tutti, ma proprio tutti sono d'accordo. Facile no? Trovi un bello slogan, evocativo, che faccia presa e te lo cuci addosso come un vestito su misura ma non per te,  il vestito deve diventare quello di chi ti ascolta. Li devi rimbecillire a tal punto che crederanno e vorranno solo quello. C'è a chi gli riesce questa operazione e a chi no.
Ma questo c'entra e non c'entra, il punto era sulla frase su cui tutti sarebbero d'accordissimo, ma poi se tu chiedessi come si fa, eh lì verrebbero i distinguo, e se tu decidessi di valutare chi lo è, bè allora il colino resterebbe ...vuoto? Secondo me si.
Ho letto questa frase in un articolo che riportava l'intervista fatta ieri sera a Rodotà, e hai voglia “di bè ova” come si dice dalle nostre parti, per questa frase ci devi avere il fisico e la faccia, per poterla dire e farla risuonare nei cuori delle persone. E questo signore dall'aria seria e seriosa, severo, come un nonno che non se l'aspettava, ma arriva e prova ad aiutarti... ce l'ha eccome la faccia per dire questa frase. Va bè la sua aurea magica è cresciuta, è stata anche gonfiata virtualmente, si è trovato suo malgrado a diventare l'icona del cambiamento che molti cercavano, ad incarnare la speranza e il coraggio di imboccare una strada per il futuro.
La riprova che quest'uomo, qui ed ora, incarnava il passaggio dalla politica del disgusto a quella dell'umanità è la forza con cui lo si è combattuto, la paura con cui si è risposto al suo nome, i metodi usati per ignorarlo e depotenziarlo, per metterlo nell'angolo.
Operazione riuscita per il ruolo non andato a segno, ma non per quanto riguarda la stima verso la persona, che invece ne è uscita potenziata.
Sono delusa, amareggiata e preoccupata, arrabbiata e ...ho provato a comprarmi degli integratori vitaminici, ma quelli funzionano per il fisico, lo spirito si nutre di altro. Si nutre di esempi, di immagini, di parole ascoltate e lette, di decisioni prese, di metodi scelti, di scelte fatte...capite che per tante persone questi non sono bei momenti. Tutto questo è un miraggio lontano. Ti sembra di vivere nel tempo di Noè, ai giorni del diluvio, con la differenza che Noè stava costruendo l'arca...noi non abbiamo neanche l'idea di costruirne una, figurarsi avere materiale e strumenti. Noi pensiamo solo a chi deve guidare l'arca.
 
Sono le 10 di domenica mattina dopo aver passato due giorni con la tv sintonizzata a flusso continuo sui tg, con un occhio a internet, e le gambe e le mani nella mia quotidianità, negli impegni...sono qui a scrivere per Madamadorè. Bè, vorrei essere lucida, intelligente e saggia, invece sono amareggiata e delusa, mi sento sconfitta nel senso della speranza, della capacità di credere che qualcosa di buono e giusto possa accadere per mano di chi ci rappresenta, di quelli che ho scelto e votato.
Mi trovo a pensare  che devono tutti andare afare ...tutti a casa  e restituire lo stipendio, traditori...questo pensiero mi fa stare male, perchè apre scenari che non riconosco come miei.  Anche di questo però qualcuno deve rispondere, dell'uccisione della speranza, della capacità di r-esistere e di ragionare.  Anche di questo qualcuno deve rispondere, di avere esaltato l'odio come unica arma contro tutti, anche contro noi stessi, alla fine. La colpa e la responsabilità non sono più di nessuno, basta urlare più alto degli altri, basta riuscire a “costruire narrazioni” salvifiche.
"Bisogna passare dalla politica del disgusto alla politica dell'umanità..." chi può farlo se non noi, a cominciare da ognuno di noi, dal nostro quotidiano, ci ho sempre creduto, sono stata cresciuta così...ma i tempi sono difficili, le passioni sono tristi, le persone e le loro strutture sono più fragili e ogni acqua ci bagna...e di acqua bagnata negli ultimi tempi ne è caduta molta sia da destra che da sinistra.
 
Madamadorè non ce la fa stamani a decollare, la sfiducia, l'amarezza e la tristezza hanno il sopravvento, ma non voglio odiare, non voglio entrare nel tunnel del così fan tutti, del son tutti uguali, della destra e la sinistra che non esistono più e via avanti così. Voglio trovare la capacità di so-stare in questo conflitto per costruire qualcosa di buono. Voglio combattere la sindrome di schettino, del si salvi chi può... vorrei salvarmi  insieme a tutti gli altri, e allora,   sia pure in forma dubitativa, mi appello a Rossella di via col vento...domani sarà un altro giorno?

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22/4/2013 - 15:04

AUTORE:
Mafalda

Carissimi qui da noi i tegami sono di regime e i baciamani o i leccaculo indistruttibili.
Cambiare si può se lo vogliamo veramente ma c'è un esercito di lacché che lo dice ma non lo pensa e quindi non vuole.
Io mi sento un sacco vuoto, un palloncino scoppiato, un pesce che boccheggia fuori dell'acqua perché a differenza di tanti affabulatori o qualunquisti io credo fermamente nelle istituzioni e nella democrazia.
Domani un altro giorno lo sarà perché il calendario scorre indipendentemente dalle decisioni che verranno prese, ma dalle premesse il dubbio mi rimane eccome!

21/4/2013 - 22:10

AUTORE:
g.p.

carissima Madamadorè non è da te essere triste e amareggiata ma voglio condividere con te questo stato di disagio e di smarrimento in cui siamo immersi ormai da giorni e giorni.
Siamo noi stessi in un tunnel che ci hanno costruito questi affabulatori di folle che venderebbero la propria madre per un momento di gloria accontentandosi di un passaggio sul piccolo schermo.
Non credo che aspettare il domani ci porti fuori del tunnel, forse è quello che si auspicano i nostri burattinai.
Aspettare la nuova alba e non fare nulla è lasciare che tutto prosegua inesorabilmente verso una fine, verso il fondo del barile che si sposta sempre più in basso..... senza fine.
Mi preoccupa il disagio di Molti anzi di Troppi, se non verrà aiutato e gestito rischia di sfuggire di mano e allora ............non sapremo ancora che cosa fare ma possiamo immaginare dove ci porterà!
Forse ci meritiamo quello che ci sta succedendo, ognuno nel suo piccolo ha dato il suo contributo ma si può cambiare basta volerlo fortemente e combattere l'indifferenza, il qualunquismo, l'egoismo e ..........tanto altro ancora.
un saluto colmo di speranza

21/4/2013 - 19:08

AUTORE:
EX MILITANTE

Quanti "domani" sono passati nella speranza che "domani sia un altro giorno"?
E il giorno non arriva mai, ma arrivano gli assassini dello spirito e noi, sempre a dire, "domani è un altro giorno".
In Argentina invece "domani è arrivato un altro giorno", ma il popolo non ha aspettato alle finestre sospirando, è sceso nelle strade e gli assassini dello spirito li ha presi ha pentolate. E' storia, non è filosofia. Oggi stanno un po' meglio, e la speranza è tornata, giorno dopo giorno, da quel giorno in cui è arrivato un altro giorno e si sono tirati su le maniche, brandendo i tegami in testa agli assassini dello spirito. Amen.