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Tornano i concerti Musikarte del Festival Musicale Internazionale Fanny Mendelssohn. Uno straordinario viaggio musicale, iniziato sette anni fa, un appuntamento ormai classico atteso con trepidazione da moltissimi appassionati. Artisti provenienti da 20 nazioni di tutto il mondo hanno portato la loro musica e il loro talento nelle dimore storiche del Lungomonte pisano, veri gioielli del nostro territorio, nei palazzi, nei teatri, nei musei della provincia di Pisa.

Invito alla partecipazione gratuita
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ASBUC di:Vecchiano-Filettole-Nodica-Avane
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La Redazione
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Vecchiano
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. . . si perchè di bullismo se ne parla solo se succedono .....
Quasi tutti conoscono il detto "chi rompe paga ed i .....
. . . o a Migliarino martedì?
scusate sapete come è andata l'assemblea dei soci .....
Libri
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Il sito degli "ARTISTI PISANI SCOMPARSI" per una significativa memoria culturale
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Come Steve McCurry e l'afghana dagli occhi verdi nel 2002
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Torna il 16 febbraio l’anteprima del Consorzio Vino Chianti e del Consorzio Tutela Morellino di Scansano
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Vecchiano, 28 febbraio
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Circolo ARCI Migliarino
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Soci Unicoop-UISP e Coop.Arh
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Pisa, 1 marzo
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Pontasserchio, 16 dicembre
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Pontasserchio 22-23 febbraio
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Pisa, 22 febbraio
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L'Associazione il retone-presenta
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Le squadre di Valdiserchio
di Marlo Puccetti
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Per gli atleti pisani 19 medaglie
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Le squadre di Valdiserchio
di Marlo Puccetti
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Pisa Bocce
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Se fossi nata albero sarei cresciuta molto, almeno spero,

invece sono corta e mingherlina e accrescere è un mistero.

Mi è stata tolta l'occasione .....
Buongiorno, abito in Via Paganini a Colignola, quotidianamente percorro le strade bianche nelle vicinanze fino ad arrivare ad Asciano, lungo i condotti. .....
Le aree naturali protette
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di Renzo Moschini
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Riserva del Chiarone
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Ex Stazione ferroviaria Migliarino
Grave pericolo sventato

24/9/2013 - 20:21

Sono stati abbattuti i quattro pini centenari che erano nel piazzale della ex Stazione FS di Migliarino.

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30/9/2013 - 14:29

AUTORE:
Dante

Forse non sapete che le Ferrovie, sulla base di disposizioni di legge che impongono l'abbattimento di piante in prossimità della linea ferroviaria la cui altezza supera la distanza dalle rotaie, hanno notificato a tutti i proprietari di terreni confinanti con la ferrovia l'ingiunzione di abbattimento pena il ricorso a vie legali.
Quindi sarebbe stato assurdo che dopo di ciò non avessero provveduto loro stessi ad uniformarsi alla legge.

27/9/2013 - 0:55

AUTORE:
il censore

Ho letto con emozione l'articolo, e con trepidante coinvolgimento e nostalgia il commento di Bruno Baglini,,,,,, ( IL BAGLINONE.... CHE PESCAVA le anguille ) la sua elegiaca rievocazione di un tempo passato, lo struggimento per atmosfere d'altri tempi, altre situazioni in un luogo che ho amato e che ora per me assume valenza paradigmatica di un mondo che fu, e che rimpiango amaramente.

Era un mondo più umano, forse anche più sanguigno, ma vero, in cui i valori e le ideologie, ma anche la solidarietà e i rapporti umani avevano grande importanza, e le ferrovie erano una grande famiglia, dove i dipendenti erano prima che colleghi, amici , in cui potevi contare e sperare comprensione e vicinanza, stima reciproca condita con scherzi e battute, a volte feroci, beffarde, che nascevano però dal rapporto e dall' interesse sincero, dalla frequentazione mai asettica, virtuale ed ipocrita, figlia dell'attuale indifferenza.

Con quei 4 pini, è caduto un mondo e con lui un'epoca, anche se passando davanti a quell'edificio avevo già notato i progressivi segni del degrado, e con disagio avevo già avuto contezza dell'involuzione del mondo.....vuoi per l'abbandono a se stesso del fabbricato, all'erba che cresce fra le verghe, all'assenza di traffici e di spedizioni, ma assai più per le politiche industriali e di lavoro, che danno sicura prova del progressivo inaridimento del rapporti sul lavoro ed imbarbarimento progressivo della realtà sociale.
Un esempio fra i tanti.... il piano delle ferrovie con il quale, un qualche Solone, svegliandosi una mattina , dopo una notte agitata, o forse reduce da una magra prestazione con la consorte, ha partorito la brillante strategia della LINEA SNELLA:
Quella politica industriale che per diminuire i ritardi dovuti ai guasti, prevedeva l'eliminazione di strutture e meccanismi, scambi, posti di blocco ecc soggetti a rompersi.
L'assurdità di simili concezioni di gestione del traffico ferroviario risulta evidente estremizzandone le conseguenze anche ad un profano, ELIMINANDO TRENI E BINARI; NESSUN RITARDO:
Eliminando quei pini invece, tanta tristezza e mestizia per i grami tempi che corrono.

Saluto con affetto e sincera stima, Bruno....

26/9/2013 - 21:42

AUTORE:
Bruno Baglini ex contadino e quiescente fs

..tu forse non ti ricordi di quel grande platano che faceva ombra a tutta la stazione FS e allo Spadini spedizioniere della Gondrad e dove il Gasperi o Gaspari (quella era la sua firma vera sui documenti FS "Gaspari o Gasperi" per esteso.

Ecco lui tutte le mattine spazzava le foglie del grande platano (quando era il suo torno)e disse a me quando presi servizio alla stazione di Migliarino nel /75 di fare per prima cosa la pulizia delle foglie di platano che essendo vecchio e malato perdeva in continuazione foglie e in inverno scorza dal tronco e pelo di quelle migliaia di palline e...di usare una granata di stipa vecchia in modo di far rumore per "avvertire" del lavoro fatto alle 4/5 persone che erano in turno a quella stazione.
Il turno era di 5 manovali. 5 Capostazioni, un Titolare della Stazione FS e 5 operai armamento.

Poi il grande platano venne abbattuto prima che stamazasse al suolo perché i platani dell'anno 1.200 dc son tutti caduti regolarmente a terra (credo).

Quei 4 pini furono potati da me in due turni di servizio mensile per la tenuta del giardino della stazione.
Avevano grandi rami ciondolanti e se cadevano sui binari al passaggio di un treno oltre passare dei guai per cattivo controllo degli elementi, avrei fatto personalmente una figura da bischero dato i miei trascorsi lavorativi in grandi aziende agricolo/forestali.
Nell'occasione alcuni colleghi insinuarono che a me serviva la legna e quindi con una fava prendevo due piccioni; ero pagato dalle FS e mi prendevo la legna (poco buona di pino), invece tu non lo sai ma io si, perché sono specializzato vivaista ed ho lavorato nella Tenuta Salviati oltre nel Podere Baldinacca ed anche in macchia saltuariamente e so per esperienza che i pini se non vengono potati manualmente ci pensano da se a rilasciare grossi rami vecchi per poi formare la chioma come vediamo normalmente in macchia e che dopo il secolo di vita lasciano il loro posto ad altri pinacchiotti (in macchia però) nelle piazze come quella Caduti della Libertà e Piazza della Chiesa onde evitare disastri le hanno abbattute tutte prima quelle piante di pino.

Il pino silvestre che vedi nella foto n°4 è l'unico dei due che misi a dimora li nei pressi della stazione (oltre la vecchia Aurelia lato mare) nell'/88 e che si è salvato; l'altro era sulla rampa dell'argine e le "autorità" lo hanno tolto.

Niente vietava e niente vieta che altri continuino l'opera d'abbellimento anche in maniera volontaria come ho fatto io e pochi altri per la nostra Migliarino.

Vedi le canne d'india,la vite americana (Parthenocissus quinquefolia)che misi sulla rampa della ferrovia per vedere di "tappare" la bruttura di quella rampa ed il tempo a distanza di 20 anni mi sta dando ragione è quasi tutta "colonizzata" da qualcosa di meglio delle ortiche, le acacie ombrellifere supestiti alle scuola Elio Pardi e quelle nella piazza della Chiesa potate per 20 anni da me medesimo ed ora con il calo delle forze e sopraggiunti ulteriori impegni altri mi danno una mano perché...le piante crescono e diventano enormità come quelle del campino del prete o del campo sportivo che misi prima della nascita di Francesco per creare un luogo adatto ed ombreggiato per i bimbetti piccini (piazza della Libertà era Piazza Mario del Franceschi e di Antenore, Piazza della Chiesa degli zingari, Piazza Caduti della Libertà non esisteva così come altre nuove piazze di paese -nisba-niente.

Ritornando ai poveri pini della nostra stazione abbandonata da 18 anni da ogni controllo e da tutti, sono dispiaciuto e contento alla stessa maniera.

Contento perché dopo un disastro mettiamo...di un treno in Serchio, causa caduta di un pino sui binari, maanche sull'Aurelia (vedere il tratto d'Aurelia e ferrovia liberati da tutte le grandi piante che potevano cadere nella sede stradale e sulla ferrovia da Torre del Lago a Migliarino) perché li i più hanno taciuto di quella messa in sicurezza per tutti i viaggiatori?
La risposta dovrebbe essere semplice e li non si tratta di velocità minima, i treni marcia a vista; vanno se è acclarato il pericolo generico non per anni interi guardando se la sede ferroviaria è libera da pini stramazzati al suolo, altrimenti si gioca a billeri è meglio!

...però sono cosciente che li, intorno la vecchia stazione ci stiano bene pini d'Aleppo come "il mio" a debita distanza e niente vieta che i 2.500 abitanti di Migliarino donino almeno una piantina al loro territorio, ma, che non si tratti di una citrullata del tipo albero di abete nero usato per l'albero di natale e magari con la punta scorciata e messo li ai limiti dei campi sportivi ad agonizzare fra la pungia che li sovrasta per poi vederli mezzi rinseccoliti e poi trinciati dal trinciastocchi insieme ai sacchi di spazzatura buttati nei luoghi semipubblici.

In ultimo da ex vivaista ne soffro a vedere i pini pinea nei giardini potati come "fischiotti" con una testina fine-fine su un tronco spoglio di 20 metri; son proprio uno schifo! e quindi meglio sostituirli con un bell'albicocco, pesco, ciliegio od altro e godere vedendo la nostra magnifica pineta migliarinese; in macchia pero!
...e li alla ex stazione? un lauro/alloro singolo, a "mucchietti", in fila: in sostanza una pianta/piante sempreverdi potabile in altezza/larghezza, maanche un fio (fico dottato)come misi alla stazione di Torre del Lago e poi San Rossore, noia non da ed un bel paniere di fii, male non fa, basta non mangiarne più di 5 chili al giorno, 'nsennò...poi date la 'orpa a chi l'ha piantato e la storia un finisce più.

nota: il personale FS ai miei tempi contava 220mila unità, ora sono 77mila (un terzo) e l'80/90% di loro sono personale viaggiante e Carlo Lorenzini delle Pratavecchie controlla con un monitor la marcia dei treni da Roma Tiburtina fino Vercelli, circa 600 kl da solo, senza più capistazione, manovali e presenziatori e...se i pini erano in ferro, rame o acciaio quando disgraziatamente cadevano sui binari il monitor lo segnalava ed automaticamente il treno in corsa si sarebbe fermato, ma, se lo chiappava nel groppone; tardi 'antasti disse Scipione alla raganella che di notte gli pareva un fio castagnolo e...lo strizzotto ormai lo aveva preso e....
...e ora Carlo non riceverà mai più una telefonata del tipo: fermare circolazione treni a Migliarino Pisano, causa caduta pino, treno in Serchio.

26/9/2013 - 10:53

AUTORE:
P.G_

Sotto quei pini ci sono cresciuto, ho studiato, suonato, cantato, riso, fatto sedute spiritiche, discusso di politica, di donne, di viaggi, di lavoro e di futuro.
Forse con loro perdo molti ricordi, e forse è per quello che mi dispiace vederli abbattuti.
La stazione era più bella con le loro grandi chiome che la circondavano e le davano quel senso di campagna, di natura, di umanità. Ora appare solo un edificio spoglio, da più un idea di abbandono che di efficienza.
Forse non cadranno più sulle teste dei viaggiatori ma forse si potevano semplicemente potarli per ridurne la pericolosità.
Con troppa superficialità e con scarso senso dell'estetica (per non parlare di quello che possono rappresentare per molti) si prendono decisioni radicali. Forse è più semplice e più facile per quel senso di efficienza che in molti altri campi pare invece completamente assente.
Un vero dispiacere.

26/9/2013 - 10:01

AUTORE:
simonetta

Ci avevano messo piu' di 100 anni per crescere, e nonostante le libecciate degli ultimi 100 anni erano sempre lì. Si prevedono forse libecciate piu' forti? Erano forse malati? E' piu' bello l'ambiente così?

25/9/2013 - 23:42

AUTORE:
Viaggiatore

Con una forte libecciata, correvano il rischio di prendere un pino in testa i viaggiatori che transitavano sull'Aurelia e viceversa i treni della linea Roma-Torino.
...ora non più.