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Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.

Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile 

Noi Europei e noi Italiani abbiamo storia e tradizioni .....
Più che nostre, sono debolezze di chi ci governa, .....
La vera forza di deterrenza della Russia sta nello .....
Senza offesa, se lei non riesce a capire la differenza .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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O quanti spiritelli nei talk show
quotidiani e giornalieri
radiofonici e televisivi
insopportabilmente pettegoli e ciarlieri
volutamente provocatori .....
Nessun colpevole, per quel povero ragazzo che si e tolto la vita a causa del bullismo, chi sapeva ha taciuto e non vuole responsabilita; dico questo .....
PISA
Emergenza al carcere Don Bosco

22/6/2013 - 18:08

La consigliera regionale Monica Sgherri, i neo consiglieri comunali Marco Ricci e Francesco Auletta insieme al segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Luca Barbuti oggi in visita al penitenziario pisano, si sono trovati dinanzi a questa incredibile realtà
 
Per chi, come noi, reputa i diritti della persona e dei lavoratori prioritari, la visita alle strutture di detenzione non ci lascia mai soddisfatti, ma oggi davvero la situazione carceraria che si vive a Pisa merita una urgentissima assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni e l’individuazione immediata di soluzioni.
 
Il numero di detenuti spropositato, 360 anziché 280; il numero di agenti ridottissimo, soli 178 anziché 255; il gran caldo che una struttura di cemento armato e ferro assorbe quando a Pisa fanno oltre 30 gradi, peraltro coinciso con un guasto dell’impianto di erogazione dell’acqua per una intera giornata, non lascia spazio a molte interpretazioni. Non ci vuole molto ad immaginare quanto possano essere dure, inaccettabili, le condizioni di lavoro, di vita per gli agenti e per i detenuti in una tale condizione.
 
Come se non bastasse l’alto numero di detenuti (solo nel reparto femminile sono 47 anziché 33 con lo spazio di una cella diviso anche tra 6 donne) e il numero non adeguato del personale stanno riducendo drasticamente i progetti di lavoro, di studio e di socializzazione degli spazi nei vari reparti, lasciando cosi le persone detenute all’ozio forzato e continuo, condizione non certo fautrice dell’emancipazione e del recupero sociale a cui si ispira la nostra normativa giudiziaria e la Costituzione.
 
In questa condizione l’unica soluzione immediata affinché il Don Bosco (come probabilmente le altre carceri italiane) recuperi la sua funzione di riabilitazione sociale dei detenuti è un intervento del governo Letta in cui trasformi in pene alternative o, meglio ancora, si depenni tutta una serie di reati previste dalla Bossi-Fini riguardanti l’immigrazione e la Fini-Giovanardi per quelli legati al consumo delle droghe.

 

Per quanto ci riguarda, porteremo all'interno del Consiglio regionale e di quello comunale di Pisa alcune proposte che vadano ad incidere immediatamente nella vita quotidiana dei detenuti e di conseguenza nel rispetto dei diritti dei lavoratori e lavoratrici del carcere.
 
Vogliamo infine ringraziare gli agenti e il personale del carcere che in questa difficilissima condizione lavorativa ci hanno comunque messo nelle condizioni di effettuare la visita ai vari reparti del Don Bosco.

Fonte: Luca Barbuti, Prc
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