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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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REDAZIONE - de Il Foglio
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di Umberto Mosso
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di Antonio Mazzeo
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di Andrea Paganelli
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PRESENTAZIONE DI Antonio Giuseppe Campo (per studenti e lavoratori fuori sede)
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
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NOTIZIE DI PAESE
di Trilussa

9/6/2013 - 16:45


Oggi notizie da Migliarino ma potrebbero anche essere da un'altra frazione, non farebbe differenza.
Una notizia buona ed una cattiva. La notizia cattiva è l'andata a fuoco di un cassonetto della raccolta differenziata, quello che raccoglie plastica e vetro. Un danno patrimoniale modesto, per la verità, ma molto importante per il suo significato: il mancato senso del rispetto della cosa pubblica.

Come se la cosa pubblica non fosse di tutti ma appartenesse ad un'entità diversa da noi, al Comune, alla Provincia, a qualche Entità astratta e lontana spesso vista e vissuta addirittura come nemica. Nella migliore delle ipotesi come struttura sconosciuta e soprattutto sperperatrice di denaro pubblico, del nostro denaro.
Ecco in quello è facile riconoscersi visto che anche i vandali e i cretini guardano molta televisione.


Il redattore dell'articolo sulla Voce li ha infatti definiti cretini e forse il termine è quello più adeguato. Nel chiamarli delinquenti si rischia di dare loro troppa importanza, ed anche vandali non mi sembra corretto perché l'esserlo presuppone comunque una scelta ed ogni scelta presuppone un ragionamento, mentre dubito che questi abbiano la facoltà dell'una o dell'altro. Cretini mi sembra quindi il termine più giusto e probabilmente anche ignoranti perché forse non sanno che il loro danno sarà pagato da tutti i cittadini, compresi loro stessi e i loro genitori.
Infine aggiungerei maleducati, nel senso pieno del termine, figli educati male da genitori poco responsabili che hanno occupato troppo poco tempo ad insegnare loro il rispetto della cosa pubblica. Forse anche il rispetto degli altri, perchè le due cose stanno spesso insieme.
 
Da troppi anni la politica ci ha insegnato a guardare esclusivamente agli interessi personali, da troppi anni lo Stato è assai lontano dai cittadini, da troppi anni la distinzione fra pubblico e privato si è  accentuata al punto che ormai solo gli anziani (per tradizione e cultura) e le persone più sensibili (per cultura e senso civico) riescono a considerarli inscindibili perché entrambi appartenenti alla comunità.
Basta guardare i giardini delle villette a schiera, immacolati, mentre le erbacce sono lasciate crescere sul marciapiede davanti casa.

A domanda si rischia la mala-parola: "ma lì c'è del Comune, ci deve pensare lui". Il Comune, quasi una persona, una cosa fisica che viene e ti toglie l'erba cresciuta davanti al "tuo" cancello.


Fatica? Per carità! Le palestre sono piene di corpi sudati, le strade piene di ciclisti dai mille colori perennemente in fuga, i dietologi viaggiano a pieno regime per la "prova costume".
Non io, per carità, ma chi se ne intende davvero chiama tutto ciò decadenza culturale, una cosa grave per il nostro paese, la più grave forse che supera anche quella economica, con solo qualche piccolo attenuante derivante da una classe politica inetta che non  ha mai saputo affrontare seriamente il problema della coscienza civica, della educazione, della moralità pubblica, della cultura.


Ma proprio da questa si può trarre spunto per la notizia positiva.
La notizia positiva è il consiglio di frazione di Migliarino: ha fatto la sua assemblea, ascoltato i cittadini, fatto richieste ragionevoli ed ottenuto subito qualcosa. 
Ho letto la relazione della presidente Mina Canarini sulla Voce e subito dopo anche le risposte dell'Amministrazione con la soluzione già di un piccolo problema. Una buona cosa che fa ben sperare.
Sappiamo tutti le difficoltà e le riserve che hanno accompagnato la nascita di questi Consigli.
Un certo distacco generalizzato dalla politica, la sensazione che non servano a niente ed abbiano solo uno scopo propagandistico, la sensazione che non possano realmente incidere nella conduzione amministrativa delle frazioni.
Il risultato del CdF di Migliarino ha dimostrato invece che hanno una loro importanza ed utilità perché sono in grado di avvicinare i cittadini alle Istituzioni, a portare in alto i piccoli problemi quotidiani delle comunità locali.
Le decisioni non potranno mai essere appannaggio dei CfF ma non è il loro compito, il loro compito é solo quello di evidenziare ed eventualmente proporre soluzioni per una maggiore qualità della vita nelle varie comunità locali.


Il CdF di Migliarino ha dimostrato in maniera tangibile che l'importanza di un organismo amministrativo non dipende dalla struttura in sé, non basta il nome per farlo funzionare, ma da quanta voglia e quanta passione vi mettono i componenti, da quanto si crede nella sua funzione propositiva e costruttiva per la soluzione di problemi locali.
Piccoli problemi che spesso sfuggono e si confondono nei gravi e tanti problemi amministrativi che coinvolgono oramai tutti i Comuni.
Ma il valore e l’importanza dei CdF dipendono soprattutto dalla adesione dei cittadini con segnalazioni e proposte, dalla partecipazione attiva degli interessati, l’unica cosa in grado di renderlo veramente funzionante ed importante per tutta la collettività.
Una lode quindi a questa intraprendenza del CdF di Migliarino che ci auguriamo prosegua e sia seguita da tutti i CdF della altre frazioni comunali.
 
  

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9/6/2013 - 18:25

AUTORE:
Mina Canarini

Grazie delle parole che hai usato per descrivere e raccontare quello che è abbiamo cominciato a fare. E' solo una piccola goccia nel mare delle segnalazioni che ci sono state fatte.
...abbiamo molta strada da fare, la possiamo fare solo se non saremo da soli. Nessuno ha bisogno di un gruppetto di persone che se la canta e se la suona ...il cdf ha senso solo se si fa strumento di una comunità, per una comunità e con la comunità.
Ci stiamo provando.