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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
. . . non siamo sui canali Mediaset del dopodesinare .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
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IL CIBO E LA TERRA
di Madamadoré

19/5/2013 - 16:51


Bruchi, coleotteri, persino vespe, sono un cibo iperproteico, ecologico, ricco di minerali e disponibile in grandi quantita': la Fao indica gli insetti nella sua nuova 'ricetta' per sconfiggere la fame nel mondo. Si tratta, fa notare Eva Mueller, direttore di economia forestale presso l'agenzia per l'alimentazione e l'agricoltura dell'Onu, di animali disponibili in cosi' grandi quantita' che non c'e' bisogno neanche di allevarli. "Due miliardi di persone, un terzo della popolazione mondiale, gia' li mangiano perche' sono deliziosi e nutrienti", spiega la Mueller, "gli occidentali devono solo superare il disgusto". "E il messaggio e' 'mangiate gli insetti', ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa.
 
Abbiamo un problema di accesso al cibo per moltissime persone, a fronte di problemi legati all'obesità e allo spreco di cibo nei paesi ricchi, si dice che domani al problema dell'accesso al cibo si aggiungerà quello della scarsità. Mangeremo vermi?


Non ci posso neanche pensare...mentre invece penso, se il cibo viene dalla terra, ma perchè non tuteliamo e proteggiamo i suoli fertili?


Sono a Migliarino, al Teatro del Popolo, e il professor Gianluca Brunori sta parlando di un meccanismo di degrado del territorio, per cui la terra in attesa di essere urbanizzata viene abbandonata. La terra fertile e  attiva è un valore in sé, dovremmo smettere di sottrarla al ciclo biologico.


Mentre parla penso a quanta terra abbandonata incontro nel mio andare e venire nelle nostre zone, o case o terreno abbandonato, penso che il vero bene comune sia la terra e che si faccia poco per tutelarla e proteggerla. Penso alle cose grandi, politiche di grande portata, ma anche alle piccole cose quelle fatte dai Comuni e dai singoli. Mi vengono in mente i progetti sugli orti e i guerrilla gardening, due cose molto diverse tra loro, ma mi vengono in fila così.


Dice sempre il professore che il cibo e l'agricoltura erano diventati invisibili, avevano perso la centralità che invece devono recuperare, anche come strumento di difesa del territorio e del suolo agricolo, dell'agricoltore come suo difensore. Dobbiamo prendere atto che non esiste una politica agricola e dobbiamo porci con urgenza il problema del ruolo della terra, non si può più aspettare e non solo per non essere costretti a non mangiare vermi, penso io.


Cerco sul web, dal 1970 ad oggi la SAU (superficie agricola utilizzata) italiana è passata da 18 mil. di ettari a 13, si perdono 100ettari al giorno a causa della cementificazione e dell'abbandono di aree rurali. In Toscana dal 2000 al 2010 abbiamo perso 100500 ettari di terreni agricoli. Sarà il caso di fare qualcosa?


I fronti verso i quali agire sono diversi, ma sicuramente non può sfuggire quello culturale ed educativo, nel senso che il mangiare è un atto che ha un forte impatto sulla nostra salute, sull'ambiente, sul paesaggio, ma è anche un fatto sociale e ha a che fare con la felicità.


Insieme al professor Brunori, c'è Alessandro Agostini, un geologo, un conte, si la famiglia è quella dei Veronesi della Seta, che racconta come abbia deciso di investire tempo, energia, sapere e risorse, in una fattoria agricola convertita al biologico certificato. All'apparenza sembra una scelta “facile” quella di Alessandro Agostini, in fondo prosegue una tradizione di famiglia, ma le difficoltà, se non sono nella partenza, sono nel processo e nella prosecuzione del progetto. Sono stata nella sua fattoria alle porte di Pisa,  Fattoria Le Prata alla fine di San Martino a Ulmiano, e ho visto che cosa fa e come lo fa, dal suo racconto traspare passione e fatica, preoccupazione e soddisfazione. Racconta anche della sinergia che ha costruito con la Asl, per un progetto di reinserimento di persone che arrivano da lui in fattoria, dopo un periodo di presa in carico del SERT: tossicodipendenti, alcolisti e ludopatici.


L'attività agricola coniuga la sua funzione produttiva con una funzione sociale, un'agricoltura etica e socialmente responsabile, uno strumento che offre molte e e diverse opportunità di riabilitazione, integrazione lavorativa e di semplice benessere per persone svantaggiate e in difficoltà.


Mangiare non è un atto neutro, contiene valori sociali, politici ed economici.


Dentro al consumo di cibo c'è anche la cultura dei territori, la tipicità e la creatività delle persone che lo creano, dentro al cibo c'è la sicurezza alimentare che viene garantita. Ma ne siamo sicuri? Si dice che il nostro benessere dipende in larga misura dalle scelte che facciamo quando ci mettiamo a tavola, ma come si fa a scegliere bene?


Leggo sul muro di Fb, un commento di Giusi d'Urso, biologa nutrizionista ed educatrice alimentare ...sentire un medico oncologo che mi dice “ se non ricolleghiamo il cibo alla terra non potremo mai fare buona prevenzione”...non ha prezzo!


Appunto.


L'incontro svolto al teatro del Popolo a Migliarino non ha visto una grande presenza di persone, ma la discussione è stata interessante, vorrei sapere ancora molte cose, ci sono molti aspetti rimasti solo accennati, ma non c'è più tempo, è mezzanotte...mi sarebbe interessato parlare del cibo, del Piano del Cibo della Provincia di Pisa, del problema legato ai semi e della sovranità alimentare, del problema legato alla necessità di bilanciare i passaggi della produzione verso chi davvero produce, del rapporto  e delle opportunità dell'agricoltura verso i giovani, le donne e gli stranieri...


Ma è mezzanotte, l'incontro è finito, si stanno già impilando le sedie, mi avvicino ai due ospiti della serata e li ringrazio per aver sparso un po' di semi, ne avremo cura e cercheremo di farli crescere a cominciare da noi, dalle nostre abitudini, dai nostri comportamenti e dalle scelte che faremo per provare a dare il nostro contributo quotidiano all'andare avanti in un modo diverso perchè “ è un peccato il non fare niente con la scusa che non si può fare tutto”.


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