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La ricostruzione e il racconto con tanti ricordi, la rivolta dell'acqua questa volta non portatrice di vita ma di morte. Il pianto di una Nazione e..."al posto del campanile una scala a chiocciola", quella di Giovanni Michelucci.
 

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. . . 'n'antropopò vai. . . . !
A parte che Berlusconi disse " coglioni ", di certo .....
. . . . . . . . . . una costante nei millenni . . .....
Ma come si permette!
Crede di essere superiore a Silvio .....
Cosa fare per evitare i fastidi causati dall'acaro autunnale
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Incontrati per caso
di Valdo Mori
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"Io lo vedo così"
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Libri ed altro.
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  • AD ACCOGLIERE GLI STUDENTI DELLE SCUOLE DI CALCI MOLTI SPAZI, AULE E GIARDINI RINNOVATI

      Suona la campanella

    Mancano tre giorni all’inizio della scuola e lunedì prossimo la campanella suonerà per i tanti alunni calcesani che potranno contare su aule, spazi comuni e giardini rinnovati e più sicuri...


Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È .....
Vendo FB FB johnson 5CV buone condizioni, bicilindrico, 2 tempi, gambo corto, elica 3 pale, anni 90, marcia avanti e indietro, serbatoio esterno .....
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LA RETE
di Madamadoré e quelle del tè delle cinque

5/5/2013 - 10:06


Si discute molto in questi giorni della rete, soprattutto in relazione a termini come democrazia, libertà e popolo.
La denuncia di Laura Boldrini e del M5S, la vittoria di Grillo, la risonanza mediatica sul nome di Rodotà, per ricordare solo le ultime cose accadute.
Questioni diverse tra loro, molto diverse, ma difficilmente trattate e approfondite in rete, con cinguettii di non più di 140 caratteri, o con commenti su fb che si rincorrono tra una condivisione e l'altra, da un muro all'altro. Pensieri corti, essenziali, d'altra parte cosa vuoi scrivere su un muro?
Siamo in rete, costantemente e insistentemente. Siamo anche parte della rete. Stiamo attenti, però, a non cadere nella rete. Perchè una cosa è certa, rete, tv, telefonini, tablet, tutto ciò che ci tiene connessi, ci tiene anche sotto controllo, ogni momento e su ogni cosa della nostra vita. Un controllo serrato e complesso, che va da una dipendenza emotiva e cognitiva, ad un controllo di consumi, scelte politiche, un controllo controllato anche da qualcuno che oltre tutto ha guadagnato una fortuna enorme costruendo questo nuovo orizzonte.
Ma la rete, oggi, è soprattutto partecipazione, coinvolgimento, comunicazione, dialogo, nonché in parte anche lo specchio delle nostre vite.  La rete disegna un nuovo orizzonte di libertà, più ampio per tutti e per tutto.
Va da sé che non tutto quello che succede in rete è necessariamente da salvare, si trovano anche un sacco di brutte cose, ma la rete è e rimane uno strumento per lo più molto utile, a volte quasi indispensabile, e non può assolutamente essere confuso né con i fini che si vogliono perseguire, né tantomeno con le cause di certi disfacimenti.
Non è vero che in rete le persone sono finte, perlomeno non tutte, e comunque, come ovunque, le finzioni lasciano il tempo che trovano e conservano pur sempre una loro durata.
In rete ho potuto riavvicinarmi alla politica, mio interesse da sempre, ma difficilmente praticabile quando si hanno bimbi piccoli, ho riallacciato rapporti interrotti da anni, ho conosciuto persone, ci siamo conosciute (vero ragazze?). In rete io sono né più né meno quella che sono nella vita, niente di più niente di meno, chi mi conosce bene mi dice che, da quello che pubblico, si percepisce il mio stato d’animo del momento ma, soprattutto, mi è capitato più di una volta di incontrare persone conosciute in rete e sentirmi dire, sei come mi aspettavo che tu fossi. Già perché la rete ha un altro bel merito, quello di far venir una gran voglia di incontrare davvero le persone, o almeno a me fa così.
Il web oggi è un utilissimo e potente mezzo d'informazione e formazione, un mezzo per chi, come me, ha sempre il tempo corto, di sapere cosa accade nel mondo. Riesco a mantenere i contatti con tante persone, in un attimo mando un bacio ed un saluto a chi amo ed ho lontano. Riesco a condividere con voi quest'esperienza dello scrivere, che altrimenti non mi sarebbe stata possibile! Ci pensate? Non ci incontriamo praticamente mai, ma riusciamo però, grazie alla rete a scambiare e cucire le nostre idee a distanza. Per me è un mezzo ormai irrinunciabile. Certo è che, per citare la frase di un film :< da grandi poteri, derivano sempre grandi responsabilità>, il web va “usato” con cautela, non perdendo mai di vista la responsabilità del singolo, anche se a volte può capitare di forzare un po' il mouse, sentendosi rassicurati perché non esposti “fisicamente”. Già, ma qui entra in campo la coscienza di ognuno, perchè in fondo l' esssere umano può far di tutto, ma ha un difetto: può pensare.
È vero la rete esige cautela e necessità di attrezzarsi degli strumenti giusti. Forse uno dei problemi è l'apparente assenza di limite verso le cose e i significati, verso lo spazio e le persone.
Forse quello che manca di più è la consapevolezza che la libertà ha come limite il rispetto degli altri. Per legge, non solo per educazione. E questo è un grosso problema che dovrebbe coinvolgere tutti a partire dalla scuola.
Scrive Loredana Lipperini, sul suo ultimo libro, che tutto questo fluire continuo e costante, di notizie può creare spaesamento, leggere contemporaneamente notizie contrastanti, mette in difficoltà la capacità di ancorarsi, ma mina anche la credibilità degli stessi media.

Il disorientamento rappresenta un cedimento del singolo, che vive nel timore di essere minoranza rispetto all'opinione pubblica, e tende perciò a conformarsi alla medesima anche se parte con un'idea diversa. Un senso statistico innanto, sostiene Noelle-Neumann, che porta la maggioranza a ritenersi più vasta di quello che è. Provando ad applicare la teoria della rete, ci si trova davanti a tante maggioranze, dove si verifica un fenomeno molto simile: il dissenziente all'interno di un gruppo viene raramente sostenuto, molto più facilmente espulso, a meno che non decida di tacere.
I fatti recenti raccontano che i politici in debito di consenso, si sentono assediati da un’opinione pubblica che esprime (finalmente!) tutto il suo disappunto, per i modi coi quali viene condotta l'attività istituzionale, per gli innumerevoli giochetti, furberie, atti di viltà, attraverso i quali si cerca solo di perpetrare all’infinito un ruolo, una posizione. Ecco che la rete diventa il facile capro espiatorio.
Una rete che influenza ed è influenzata, che osanna o affossa, informa e confonde, che dà visibilità e  permette di nascondersi, che fonde singolo e collettivo, che crea e distrugge  con un solo clic.
Una rete che seduce e cattura velocemente con i suoi punti di forza e le sue opportunità. Una rete a cui riconosciamo potere e efficacia, ma le nostre radici rimangono altrove, reclamano aria, sole, profumi, tatto e contatto, sguardi, suono di voci pronunciate. La nostra preferenza resta legata al metterci la faccia, alla capacità/difficoltà/fatica di sostenere le proprie posizioni di fronte agli altri, all'accettazione di arrossire, di emozionarsi, alla opaca trasparenza di interpretare questi segnali, alla pazienza e alla lentezza delle relazioni, del loro aggiustarsi.
È compito degli uomini e delle donne cercare di costruire un equilibrio che tenga insieme tutto, miscelare partecipazione, democrazia e libertà con nuovi modi e strumenti, ma senza pensare di lasciare capre e cavoli solo in balia della rete, alla mercè di un solo clic.

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