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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
none_o
E POI ALL'IMPROVVISO....
di Madamadoré e quelle del te delle cinque

2/6/2013 - 20:21


E poi all'improvviso cambia tutto...forse non proprio all'improvviso, ma tu lo percepisci così, in un attimo. E rimani ferma, mani, corpo, solo i pensieri continuano a muoversi e anche velocemente...e all'improvviso tutto cambia, anzi è già cambiato. Presenze leggere, sottili, che diventano assenze. Assenze di cui non sapevi che avresti sentito il segno, fino a che all'improvviso...la morte di Franca Rame. Non quello che lei era  realmente, ma quello che rappresentava, quello che rappresenta la sua morte. Quello che scatena, il filo dei pensieri, le assonanze e le dissonanze, i richiami o i ricordi, pensieri vecchi, che si vestono di nuovo...
 
Stamani sono rimasta molto colpita da un post nel blog di Lorella Zanardo, scritto in ricordo di Franca Rame, e in particolare da questo passaggio:  “A me di Franca colpiva la capacità di declinare impegno sociale e femminile evidente, senza paura, anche in quegli anni in cui se non eri in sandalo gonnellona e rigorosamente struccata, era difficile che potessi far parte del “Movimento”. 
Franca invece si prendeva la libertà del tacco alto, dei capelli biondissimi e cotonati, dei vestiti iperfemminili e del trucco marcato: glielo concedevano solo perché era la moglie di Dario, era evidente.
A me ragazzina, questa manifestazione della sua femminilità esteriore in modo così evidente piaceva moltissimo, era l’espressione di un femminile interiore di cui sentivo il bisogno e che mi rassicurava sulla possibilità di essere impegnate e femminili al contempo.”
 
Ho un’esperienza, ormai passata, di circa dieci anni nelle pari opportunità del comune in cui vivo e da questa esperienza ho tratto molte conoscenze sui temi del femminile, nonché attenzione e sensibilità, anche se ce l'ho sempre avuta dentro di me, l'ho coltivata teneramente e tenacemente.
Ultimamente poi mi capita spesso di interessarmi, di documentarmi su tutto ciò che attiene alla condizione della donna un po’ ovunque, ma soprattutto in Italia, e di indignarmi troppo spesso, purtroppo, per le mancanze, le discriminazioni e, sopra ogni cosa, le violenze. Il tutto messo in atto, più o meno volutamente, più o meno consapevolmente (ma sarei maggiormente propensa per il più) quasi sempre dagli uomini. Ma anche le donne non scherzano, sanno essere sapientemente nemiche delle donne stesse.
 
Improvvisamente metto a fuoco un dettaglio, un particolare...impegno e femminilità, una relazione negata fino a non molti anni fa, almeno nell'immaginario collettivo. Era un paradosso essere femminili, truccate, tacco 12, bellocce e seducenti e impegnate.
Ma per me femminilità, è una parola in cui vedo espresso un misto di sensibilità, capacità di comunicazione e condivisione, attenzione alla cura mia e degli altri, e perché no, quel tanto che basta di vanità. Vanità intesa come consapevolezza di sé, un modo per dire so-stare, so di poter fare e essere. Vanità che ognuno ha diritto di esprimere come vuole, con una gonna lunga e colorata, con un maglione lungo e largo, con i tacchi o con le polacchine, con i capelli tinti o al naturale.  Non credo che ciò possa minimamente contrastare con un impegno serio e deciso a favore del femminile, anzi semmai lo rafforza, dando una dimensione di sicurezza di sé, anche verso gli altri, che solo la consapevolezza e, soprattutto, il rispetto della propria femminilità può dare.
Senza dimenticare che ognuno ha la sua “maschera” e la sua corrazza con cui andare incontro al mondo, con cui andare contro il mondo, con cui confondersi nel mondo.
 
Certo che Franca era bella, bella davvero!
In questi giorni, scuriosando tra le sue foto ne ho trovata una bellissima: capelli acconciati con una grande treccia che scende sulle spalle lasciate scoperte da un vestito sensuale, trucco marcato e sguardo profondo, di quelli che arrivano all'anima!
Eppure lei nella vita e con le sue opere è sempre stata dalla parte dei più “deboli”, eppure lei si è sempre esposta con coraggio per ciò in cui credeva, sempre lì a testa alta a manifestare le sue idee, imprenditrice di se stessa con una mano sempre stesa ad un altro mondo possibile!!! Capisco quanta noia potesse dare, allora, ma purtroppo ancora oggi, una femmina femminista che rivendica giustizia sociale per sè e per gli  altri e poi è perfino colta e intelligente e poi perfino bella...
Un gruppo di vigliacchi ad un certo punto della sua vita, ha pensato bene di punirla per la sua essenza, con la speranza di metterla a tacere, ma lei ha tratto nuova forza e linfa, certo con profondo dolore, da quell'esperienza, rendendone partecipe altre migliaia di donne! Per questo era eccezionale, per la sua forza, il suo coraggio e sicuramente un grande altruismo! Si ma ora a gioco fermo, nelle foto rimangono sempre la sua bellezza e femminilità, ostentate con ragione, la ragione di chi nella vita ha saputo far emergere il suo essere nonostante la prorompenza del suo apparire! Voglio salutarti così Franca, come si fa incrociando un'amica per strada e nella fretta del saluto, si alza un po' la voce :< Ciao Bella Donna>!
 Stefano benni nel '94 scrisse questa poesia che racconta Franca Rame:
 
Tanti anni fa

Vidi in un circo una bambina

Piccola acrobata, in cima

A una piramide di uomini

E il suo volto serio il pubblico sfidava

“Ci vuole coraggio” sembrava dire e

“Ridere non basta”.

Anni dopo l’ho vista

Con qualche ombra triste

Sul volto.

Era caduta Spesso, si era ferita.

Ora è una grande stella vive in un carrozzone

D’oro e di broccato

Ha sposato il re dei clown

Ma non ha dimenticato Il vecchio circo

L’odore degli animali

La paziente fatica

Del porteur e dell’Augusto

Del trapezista che prova

Ogni giorno le sue ali.

E l’ho rivista in cima

A una piramide di uomini

(quelli di prima)

e il suo volto serio il pubblico sfidava

“Ci vuole coraggio”, sembrava dire

per restare quassù

e “Ridere non basta”.

Ma io non so che fare

Altro che miracoli

Io non ho altro

Nido che questo

Perché vorrei raccontarvi

Ciò che quassù io sogno.

Io so solo volare

Io non so fingere altro

Che verità.
 
 

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