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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
Le Parole di Ieri
Austerity-Aveggio

4/6/2014 - 9:45


AUSTERITY
Il giorno di domenica 2 dicembre 1973 fu il primo di austerità dopo la decisione del Governo di bloccare il traffico di ogni veicolo a motore privato nei giorni festivi.  Il dollaro all’inizio dell’anno si era svalutato del 11%, il Paese viaggiava con un’inflazione al 20% e con l’aumento del prezzo del greggio accompagnato dall’”embargo” sulle forniture di greggio da parte dei paesi arabi, la situazione economica complessiva impose la riduzione del consumo della benzina, di tutti gli idrocarburi, e della spesa energetica nazionale. Il blocco fu decretato dai paesi dell’Opec per ritorsione all’appoggio dell’Alleanza Atlantica all’occupazione israeliana dei territori palestinesi.


Fu un Natale molto triste con le vetrine spente (i negozi chiudevano alle 19 e non potevano tenere accese insegne e vetrine), addobbi natalizi vietati, locali chiusi alle 23, trasmissioni televisive che terminavano alle 22 e 45,  auto e motorini fermi, illuminazione pubblica dimezzata. I negozi di generi alimentari videro una riduzione delle vendite fino al 50%, quelli dei generi voluttuari arrivarono all’80% con molti esercizi in via di fallimento. Erano anche gli inizi degli anni di piombo, anni di grande attività delle Brigate Rosse con uccisioni e ferimenti quasi quotidiani.
 
Un periodo nero per il Paese che sembrava ritornato agli usi e costumi degli anni Quaranta con l’auto diventata un lusso, il riscaldamento problematico (molto gravi i disagi per chi aveva impianti a gasolio o cherosene: costosissimi ed introvabili), le città oscurate, la coda ai negozi per acquistare lo zucchero. Unici a poter brindare della situazione erano i petrolieri che avevano, si scoprirà l’anno seguente, i silos pieni di carburante e che con la scusa della crisi energetica e della mancanza della benzina ebbero ricavi del 250% con una truffa stimata, in quegli anni, di ben 2.000 miliardi di lire. Questo lo si saprà solo successivamente e lo scandalo coinvolgerà molti petrolieri, finanzieri, politici. Si verificheranno negli anni molti strani “suicidi” ed anche l’assassinio mai chiarito di Carmine Pecorelli detto Mino, avvenuto nel 1979, pare legato a questo scandalo che egli aveva anticipato sul suo periodico OP “Osservatorio Politico Internazionale”.
 
Unico avvenimento positivo da registrare nell’anno 1973, e precisamente il 24 gennaio, è la fine del conflitto in Vietnam, dopo 13 anni di guerra, 2 milioni di morti, 14 milioni di tonnellate di bombe sganciate su un territorio grande appena come l’Italia. Il grande colosso americano, con tutta la sua potenza bellica, sconfitto da quello che fu definito “il popolo delle formiche”.


La guerra in Vietnam è un’operazione che ha influenzato molto la civiltà americana di quegli anni, una ferita che si rimarginerà molto lentamente negli anni, acuita anche dalle molte testimonianze uscite in seguito come memorie, documentari, films, che metteranno in risalto le immani atrocità di questa guerra.


Il 2 dicembre avranno inizio quindi quelle che saranno definite “le domeniche a piedi” e per sfortuna degli italiani il periodo risultò uno dei più freddi degli ultimi anni. I giorni del 2 e 3 dicembre furono giudicati dai climatologi i più freddi dal 1946.
In paese si era avuta anche una spruzzatina di neve che era rimasta lungo la ferrovia.
La novità dell’Austerity tuttavia fu accolta con molta comprensione da parte dei cittadini che riscoprirono anzi il piacere della passeggiata, del giro in bicicletta, in luoghi, in città tornate ad essere vivibili in quanto prive di automobili.
Il vedere l’Aurelia senza traffico, il potersi sedere o sdraiare sull’asfalto dove solo fino alla mezzanotte precedente correvano le auto era una sensazione strana e piacevole, un gradevole senso di isolamento, di pace. In paese la gente era allegra e nonostante le difficoltà di approvvigionamento, specie per il cherosene da riscaldamento, ci si sentiva più uniti e forse anche felici di questa novità che aveva sconvolto così radicalmente il nostro modo di vivere.


Si andava in città con la Lazzi e sul mezzo pubblico avevano modo di incontrarsi persone che non si vedevano da anni, si riallacciavano rapporti interrotti da tempo, si ritrovavano amici perduti di vista, solo perché le strade di ognuno divergevano, pur vivendo nello stesso paese.
Fu un periodo strano, problematico e talvolta per certi versi anche drammatico, ma piacevole da ricordare, una singolare novità, una straordinaria esperienza di vita.
  
AVEGGIO
Lett: LAVEGGIO [Dal latino lapideum (vas) vaso di pietra, caldaia, dall’aggettivo lapideus (lapis-dis: pietra, lapide, perché fatta di pietra collare]
[La forma popolare aveggio è dovuta al fenomeno linguistico della “deglutinazione” per cui la lettera L è sentita come articolo e quindi deglutinata dalla parola di cui fa parte-Paolini M.]

In dialetto indicava un qualsiasi utensile da cucina fatto di alluminio.
Veniva usato anche come termine blandamente offensivo, ma non dispregiativo, di una persona piuttosto grossa e larga.
Il  tegame (pentola rotonda, con bordi bassi e uno o due manici-De Mauro) aveva assunto in dialetto anche il significato di donna di malaffare, prostituta, puttana con un evidente significato dispregiativo.
 
 
 

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