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i Civatiani Toscani
“Toscanellum? Troppe cose che non vanno! “

5/8/2014 - 0:03


 
“Toscanellum? Troppe cose che non vanno! “
“No a listino bloccato e candidature multiple; sì alle primarie per la scelta dei candidati”


                                        COMUNICATO STAMPA

La nuova legge elettorale toscana, il cosiddetto "toscanellum", certo migliorativa rispetto alla precedente e più accettabile dell'Italicum (ci vuol davvero poco) ha però ancora troppi punti che non vanno.

Ci sono alcuni punti che rischiano, se non modificati, “di lasciare alle segreterie dei partiti e non ai cittadini toscani la scelta dei propri consiglieri regionali”, dice Laura Rimi, membro di area Civati della direzione regionale

Su questi punti venerdì, nell’ultima direzione regionale prima della pausa estiva, la piccola componente civatiana ha dato battaglia presentando un documento che ha aperto una discussione accesa, in cui sono anche volate parole grosse. Oggetto della contesa la proposta di legge n. 348 del 24 luglio che riscrive la legge elettorale toscana in vista delle elezioni della prossima primavera. La proposta nasce da un accordo tra PD e Forza Italia che ha escluso tutte le principali forze di maggioranza ed opposizione.

Due no e un sì sono quelli espressi da Laura Rimi e Fabio Di Meo, intervenuti in direzione: no a listino dei nominati (dove i tre candidati sono scelti dalle segreterie dei partiti); no alle candidature multiple; sì alle primarie per decidere inserimento e graduatorie dei candidati nelle liste circoscrizionali. Scelta quest'ultima non scontata, anzi, visto che si comincia da più parti a dire che la presenza delle preferenze nella legge potrà escludere le primarie per i consiglieri, riportando di nuovo nelle stanze dei partiti la scelta della rosa dei nomi da sottoporre agli elettori.


Il principale obiettivo della riforma doveva essere quello di restituire maggiore protagonismo agli elettori nella scelta dei propri rappresentanti e, quindi, il definitivo superamento del doppio modello di liste bloccate (prima i listini di partito e poi le liste a livello provinciale), che ha contribuito a qualificare la legge toscana come una sorta di “anticipo” del Porcellum. “La proposta invece” – dicono Rimi e Di Meo – “realizza l’auspicato superamento solo parzialmente. Se è sicuramente apprezzabile e condivisibile l’introduzione del ballottaggio e della doppia preferenza di genere all’interno delle circoscrizioni plurinominali, non altrettanto la permanenza del 'listino regionale' di partito, seppur facoltativo e ridotto ad un massimo di 3 candidati, ma comunque di lista e non di coalizione” 


Si obietta, infatti, che con un consiglio regionale ridotto a 40 membri si rischia che per molte delle forze politiche gli unici candidati eletti saranno proprio quelli scelti dalle segretarie di partito. La scelta è tanto meno accettabile alla luce delle riforme costituzionali attualmente in discussione. Nella prospettiva di una seconda Camera con senatori eletti da e tra i consiglieri regionali, si corre il rischio che si trovino a rappresentare la nostra regione in Senato consiglieri che mai si sono sottoposti alle preferenze degli elettori e che hanno scarso radicamento territoriale. E ciò potrebbe incredibilmente verificarsi anche laddove i consiglieri medesimi fossero stati bocciati dagli elettori, in virtù della prevista possibilità di plurime candidature, nel listino regionale e in due liste circoscrizionali. Con la candidatura plurima se si perde in un collegio si può vincere in un altro, o addirittura senza nemmeno "giocare" si vince comunque essendo inseriti anche nel listino. Un evidente e grave vulnus del principio rappresentativo, o più banalmente, una presa in giro degli elettori.


La Direzione non ha accolto queste proposte, chiudendo con un voto di rigetto che ha visto renziani e cuperliani incredibilmente uniti nella difesa del listino bloccato e delle soglie differenziate. Qualcuno ha anche detto, come il Presidente Rossi, per consentire al centrodestra di riorganizzarsi e fare così da stimolo alla sinistra.


Quello che sicuramente non si chiuderà è la battaglia dell’area Civati contro il listino bloccato, le candidature multiple e in favore delle primarie. Questi saranno i temi da cui partirà la costituenda associazione Toscana Possibile che porterà avanti anche nella nostra regione le proposte, il nuovo PD e la nuova sinistra di Pippo Civati: un PD in cui non sono i politici a scegliere i politici, ma i cittadini. Un'associazione trasversale a tutta la sinistra, dentro e fuori il PD, senza steccati, con l'obiettivo non di abbattere ma di ricostruire ciò che appare sempre più sfocato: l'orizzonte della sinistra italiana.
 
Toscana Possibile

 

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