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E' comparso su una importante giornale online nazionale, Citynews, nel suo supplemento Cibonews, un articolo a firma di Cristina Rombolà su una recente realtà gastronomica ideata e gestita da personaggi operanti nel nostro territorio grandemente apprezzati.A novembre scorso ha aperto a Pisa BONA, gastronomia con pizza del maestro Stefano Bonamici, in collaborazione con l'azienda PachinEat.Riportiamo l'articolo, certi di fare cosa gradita ai tanti cittadini che apprezzano le creazioni e i prodotti conosciuti a Vecchiano e a San Giuliano in Agrifiera.

Un amico ha mandata questa risposta data alla domanda .....
Ma i vari Mosso, Lavia e compagnia al seguito non .....
Si vede che ieri sera era capodanno, ancora non ha .....
Sapete perché alla Elly non riesce mancopegnende a .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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din Juri Sbrana
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Afganistan
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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AMARSI

Amarsi è scendere nei ricordi,
festeggiare i momenti .....
Non ascoltare tutti i
consigli degli anziani,
anche gli imbecilli
INVECCHIANO.
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di Darwin Pastorin

Conobbi Tabucchi per via del calcio...

20/9/2013 - 14:09


Tram. Torino. Prima mattina. Un sole ancora tiepido. Comincio a sfogliare La Repubblica, subito giù di morale, tra imbarazzanti vedeomessaggi, larghe intese prossime a fallire, becerume politico, da una parte e dall'altra.

Poi, quella bella carezza al cuore. Quell'emozione. Nelle pagine della cultura, l'anticipazione del romanzo postumo di Antonio Tabucchi: Per Isabel. Un mandala (Feltrinelli, 128 pagine, 13 euro). L'incipit, il bellissimo articolo di Paulo Mauri e uno scritto di Ugo Ricarelli (un grande autore che non è più con noi, ma resta la bellezza delle sue forti e fragili pagine). Tabucchi!

Mi perdo tra quelle righe fitte, riecco l'Antonio da molti di noi amato, con il suo gioco di finzioni e di rimandi (con citazioni dai suoi "Requiem" e "Notturno Indiano"), ritornano Isabel e Tadeus Waclaw Slowacki. E io so che in quest'opera riabbraccerò il mio maestro: fu la mia guida per un breve tempo, ma indimenticabile. E grazie ancora alla Feltrinelli per avermi dato la possibilità di ricordarlo l'anno scorso a Cortona, in teatro.

Conobbi Tabucchi per via del calcio. L'Italia doveva giocare una importante partita di qualificazione ai mondiali americani con il Portogallo. Era il novembre del 1993. Scrivevo per "Tuttosport" e decisi di intervistare l'autore di "Sostiene Pereira", l'uomo che ci fece conoscere Fernando Pessoa e i suoi eteronimi, che ci portò il Portogallo in casa. Scoprii che era un appassionato di football e accettò di rispondere alle mie domande.

Fu una chiacchierata divertente. Mi disse: "Da ragazzo giocavo all'ala destra, e il mio idolo era lo svedese Kurt Hamrin della Fiorentina. Io sono tifoso dei viola, ma anche del Pisa, e ho un debole per il Benfica. Sono un appassionato di Roberto Baggio, lo trovo un fuoriclasse dotato di un ottimo tiro, in grado di frantumare qualsiasi schema per inventarsi, o inventare un gioco".

Ne "L'angelo nero" troviamo scritto: "Sai come sono delicati i campioni, giocano sulle punte, sono come le ballerine della Scala". A chi pensava? Mi rispose, con quella sua parlata cantilenante, soave: "Ai giocatori che Gianni Brera chiamava abatini: Rivera e Mazzola. Elementi eleganti, dotati di classe e intuito, ma senza tenuta atletica".

Cominciammo a frequentarci. Gli devo il titolo del mio primo libro Feltrinelli ("Le partite non finiscono mai") e tanti consigli sulla letteratura e sulla poesia e un itinerario magico per le vie non turistiche di Lisbona. Venne a casa mia, e ho ancora le foto con Tabucchi che tiene in braccio mio figlio Santiago di pochi mesi.

Ci siamo persi di vista, come purtroppo succede. Ma non ho mai smesso di leggerlo e di apprezzare i suoi interventi "politici" nelle rare apparizioni televisive. Il 9 ottobre, quando uscirà "Isabel", potrò recuperare i suoi umori, le sue passioni, la sua arte, le sue magistrali finte, come quelle di Kurt Hamrin, l'uccellino svedese.

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20/9/2013 - 20:03

AUTORE:
Pierino

Sulla terra non muori mai fino a che hai qualcuno che ti ricorda.