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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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PRESENTAZIONE DI Antonio Giuseppe Campo (per studenti e lavoratori fuori sede)
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IL SEGRETARIO DE LLA SEZIONE DI SAN GI ULIANO TERME
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Di Andrea Paganelli
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IMMAGINA San Giuliano Terme
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di Umberto Mosso
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
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LA CASINA NEL BOSCO
di Trilussa

27/4/2014 - 18:38


Questa nella foto è la vecchia casa Coli, in Bocca di Serchio, sede degli incursori della Marina che furono gli artefici di uno dei pochi momenti ed episodi che, nel tempo e nella Storia, hanno fatto grande il nostro Paese. 

Dimenticata, un po’ come Guglielmo Marconi, di cui in questi giorni si celebra l’anniversario della nascita, celebrato e osannato in tutto il mondo per la genialità delle sue invenzioni e realizzazioni riguardo alla trasmissione di segnali radio a grande distanza.

Giova qui ricordare che anche nel nostro comune esisteva una stazione radio ricevente, nella frazione di Nodica, di cui sono rimaste ora solo alcune case sparse e che collegava la stazione con quella di Coltano.


Fu proprio a causa di questa postazione radio che lo scrittore Silvano Ambrogi, al seguito del padre venuto da Roma per lavorare a Nodica, si trovò a vivere la sua gioventù a Migliarino. Del suo soggiorno migliarinese rimane il romanzo “Le svedesi”, ambientato a Bocca di Serchio, e l’amore per quel paese che lo aveva visto ospite nel periodo dei suoi studi e della sua gioventù e dove è voluto tornare a riposare dopo la sua prematura morte.

Allo stesso Ambrogi si deve una descrizione della stazione radio di Nodica :


sperduta nella campagna verso il lago di Massaciuccoli: due grossi palazzi con uffici, tre antenne e tre case per abitazioni, in gran parte distrutte dai tedeschi in fuga e dai colpi di mortaio degli americani quando non c’era più un nemico in giro”.


La stazione radio di Coltano è da molti anni abbandonata a se stessa, recintata perché in condizione di pericolo di crollo, invasa da erbacce e ormai fatiscente. Avrebbe bisogno che le autorità (in questo caso si meritano il minuscolo) decidessero di fare qualcosa per il suo recupero e la sua salvaguardia, in ultimo occasione anche di invito ad un turismo legato alla fama e alle scoperte del Marconi.


Lo stesso si può dire della casa Coli in Bocca di Serchio sede segreta degli incursori della X° Mas artefici di molte gloriose imprese nel corso della seconda guerra mondiale. Risparmiata fortunatamente dall’ accanimento amministrativo della trasformazione di ogni edificio, e luogo di valore, in anonimo appartamento vacanze, giace ora nel più completo abbandono.


Ogni anno, non so in quale periodo e in quale occasione, diventa pellegrinaggio di appassionati e curiosi per celebrare le eroiche imprese degli incursori nel più completo disinteresse dei vecchianesi e anche dell’Amministrazione Comunale.

Spero vivamente che la recente inaugurazione della Casina dei Pescatori in Bocca di Serchio possa essere un segnale di rinnovato interesse per questa nostra Storia dimenticata.

 

Un link, sia pure datato, che fa capire, meglio di tante parole, cosa perdiamo in termini di immagine e di opportunità.

 

http://www.clubpanerai.com/index.asp?notizia=1833&codice=15


Un luogo ed un edificio che meriterebbero una maggiore attenzione e potrebbe rappresentare, una volta restaurato con un progetto da concordare con la proprietà, uno di quei gioielli che la natura e la sorte hanno fornito al comune di Vecchiano come la Marina, il Bosco e la Mandria,  che qui sembrano perdere lucentezza e diventare opachi. Gioielli che sembrano non risplendere come dovrebbero.

 

Così non riescono ad essere efficacemente sfruttati  a scopo turistico (brutta parola ma serve a rendere l’idea) e, nel caso della casa degli incursori, anche rappresentare la testimonianza di una pagina importante nella nostra storia e nella storia del nostro Comune.


Innumerevoli furono le loro imprese nel mediterraneo, alcune condotte con successo, altre concluse purtroppo tragicamente. La più importante per valore e significato fu sicuramente l’affondamento di numerose navi inglesi, alla fonda nel porto di Alessandra nel dicembre del 1941, mediante siluri condotti manualmente, i famosi “maiali” o S.L.C. (siluri a lenta corsa) superando sbarramenti e campi minati. Una impresa talmente eccezionale per organizzazione e coraggio che il  Sunday Express al tempo titolerà:
 “Six men changed the face of the war in one night” (Sei uomini in una notte hanno cambiato la faccia della Guerra).


La missione era condotta dal tenente di vascello Durand De la Penne poiché l’ideatore del siluro e ispiratore delle imprese, Teseo Tesei, era deceduto nel luglio dello stesso anno nel porto di Malta, facendo esplodere volontariamente la carica del suo maiale nel tentativo estremo di aprire un varco fra le maglie metalliche della difesa del porto alle nostre motosiluranti veloci.


“In Bocca, sulla casa che li ospitò, è apposta una lapide in onore di questi uomini coraggiosi, uomini che indipendentemente dall’idea che li ha guidati, sono sicuramente degni di  rispetto, il rispetto che si deve sempre a chi sa affrontare le prove della vita con coraggio e dedizione.
Nei loro scritti non appare mai una motivazione prettamente politica, non si loda il capo supremo, ma si parla prevalentemente di affetti e valori, della nostalgia della famiglia, dell’attesa spasmodica della missione mille volte preparata, e altrettante volte rimandata. Vi è una certa grandezza morale in questi uomini, una dedizione assoluta al loro compito, alla missione che è loro affidata che supera il momento storico, li lancia oltre il semplice steccato delle ideologie e li fa diventare eroi, al di fuori del tempo e delle circostanze. Inconsapevoli e fortunati eroi messi dalla parte sbagliata della storia, portatori tuttavia di innegabili valori universali come la dedizione, la lealtà, il coraggio. Sono valori forse obsoleti ma che andrebbero riscoperti e rivalutati nella società di oggi, aggrappata a modelli di comportamento per molti versi antitetici con i nostri piccoli e talvolta ridicoli bisogni, e che ci dovrebbero far riflettere e porre domande sulla vita e sul modo migliore per viverla.”


Tesei scrive nelle ultime lettere prima della missione che si rivelerà suicida:
…occorre che tutto il mondo sappia che ci sono degli italiani che si recano a Malta nel modo più temerario.

Se affonderemo qualche nave o no poco importa; quel che conta è che si sia capaci di saltare in aria con il nostro apparecchio sotto gli occhi degli inglesi, 

avremo indicato ai nostri figli e alle future generazioni a prezzo di quali sacrifici si serva il proprio ideale e per quali vie si pervenga al successo.
….alle quattro e mezzo la rete deve saltare e salterà.
.....se sarà tardi spoletterò al minuto.
 
Così fece e così morì Teseo Tesei.

La casa che lo ospitò con gli altri compagni meriterebbe oggi di essere considerata un patrimonio nazionale, al pari forse degli ideali che li sostenevano e li guidavano nelle loro missioni.
 
 

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4/5/2014 - 11:31

AUTORE:
antonio

... sede degli incursori della Marina che furono gli artefici di uno dei pochi momenti ed episodi che, nel tempo e nella Storia, hanno fatto grande il nostro Paese ...

Quelli che fanno la guerra, quando non sia semplicemente l'estrema soluzione di difesa del proprio territorio, o sono obbligati oppure sono animati da spirito di sopraffazione nei confronti di altri popoli, vedi cosa ha fatto il nostro "grande" paese in Africa. Pur rispettando queste persone che si sono sacrificate per i propri ideali, non sono certo loro che hanno fatto grande l'Italia, ammesso che lo sia.

Anche in tempo di guerra gli episodi che possono fare grande un paese sono di altro genere e mossi da ben altre spinte ideali.
Gente come Salvo D'acquisto ha fatto grande l'Italia.

2/5/2014 - 18:26

AUTORE:
Luigi

http://www.lavocedelserchio.it/vediarticolo.php?id=18894&page=0&t_a=e-nel-marconi-day-ari-pisa-da-coltano-lancia-sos

29/4/2014 - 21:56

AUTORE:
leonardo bertelli Migliarino

Vede caro Nizzoli, il bello della vita sta proprio nella diversità di opinioni che ci distingue. Lei ha i suoi punti fermi, io i miei che sono diversi da quelli che lei cita.
Siccome la storia non fa sconti a nessuno, ricordo a tutti una data : 10 giugno 1940....nasce tutto da lì. Amor di patria compreso...

29/4/2014 - 17:17

AUTORE:
Tiziano Nizzoli, Cittadini e Territorio

Grazie per non avermi lasciato solo a commentare l'intervento di Bertelli, che confonde malamente la libera espressione democratica con il rispetto dovuto agli eroi, ai loro ideali ed all'amor di Patria.
Non replicherò ulteriormente, penso di aver già detto tutto.

29/4/2014 - 15:00

AUTORE:
Cittadino 2

Non ci facciamo, noi di sinistra, derubare dei nostri simboli e dei nostri valori, che sono universali.
Già il MSI ci tolse la bandiera e l'inno, recuperato da Pertini e da Ciampi, non ci facciamo togliere anche questi eroi lasciandoli alla destra.
Non sono della destra ma sono di tutti, sono dell'Italia e degli italiani, ricordiamocelo.

29/4/2014 - 14:40

AUTORE:
P.G_

Caro Leonardo, io penso che chi sacrifica la propria vita per la Patria sia degno di rispetto senza se e senza ma.
Non credo che Teseo Tesei che si è volontariamente ucciso per permettere il compimento di un'azione di guerra lo abbia fatto perchè apparteneva ad una fazione politica che oggi condanniamo.
Lo ha fatto perchè aveva l'ONORE, una cosa che sembra oggi si sia abbondantemente persa.
Queste persone, da cui ho tratto la storia leggendo alcuni libri, erano prima di tutto militari ed avevano una loro missione, a cui dedicavano ogni loro impegno e che sentivano come la cosa più importante della loro vita, anzi a scapito della loro vita.
Vederli come li vedi tu ne sminuisce l'importanza e insieme a loro sminuisce anche quei valori che loro possedevano e per cui si sacrificavano.
Certe distinzioni sono ancora dure a morire ed oggi tendiamo a dare giudizi che sono prima di tutto pre-giudizi. In tutte le epoche, in tutte le guerre, in tutti i popoli ci sono figure da condannare e altre da ammirare. Questi sono da ammirare, non solo per quello che sono stati capaci di fare, ma anche e soprattutto perchè portatori di valori universali, che non sono la dottrina fascista, come si tende a pensare, ma valori veri come l'onore, il rispetto, la lealtà, il coraggio, doti che hanno saputo dimostrare, fino al sacrificio personale, con le loro missioni.

29/4/2014 - 12:18

AUTORE:
leonardo bertelli Migliarino

Massimo rispetto per le opinioni altrui, siamo in democrazia, ma proprio perchè lo siamo e lo siamo dal 25 Aprile 1945 io continuerò a esprimere liberamente le mie idee e considerazioni. Anche perchè, più che considerazioni personali sono dati di fatto. E' la storia che ce lo insegna.....

29/4/2014 - 10:22

AUTORE:
Gianni

Il tuo è un intervento perfetto e pacato nella sua fermezza. Che nessuno si permetta di calare ombre sui nostri eroi morti in battaglia, altrimenti si cominciano a calare quelle sulla lotta partigiana. La storia ha già espresso i suoi giudizi, non iniziamo a fare considerazioni alla Bertelli ed onoriamo i Caduti di tutte le guerre, da qualunque parte essi combattessero.

28/4/2014 - 12:41

AUTORE:
Tiziano Nizzoli, Cittadini e Territorio

La Storia ha già espresso il suo giudizio, Bertelli poteva soprassedere ad esprimere il suo.
Quando si muore per degli ideali, si muore e basta, il rispetto è dovuto a tutti.
Gli eroi della X MAS, come quelli di El Alamein e tanti altri ancora, hanno segnato pagine di valore che la Storia ricorda senza "ma".
Abbiamo appena finito di celebrare il 25 aprile e la Resistenza, nessuno ha messo dei "ma", quindi che non si faccia neppure per gli atti di eroismo dei nostri soldati!

28/4/2014 - 10:15

AUTORE:
leonardo bertelli Migliarino

Caro Trilussa,
sono daccordo con te sul fatto che la "vecchia Casa Coli" vada ristrutturata, magari da adibire a museo storico,e recuperata anche a scopo turistico per allargare l'offerta del territorio.
Per quanto riguarda gli ideali che animarono gli "eroi" della Marina, io lascerei fare al giudizio della storia.Erano militari,eseguivano ordini daccordo,ma combatterono dalla parte sbagliata.I loro sacrifici vanno ricordati ma non dimentichiamoci che l'Italia fascista era alleata di Hitler e dei giapponesi,compagnie non proprio portatrici di sani valori.E se l'Asse avesse vinto la II° guerra mondiale....che mondo avremmo avuto ?

28/4/2014 - 10:14

AUTORE:
luca puccini

quello che più colpisce in questi casi è la grande indifferenza con la quale lasciamo andare via come la sabbia portata via dal mare (di Bocca di Serchio) frammenti della nostra Storia, quella con la S maiuscola, fatta di sacrifici, anche estremi, di chi ci ha preceduto e che non abbiamo il diritto di lasciare nell'oblìo ma, quanto meno, di tramandare a chi verrà dopo di noi, una piccola testimonianza ed un minimo di doveroso rispetto per quanti ci hanno consentito di vivere una esistenza libera e dignitosa.
Credo che un nostro piccolo contributo possa essere dato, con rispettosa riconoscenza a chi, invece, ha dato il sacrificio massimo della vita.
Ciascuno di noi dovrebbe, nel proprio ambito, sensibilizzare quanti honno il potere di intervenire per non perdere questo insegnamento che ci è stato tramandato e che abbiamo l'obbligo morale di non disperdere.
Forse una strada percorribile potrebde essere quella di costituire, ove non ancora esistente, un comitato con la finalità principale di recuperare questo luogo, come pure altri presenti nei nostri Comuni, espressione dei nostri valori fondanti la società democratica e di partire dalla Casina per rilanciare tutto uno spirito di interesse per la individuazione di altri esempi di abbandono di luoghi simbolo della nostra Storia locale.
In pratica, sostituire alla parola INDIFFERENZA quella MI INTERESSA.