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Questa volta lo sguardo dello storico Gabbani si spinge molto più lontano dal solito, addirittura fino all'anno Mille, per raccontarci le complesse e appassionanti vicende del Castello e della Chiesa di Santa Maria, anche se i fatti maggiormente approfonditi sono quelli del 1800.Ancora una volta emerge prepotentemente la storia di questi luoghi e la sua ricchezza, secondo me non utilizzata adeguatamente sia nella fruibilità verso chi abita il territorio, sia per supportare uno sviluppo turistico ampiamente meritato per gli eccezionali contenuti, anche archeologici. 

. . . non mi angoscio, tranquillo. Smetto solo quando .....
Bada se io smetto, te smetti ar seguro, la indi per .....
Della tua liaison con la Moretti mi interessa il giusto, .....
. . . che era portavoce di Bersani, ho indirizzo .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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di Umberto Mosso
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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Primo Levi#Auschwitz #PrimoLevi #ebrei #campidiconcentramento #giornatadellamemoria
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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L'amore è amore
senza se e senza ma
Raggiungerlo
è l'aspirazione
più ambita
desiderata
sentita
a cui tende
ogni creatura. . .
pur essendo .....
BG. sono un nuovo abitante di migliarino
abito in via mazzini a meta tra il mobilificio e la chiesa . a qualsiasi ora la velocita sulla strada e'molto .....
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di Maurizio Vanni & Francesca Centurione Scotto B
La sostenibile precarietà dell’essere.

20/7/2013 - 10:09



GIONI DAVID PARRA Uscita di insicurezza.

 

La sostenibile precarietà dell’essere a cura di Maurizio Vanni

Il 20 luglio 2013 prenderà il via la mostra Gioni David Parra.

Uscita di insicurezza. La sostenibile precarietà dell’essere. Evento che vedrà protagonista l’artista pisano invitato dai Marchesi Centurione Scotto, presso i magazzini Lisabetta Salviati per l’arte: una struttura ottocentesca immersa nel parco della Tenuta Salviati di Migliarino Pisano.

 

Un generoso open space dalle volte a crociera, già sede dei granai, che ospiterà alcune sculture monumentali e una serie di istallazioni pressoché inedite che analizzano il momento storico in cui viviamo riflettendo su questioni filosofiche e socio-economiche. Un vero e proprio saggio introspettivo legato alle arti visive che pone il lavoro di Parra, artista ormai di caratura internazionale, tra i più interessanti di questo ultimo decennio.Lavori ispirati all’economia globale, ai problemi di comunicazione e all’assuefazione ai social-media: un inno alla vita, alla reazione, all’analisi e all’auto-analisi che fa immergere lo spettatore, considerato come una figura interattiva, in una dimensione reale evidenziata anche dall’utilizzo di materie prime, di oggetti di recupero dando origine a strutture realizzate con pietre, resine, plastica, pigmenti, ferro, legno, sabbia, carbone, argilla e cemento. “Strutture e istallazioni agili e complesse – scrive Maurizio Vanni nel suo saggio –, caratterizzate dal grande impatto tattile ed emotivo: Parra aspira a una purezza formale di componenti primarie attraverso una particolare convenzione linguistica che esalta la plasticità e il verticalismo delle forme, senza mai perdere di vista l’ironia all’interno di composizioni che sintetizzano una personale catarsi estetica del quotidiano.

Un lucido e silente grido, una decisa e discreta presa di posizione che mette il pubblico in contatto diretto con il rilucente mondo dell’esperienza e con le opache problematiche della realtà”. Ne scaturisce un mondo contemporaneo dal sapore arcaico, un’atmosfera che ci spinge alla genesi del Tutto:

 

“Il mondo che vede Parra – scrive Francesca Centurione Scotto Boschieri – è quello che nessuno vede più ma che, un tempo, in epoche glaciali, era qui. Il mondo di Parra è proprio quello delle origini e queste sono le sue origini e non c’è niente di più saldamente forte che entrare nelle proprie origini, che scendere dentro i pozzi artesiani della propria natura. Le sue opere sono della stessa materia. Materia viva, incandescente, che va lavorata, tornita, forgiata, domata”.

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