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Se la guerra si dovesse decidere in televisione probabilmente sarebbe una guerra infinita, stante le diverse e spesso divergenti opinioni. Su tutto, sulle cause, le strategie, le soluzioni. Ma ogni opinione è di per sé, per definizione, rispettabile, se non presa per interesse personale o strategia politica. Ognuno ha il diritto costituzionale di esprimere la sua evitando sempre di offendere gli altri.

La saluto affettuosamente senza improperi…non mi .....
. . . . . . . . . . . . . . . tu sia indottrinato .....
. . . . trovatene uno bono, ne hai immensamente bisogno. .....
Apprezzo l’impegno, ma il risultato è scarso, .....


Quando la poesia chiama bisogna rispondere.

(di Nadia Chiaverini)


Credo che nascondere o modificare il proprio corpo che invecchia, faccia parte di un agire - imparato - che non vuole farci accedere con agio alla saggezza dell'invecchiamento.


Quando ero bambina aspettavo con entusiasmo la seconda domenica di maggio perché era la festa della mamma e coincideva con quella del paese di Migliarino dove vivevo con la mia famiglia.

Giovanni Frullano eletto segretario all’unanimità
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Sinistra Civica Ecologista–Sinistra Italiana–Europa Verde Verdi
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L'opinione di LILLY CAMOLESE
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dal web (a cura di BB, red VdS)
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di Teresa Bellanova, Senatrice della Repubblica Italiana
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Bruno Pollacci
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di Bruno Pollacci
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Squadre di calcio Valdiserchio
di Marlo Puccetti
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MIgliarino-Vecchiano calcio
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di Marlo Puccetti
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Squadre di calcio Valdiserchio
di Marlo Puccetti
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Sentirsi come zolla di terra appena arata e accogliere i semi portati dal vento per sperare sempre in nuove messi.
Ho apprezzato moltissimo che qualcuno abbia sentito il bisogno di far conoscere la scritta di un probabile spacciatore-tossicodipendente poeta presso la .....
San Giuliano Terme: verso le elezioni primarie del Centrosinistra
Comunicato stampa del candidato a Sindaco Sergio Di Maio

7/3/2014 - 8:48


COMUNICATO STAMPA

Domenica 9 marzo alle primarie si sceglierà il candidato a sindaco della coalizione di centro sinistra di San Giuliano Terme. Sergio Di Maio, candidato per il Pd, oggi (7 marzo) sarà con i cittadini per l’appuntamento più atteso del suo giro sul territorio.

 

 L’incontro pubblico in programma alle 18:00, all’Hotel Granduca di San Giuliano, vedrà la partecipazione di Cesare Cava, commercialista, collaboratore del Sole 24 ore, tra i massimi esperti italiani di finanza locale.

Si parlerà del bilancio del Comune di San Giuliano: del pregresso e delle prospettive.“Ho organizzato l’incontro con Cesare Cava per la sua alta competenza in materia di finanza locale. L'uscita dal patto di stabilità ha ingessato il Comune.

Nel 2012 e nel 2013 sono stati rispettati i limiti e il bilancio 2013 si chiuderà con un cospicuo avanzo di amministrazione, ma ora dobbiamo pensare alla riduzione delle tasse, per trovare un nuovo equilibrio tra l'imposizione e i servizi da erogare, alle famiglie socialmente più deboli, al recupero delle risorse nella lotta all’evasione.

Per fare davvero un punto e andare a capo la guida di San Giuliano non può essere affidata a persone che hanno appartenuto al ceto politico che ci ha portati fino a qui. Io mi sento di portare una novità”.

 Per rompere con il passato Di Maio pensa a un gesto simbolico, ma di responsabilità per la nuova classe politica sangiulianese: ogni assessore al momento della nomina riceverà una scatola.

 Gli servirà a raccogliere le proprie cose in caso di inefficienze, errori o discordanze con le linee concordate.

Un altro forte segno di novità.

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7/3/2014 - 12:51

AUTORE:
Alessio Pierotti

Domenica 9 marzo, dalle ore 8.00 alle ore 20.00, le cittadine e i cittadini di San Giuliano Terme sono chiamati ad esprimere la loro preferenza per la scelta del candidato sindaco della coalizione del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative. Si tratterà di primarie aperte, la cui partecipazione non è vincolata all’appartenere ad un partito ma alla volontà di partecipare attivamente alla vita politica della nostra comunità.
In vista di questo importante esercizio di democrazia partecipata molti amici mi hanno chiesto come mai ho scelto di sostenere attivamente Sergio Di Maio.
La risposta è semplice. Ogni volta che nel corso della mia vita sono stato chiamato a sostenere una tesi o una parte ho cercato di farlo, nei limiti personali ed umani, nel rispetto della massima onestà intellettuale: ho cercato cioè di scegliere rispettando pienamente, senza alcun compromesso, i valori che la mia famiglia e il mio percorso di vita mi hanno insegnato.
La mia è una famiglia di lunga tradizione comunista, una tradizione che risale alla fondazione stessa di quello che fu il Partito per antonomasia e che passa attraverso la Resistenza e le lotte operaie: rivendico quindi con orgoglio una attitudine spirituale a sentirmi di sinistra. Una disposizione che è segnata da valori distintivi come l’indignazione nei confronti di ogni forma di privilegio, di sopraffazione e di sfruttamento; il rifiuto di considerare l’ineguaglianza sociale come una fatalità o un portamento naturale inestirpabile; la fiducia nella volontà e nella capacità degli uomini di mettere mano ad un miglioramento delle società. Soltanto chi condivide questi valori e se ne fa portatore può aver la mia fiducia.
Ecco: Sergio ha la mia fiducia e il mio appoggio perché, come me, è cresciuto nel rispetto di questi valori.
Sergio mi ha convinto sia per la sua idea di amministrazione sia e soprattutto come persona. La sua esperienza amministrativa, vissuta non in ruoli politici o decisionali ma nel ruolo fondamentale di garante qual è il Presidente del consiglio comunale, è stata vissuta nella massima onestà e nella totale trasparenza: non a caso i consiglieri dell’opposizione che si sono dimessi lo hanno ringraziato, ancora prima di rivolgersi ai loro capogruppo, proprio per l’equilibrio e il rispetto dimostrato anche verso chi apparteneva all’opposizione e quindi a schieramenti diametralmente politici diversi dal suo.
Sergio, come accennavo, non ha mai avuto ruoli politici o amministrativi in enti o attività produttive: non ha quindi “lacci o lacciuli”, per usare una sua espressione, che rischiano di pesare sulla sua amministrazione e finire con l’impedire l’attuazione dei suoi progetti di rilancio della nostra comunità.
Sergio vuole costruire un nuovo modello di gestione e sviluppo che passa necessariamente dalla riorganizzazione della struttura comunale, che deve essere intesa come centro di governo aperto alla discussione e non centro di imposizione.
Un comune che si pone obiettivi non soltanto precisi e raggiungibili ma anche e soprattutto verificabili e misurabili dalla cittadinanza: un Comune che sappia quindi programmare e verificare, coinvolgendo nell’agire e nel fare le migliori energie e competenze del territorio.
Il Comune che vuole Sergio non è una struttura autoreferenziale: è un Comune i cui amministratori partecipano attivamente alla vita civica, aprendosi al confronto diretto e continuo con le persone e le realtà che vivono il territorio.
Proprio il confronto con la cittadinanza dovrà essere il centro del nuovo corso della vita dell’amministrazione sangiulianese. Una cittadinanza attiva, non soltanto consapevole dei diritti e dei doveri che sono propri dell’essere cittadino, ma sensibilizzata sui problemi della comunità a cui appartiene e capace di assumersi le giuste responsabilità è una risorsa importantissima che non possiamo più permetterci di dimenticare. Una risorsa che deve crescere con l’amministrazione e aiutarla nell’individuare i problemi e nel fare quelle scelte che garantiscono il benessere della collettività.
Perché Sergio non vuole un Comune per gli abitanti o per gli elettori: vuole un comune dei cittadini.
Ecco perché ho deciso di votare Sergio.