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Una vicenda tutta personale viene descritta in questo nuovo articolo di Franco Gabbani, una storia che ci offre un preciso quadro sulla leva per l'esercito di Napoleone, in grado di "vincere al solo apparire", ma che descrive anche le situazioni sociali del tempo e le scorciatoie per evitare ai rampolli di famiglie facoltose il grandissimo rischio di partire per la guerra, una delle tante. 

La carriera politica personale dell’Onorevole Mazzeo .....
Bonaccini ha dato le dimissioni da presidente della .....
. . . c'è più religione ( si esce un'ora prima). .....
. . . uno sul web, ora, che vaneggia che la sua .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Mauro Pallini-Scuola Etica Leonardo: la cultura della sostenibilità
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Incontrati per caso
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APOCALISSE NOKIA di Antonio Campo
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Il mare
con le sue fluttuazioni e il suo andirivieni
è una parvenza della vita
Un'arte fatta di arrivi di partenze
di ritorni di assenze
di presenze
Uno .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
ESTATE VECCHIANESE
Bambini ora vi mostro un mostro

23/7/2014 - 18:51

 
Paolo Ercolini, un biologo ferratissimo, con una tecnica di approccio ai bambini notevolissima, ha illustrato l’ecosistema marino ad un discreto numero di giovanissimi accompagnati dai genitori (mamme per lo più e attente più dei figli) e a qualche curioso.
Dalle sue scatole magiche, tanto da farlo sembrare Mary Poppins o Mago Merlino,  ha tirato fuori cose note e sconosciute, conchiglie predate e predatori di conchiglie, misteriose uova nate e non di squaletti, bocche paurose di squalotti, razze rinseccolite che ti fissavano sfidandoti ad esser toccate, solidi ricci di roccia e volanti diafani di sabbia, innocue tracine sotto spirito invece delle sorelle  sotto acqua e sotto piede e… e un finale sbalorditivo.
Paolo  aveva già accennata la sua smania di  ricerca di “cose” straccate dalle mareggiate e ci ha regalato un suo sentimentale ritrovamento di un semplice guscio di “muscolo”. Lo ha raccolto divertendosi a “leggerlo” nella sua pagina dorsale: una storia di balani avvinghiati, un’altra di vermi tubiformi saldati, ancora una valva di  ostrica vagabonda che si era adagiata fra loro e una quarta lettura la offriva un ammasso di policheti, ma il sesto senso gli diceva che le letture sarebbero dovute essere cinque, numero che nella vita del mare è ricorrente.
Non restava che “voltare pagina” e infatti sul retro del guscio vi era un simbolo che lo ha strapagato nella sua ricerca: il mare lo amava quanto lui amava il mare.
Lasciamo stare i sentimentalismi e arriviamo alla fine dell’incontro con un altro incontro sentimentale per me.
Difficile essere presente ad una conferenza di studio come era quella di ieri e sentirsi alla fine investito da qualcosa che va oltre la scienza.
L’ultimo pezzo che Paolo ha mostrato, coinvolgendo tre ragazzini,  era stato virtualmente mio per un brevissimo momento, il 27 gennaio 2011, quando alle quattro di mattina andai a salutare la balena che era morta e spiaggiata il giorno prima sulla riva di San Rossore.
Lo confesso, volevo un qualcosa da ricordare dalla Regina del Mare, fosse anche un “dente” peloso da conservare, ma poi il rispetto prevalse e mi rimase solo la foto.
Dopo tre anni e mezzo un  fanone si ripresenta a Marina di Vecchiano, in mano ad un altro, ma sono contento perché lui lo ha mostrato (forse io l’avrei tenuto nascosto, non so) e contento perché  il ricordo della balena ora è in altre persone, giovanissime  e curiose e non solo in giovani studiosi o melanconici anziani.

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