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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
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DOMANDE
di Trilussa

4/8/2014 - 8:36

 
Nancy Motes, 37 anni, sorella dell'attrice Julia Roberts, si è suicidata a Los Angeles lasciandosi affogare nella vasca da bagno dopo aver preso una overdose di psicofarmaci. La  figlia di Michael Jackson ha avuto più fortuna, forse, perché il suo tentativo di suicidio è stato sventato all’ultimo momento. La figlia di Bob Geldorf (cantante, attore e attivista irlandese che ricordiamo anche per i concerti e le attività a scopo umanitario come Band Aid, USA for Africa e per la canzone “We are the world”) è morta per overdose. Peaches Geldorf aveva solo 25 anni, era madre di due figlie piccole ed è stata trovata morta nella sua villa nel Kent.


Lo so che in questo momento sono ben altre le notizie che ci preoccupano. Oltre la nostra situazione politica, sempre più ingarbugliata, molti focolai di guerra si sono improvvisamente accesi vicino a noi e i telegiornali sono pieni di cattive notizie, di morti, di massacri, di attentati e manovre militari in atto.


Non è che nel mondo ci siano  periodi di pace assoluta, momenti storici in cui non ci sia qualche guerra. L’Osservatorio permanente dei Conflitti dimenticati della Caritas ci informa infatti che a partire dagli anni '90 ben 57 guerre sono state combattute sul suolo di 45 paesi facendo oltre tre milioni di morti. Ma sono guerre lontane, e non solo geograficamente. Sono guerre giornalisticamente dimenticate, dove non mancano certamente morti ma scarseggiano invece gli interessi economici delle Grandi Potenze, delle Multinazionali e per questo praticamente ignorate. Di solito in paesi poveri e senza risorse nel sottosuolo, dove non c’è petrolio, non ci sono diamanti, nè gas e nemmeno coltan (vedi appendice).


Le vicende di queste giovani ragazze e madri tuttavia ci fanno riflettere e porre delle domande.
Sembrano a prima vista ragazze fortunate, nate da padri famosi o sorelle di personaggi altrettanto famosi e molto ricchi, benestanti, che fanno pensare di essere vissute per molti anni dotati di tutti i confort della civiltà moderna e lontano da tutte quelle piccole e grandi necessità quotidiane delle persone comuni:  quella di dover sbarcare il lunario, mantenere la famiglia, fare fronte ai mille problemi quotidiani che una condizione di normale lavoratore impone continuamente.


L’overdose e il suicidio da questo punto di vista sono molto simili, entrambi la fase finale di un percorso di disagio personale e sociale in cui si cerca comunque una via d’uscita: momentanea con la droga, finale e definitiva con il suicidio.


Ma perché queste ragazze, così giovani e così ricche, non erano felici? Perché non sono state capaci di godere dei loro privilegi? Cosa serve, oltre il denaro, per esserlo? E, il denaro, è assoluta garanzia di felicità?
La vicenda di queste ragazze, fortunate solo per nascita , sembrerebbero dire il contrario.


Non sono certamente in grado, nessuno penso possa farlo, di dare la ricetta per vivere una vita piena e soprattutto felice, ma alcune cose possono aiutare.


L'intelligenza, ad esempio. Non quella del QI che risolve in fretta un problema o un’equazione,  ma quella che riesce a far apprezzare quello che abbiamo, a godere delle piccole cose, a riuscire a guardare dietro di noi quelli che hanno meno, a sapersi godere quello che ci siamo conquistati con il nostro l’impegno e il nostro lavoro.


Anche un po’ di cultura può aiutare, quel tanto che serve per farci apprezzare il bello che ci circonda e che sfugge a chi non sa vederlo. Un quadro, un paesaggio, una poesia, un libro, una musica riescono a darci una piccola felicità, a farci compagnia quando siamo soli, a riempire una giornata vuota, a farci fare un viaggio con la mente, a trasportarci in un mondo diverso.
La cultura serve anche a farci capire il mondo e cosa succede, a farci vivere da protagonisti e non da spettatori ignoranti che dipendono dagli altri, a volte senza nemmeno rendersene conto.


Infine credo che un elemento fondamentale in questo contesto sia rappresentato dagli affetti. Credo non si possa vivere senza affetti, di qualunque tipo e verso chiunque: un familiare, più o meno vicino, un amico, anche un animale, oppure una fede. Spesso sono proprio questi l’ancora di salvezza di molte situazioni, anche tragiche.


Il denaro appare quindi come elemento secondario e le vicende riportate, in fondo, lo dimostrano. Lo stesso si può dire del  potere o della bellezza.
La bellezza è un’arma delicata, a doppio taglio. Utile, come il denaro, ma se rappresenta l’unica qualità presente (mancando intelligenza e cultura) difficilmente, da sola, può riuscire a dare certezze.
E infine la fortuna, di cui sempre e comunque è indispensabile avere una buona dose.


Il COLTAN
Il coltan veniva sfruttato anche prima della Seconda guerra mondiale, ma è diventato strategico solo da qualche anno. Prima valeva pochissimo e nessuno voleva estrarlo. Spaccare le pietre sotto il sole non è un lavoro piacevole. Ora è richiestissimo dall'industria ultratecnologica e le concessioni si sono moltiplicate.


A cosa serve il coltan? A vederlo così non somiglia a niente. Solo fango di sabbia nera con qualche debole scintilla di luce, come se fosse quarzo. Se gli si avvicina una calamita si attacca.


In realtà il coltan è un minerale dall'importanza economica e strategica immensa. In particolare, spiegano gli esperti, serve a ottimizzare il consumo della corrente elettrica nei chip di nuovissima generazione. Nei telefonini, per esempio, o nelle telecamere o nei computer portatili dove il problema più difficile da risolvere è quello della durata delle batterie. I condensatori al tantalio permettono un risparmio energetico e quindi una maggiore versatilità dell'apparecchio. Questa la spiegazione ufficiale. Ma parlando con i commercianti che esportano il coltan viene fuori un'altra strana verità.


Il coltan è radioattivo e contiene anche un bel po' di uranio. Non è forse che questo faccia gola più della tantalite?


Oltre a essere l'ingrediente fondamentale nella costruzione dei nostri telefoni cellulari, il coltan è usato nell'industria aerospaziale per fabbricare i motori dei jet, oltre agli air bag, ai visori notturni, alle fibre ottiche. L'anno scorso quando in tutto il mondo occidentale la gente impazziva perché nei negozi la PlayStation 2 era introvabile, si era diffusa la voce che la vera ragione fosse la carenza sul mercato della sabbia nera. Per alcuni mesi la guerra ha impedito il lavoro nelle miniere e il coltan non ha potuto raggiungere le sedi della sofisticata industria hi-tech. Il prezioso minerale è naturalmente anche la causa della guerra che sta devastando il Paese. I proventi della vendita del minerale servono infatti a pagare i soldati e ad acquistare nuove armi.

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