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Nei giorni 26-27-28 aprile verranno presentati manufatti in seta dipinta: Kimoni, stole e opere pittoriche tutte legate a temi pucciniani , alcune già esposte alla Fondazione Puccini Festival.Lo storico Caffè di Simo, un luogo  iconico nel cuore  di Lucca  in via Fillungo riapre, per tre mesi, dopo una decennale  chiusura, nel fine settimana per ospitare eventi, conferenze, incontri per il Centenario  di Puccini. 

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Pisa, 17 marzo
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Comune di Vecchiano
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. . . la merxa più la giri, più puzza e te lo stai .....
. . . camminerebbe meglio se prima di fare il tetto .....
Ad un grosso trattore acquistato magari con l'aiuto .....
. . . che su questo ci intendiamo. Sai qual è il .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Colori u n altra rosa
Una altra primavera
Per ringraziarti amore
Compagna di una vita
Un fiore dal Cielo

Aspetto ogni sera
I l tuo ritorno a casa
Per .....
Oggi è venuto a mancare all’affetto di tutti coloro che lo conoscevano Renato Moncini, disegnatore della Nasa , pittore e artista per passione. .....
FINALMENTE DOMENICA!
di Ovidio Della Croce
Finalmente Molina!

15/12/2013 - 21:23

Abbiamo trascorso un bel pomeriggio di domenica a Molina di Quosa. Prima un caffè al bar di Luca e Carlo. Dopo abbiamo invaso il magazzino di Antonio, che gentilmente ci ha accolto, per la seconda presentazione del libro Verso la foce del Serchio. C’è un posto che uno sente suo dopo quella bellissima di Migliarino. Abbiamo visto la mostra “Dipinti” di Daniela Sandoni e, nella cornice di queste tele toscane, abbiamo parlato del libro con la professoressa Anna Calloni.
 
Grazie alle persone presenti, a cominciare da Angiolino Bernardi che, tra gli applausi, ha letto 'r Serchio di Ezio di Nisitte. Grazie agli autori che hanno letto il loro racconto: prima i “piovuti”, a cominciare dall’ormai molinese John Ajers che, col suo accento londinese, ha letto “Vivere qui… Così”; e da Franco Marchetti col suo “Io piovuto, cittadino di questa terra”. Poi i molinesi: Antonietta Timpano si è commossa, ma subito dopo è scoppiata una risata generale quando ha mostrato i pantaloni vistosi e coloratissimi che, quando li indossa, fanno dire: “Antonié, sembri un fo’o di San Ranieri”, come si legge nel suo racconto “Perché vale la pena tornarci”; bel finale con Gabriele Santoni che ha letto “I miei luoghi dell’anima” con una voce che gli veniva proprio dal di dentro.


Applausi calorosi anche ad alcune persone che ci hanno fatto il piacere di venire: Luciano Niccolai che vive a Terni e là lo chiamano “il pisano”, il direttore della Voce del Serchio Paolo Magli, il grande Bruno Baglini e Milena Moriani, un’altra artista geniale che stimiamo molto e a cui vogliamo bene.
 
Dopo aver sorseggiato, solo pochi sorsi però, un aperitivo, ho visto che le copie che avevo portato di Verso la foce del Serchio. C’è un posto che uno sente suo erano esaurite. Sono uscito, sono andato su e giù per quelle strade e piazzette, più su che giù: Piazza di sotto e Piazza di sopra, si era fatto buio e ho visto le mille luci di Molina, quelle che illuminano e anche quelle che non servono per illuminare, luci della memoria, ma non trovo l’aggettivo adatto per descriverle, mi sono fermato di nuovo al bar di Carlo e Luca, ho visto sulla parete i tre orologi di Molina, Patrignone e Colognole che segnavano la stessa ora e ho rimesso l’orologio sul fuso orario di quelle contrade, sono ritornato al magazzino di Antonio per mettere a posto, ma era già tutto in ordine, ho salutato gli amici, la Piera e la Franca.

 

Fuori ho visto il monte, ho pensato alla Romagna e al Progetto Memoria messo su proprio quando Gabriele Santoni era Sindaco, come hanno ricordato Anna Calloni e Fedora Durante, mi sono apparse nella mente le immagini del tramonto dai colori arancioni e rossi visto dalla casa di Antonietta e John, un punto di osservazione privilegiato sulla val di Serchio. Si è fatto tardi e sono tornato a casa pensando che mi sarebbe piaciuto restare, perché anche Molina è un posto che sento mio.

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17/12/2013 - 19:01

AUTORE:
Lele

Gennaio, anni settanta. Due ragazzotti fanno foto di notte da Ciapino.
E' freddo. Sotto in una luce soffusa c'è Molina.
Tordo mi guarda e dice-"Lele, o come sarà bella Molina. siamo la Parigi della Valdiserchio!-
E allora Molina mon amour.

16/12/2013 - 9:31

AUTORE:
antonietta

Ovidio, ti sono grata per quello che riesci a ideare e organizzare, in tempi bui e i tempi più assolati.
Sei sempre stato un motore scoppiettante di buone idee. Già dai tempi del gruppo "Cafangareggio".Sei stato la spinta propulsiva che permetteva a tutti di dare il meglio di sè.
Il tema dell'appartenenza mi sta particolarmente a cuore, perchè mi sono sempre sentita un pò sola.
Anche adesso che sono più che adulta,ogni tanto soffro per questo senso di vuoto , di cui parlo anche nell'intervento.
Tu, tra le poche persone, mi aiuti a riappropriarmi del senso di appartenenza, ai luoghi, ai paesaggi umani, con le tue iniziative misurate e piene di senso.
"L'appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme, non è il conforto di un normale voler bene,
L'appartenenza è avere gli altri dentro di sè."
dice una canzone di Giorgio Gaber. E' quello che sento io. In questo momento sento dentro di me un bel gruppo di persone.
Grazie a tutti e buon Natale!