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All'età di 93 anni (a settembre ne avrebbe compiuti 94) ci ha lasciati il grande scrittore Andrea Camilleri. Era nato nel 1925 a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, in Sicilia, ed è stato anche regista, sceneggiatore, drammaturgo ed insegnante. 

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  • ALLA CITTADINANZA DI MIGLIARINO

      04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30
    AVVISO DI ASSEMBLEA


    Il comitato A.S.B.U.C. di Migliarinoinvita tutti i cittadini della frazione a partecipare all’assemblea indetta presso la nuova sede ASBUC in via S. D’Acquisto n. 1 in Migliarino:     in prima convocazione per il giorno 30 Aprile 2018 alle ore 12.00,   in seconda convocazione per il giorno 04 MAGGIO 2018, alle ore 18.30


Migliarino
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Migliarino, 3 luglio
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Milano e Cortina hanno vinto
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di Fausto Bomber
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Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È .....
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eMANIamo
di Madamadoré e le sue amiche

29/7/2013 - 8:12


 Da un po' di tempo mi trovo ad osservare le mani degli uomini e sono colpita dalla loro trasformazione. Le mani parlano di noi. ho sempre pensato che raccontino un po' la nostra storia. Un popolare modo di dire dice: avere le mani in pasta...in quale pasta le tengono gli uomini di oggi? e le donne?
Mi ricordo molto bene le mani del mio babbo, le ho sempre considerate delle manone, non credo fossero grosse, ma erano nodose, con i calli di chi maneggia attrezzi, erano mani forti, che evocavano sicurezza e più tardi, per troppo poco tempo, hanno evocato anche saggezza. Le mani degli uomini e quelle delle donne, prima erano diverse, nella struttura, ma non solo...oggi sempre più si assomigliano. Sempre più spesso le mani degli uomini che ho osservato, sono mani fini, dalla pelle levigata, senza calli,  mani da ufficio, da pc, tablet o iphone. Mani fini che però non esitano a colpire, ma questo è un altro discorso.
Quelle delle donne? Mi colpisce la decorazione delle unghie che oggi è diventata un must, moltissime donne si fanno la ricostruzione delle unghie e la decorazione, l'effetto è un po' alla Crudelia de Mon, almeno per me. Sarà che le mie mani non mi piacciono, sono state maltrettate, le ho maltrattate, le ho usate senza riguardo e le uso ancora così. Non riesco ad usare i guanti, ho bisogno di sentire il contatto diretto con le cose, non potrei impastare con i guanti, o mescolare i colori, giocare con le farine, il das o il pongo usando i guanti. Mi piace sentire il cibo, prepararlo usando le mani. Mi piace molto il contatto con le cose per sentirle non solo fisicamnete.
Le mani sono strettamente legate ad uno dei cinque sensi, il tatto, ed è un po’ che mi trovo spesso a riflettere su quanto negli ultimi anni abbiamo imparato a farne a meno, a quanto le nostre comunicazioni, che ormai viaggiano nel mondo virtuale, siano un po’ più povere, povere, sì, degli sguardi, del suono della voce, ma anche di una mano appoggiata sulla spalla, di una stretta di mano. E, invece, se penso a quanto è importante per me la stretta di mano, ci faccio caso se è forte o debole, e se penso a quanto preferisco la prima...
Ma oggi col culto della perfezione, le mani che sono il nostro biglietto da visita, la parte più esposta di noi diventano, o lo sono sempre state,  mani da mostrare, mani che evocano …
ci hai mai pensato a quanto comunicano le mani, quanto noi comunichiamo con le mani? Spesso le mani accompagnano le parole, le spiegano, le sottolineano, a volte i gesti sono anche più espressivi delle parole stesse. Può anche capitare che le mani non siano in sintonia, in accordo con le parole, perché i gesti, ancor più delle parole, frutto sovente della parte di noi più razionale, sono legati alle emozioni, al noi più istintivo, quello che non riusciamo a controllare, e allora le mani con i loro movimenti in qualche modo tradiscono le parole, comunicando, si potrebbe dire, con maggiore sincerità.
...mani che accarezzano, abbracciano...ma anche mani che fanno male che uccidono graffiano l'anima. Mani da stringere quando conosci qualcuno, quando non vuoi lasciarlo andare via o quando ti aggrappi con tutte le tue forze, mani nelle mani per sostenere, per fare forza, per farsi coraggio, mani che uniscono o che dividono, mani che rubano, che toccano con avidità, mani che asciugano le lacrime, o che stirano le pieghe delle vesti, mani che parlano di noi e per noi, mani in pasta o mani pulite come metafore potenti, mani tese che nessuno ricambia, la mano che ti chiede l'elemosina, le mani giunte, e le mani tra i capelli, disperazione o seduzione? Mani strette in un pugno, mani con una fede al dito e a volte anche con due, una accanto all'altra, mani in grembo, mani giunte in preghiera, mani sudate, mani che tremano e mani che applaudono.
Mani che amano, che odiano, che offendono, che danno il ritmo...mani che narrano storie, le nostre storie.
 
 
 

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