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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
. . . non siamo sui canali Mediaset del dopodesinare .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
Comunicato stampa PRC
Un cavallo di Troia lungo 2.000 metri
Ci risiamo

22/9/2014 - 20:26


Un cavallo di Troia lungo 2.000 metri

Ci risiamo.

 

Ancora una volta siamo costretti a sottolineare che l'avevamo detto.

Facili Cassandre, tristemente consapevoli che quello che avevamo visto non era molto nascosto nelle nebbie del futuro, ma che forse proprio per questo la nostra voce è stata isolata.

E' di venerdi scorso la notizia che molto probabilmente la nuova pista dell'aeropoprto di Peretola - parallela convergente verso l'autostrada(!) - sarà di 2.400 metri. La scelta sarà molto probabilmente presa dall'ENAC sulla base di mere considerazioni tecniche. Eppure il peso politico, socio-economico e ambientale di questa decisione sarà notevolissimo, perché modificherà pesantemente gli scenari strategici dello sviluppo del territorio in Toscana e dell'assetto dei trasporti in Italia.Il governatore della Regione in questi anni ha combattuto una strenua battaglia per "infilare" nel Piano di Indirizzo Territoriale una pista da 2.000 metri. Ha fatto fuoco e fiamme, fino a mettere addirittura ingioco la propria carica per ottenere che la sua maggioranza gli garantisse questo risultato. Tutto, nell'ottica dichiarata di un sistema aeroportuale regionale con un city airport (Firenze) e un aeroporto per voli anche intercontinentali (Pisa).

La scelta dell'ENAC, se confermata, metterà in crisi questa visione di sistema. Ma, come già detto, noi l'avevamo previsto, e avevamo per questo chiesto che la variante voluta da Rossi a favore della pista da 2.000 metri fosse stralciata. Con la nostra richiesta volevamo mantenere vive e cogenti scelte di politica territoriale assolutamente alternative, a partire da quella di tutelare il sistema ambientale della Piana di Prato, piana che a questo punto subirà un chiaro enotevole impatto negativo dalla realizzazione e dall'uso della pista

parallela convergente.

La proposta dello stralcio è stata bocciata dal PD, che pure a Pisa ha sostenuto di lottare strenuamente per l'aeroporto della città. Ora ci troviamo di fronte non solo la decisione tecnica dell'ENAC, ma(guarda caso) addirittura e puntualmente il decreto "Sblocca Italia",con cui si stanziano milioni per finanziare questa grande opera.Mestamente dobbiamo rilevare che avevamo denunciato in anticipo che si sarebbero stanziati soldi pubblici per favorire un privato.

Non basta: l'art.1 comma 10 dello Sblocca Italia stabilisce che per gli aeroporti di interesse nazionale sono approvati i contratti di programma già sottoscritti dall'ENAC con i gestori degli scali e il parere favorevole espresso dalle Regioni e dagli Enti Locali interessati "comprende ed assorbe, a tutti gli effetti, la verifica di conformità urbanistica delle singole opere inserite negli stessi piani regolatori".A questo punto diventa chiaro a tutti che la pista da 2.000 metri approvata con la variante del PIT l'estate scorsa è stata in realtà un vero e proprio cavallo di Troia per quella da 2.400 metri. I cittadini hanno avuto l'illusione che il governo regionale fosse all'opera per garantire uno sviluppo armonico del sistema aeroportuale, mentre invece lavorava soltanto per garantire posizioni dominanti nel mercato a dei soggetti privati.

 

Una città in Comune - PRC

Fonte: Una città in Comune - PRC
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25/9/2014 - 11:10

AUTORE:
Napolitano Francesco

Premesso quanto scrive Alessio, "Perché a conti fatti, in Italia quando si parla di sviluppo si intende sempre e costantemente l'impulso all'industria edile e costruttiva: se poi ci sono 4 milioni di immobili sfitti o 400.000 capannoni vuoti (in crescita costante), poco importa. L'importante è mettere in moto quest'esuberante e logorante macchina del cemento in qualsiasi modo e dietro qualunque pretesto.
Non importa se poi l'opera servirà realmente a qualcosa: il concetto italico prevede che intanto si faccia... poi a qualcosa servirà.", non posso che evidenziare quanto accadrà nei 70.000 mq di campi tra la Statale del Brennero e via delle Sorgenti, di cui all'ennesima "Variante al regolamento urbanistico" deliberata dalla Giunta Panattoni (DGC 201 del 27-08-2013). Cosa farà SEL visto l'accordo delle primarie riguardante il consumo "zero" del territorio?

23/9/2014 - 10:50

AUTORE:
Alessio

Ai tempi in cui il sottoscritto e molti altri - anche in questo stesso comprensorio - osservarono la «bella Elena» (la Monica Sgherri) fare gli occhi dolci al «pelide Achille» (S.M. il Governatore Rossi) dall'alto delle possenti mura di Troia (gli scranni del Consiglio Regionale), non rinnovarono la cittadinanza nel PRC.
Era la calda (a differenza di quella appena trascorsa) fine luglio dello scorso anno e - a fronte di un sollevamento popolare contro l'allungamento della pista di Peretola che coinvolse finanche tutti i sindaci PD della Piana di Firenze - la «bella Elena» non seppe fare di meglio che lasciare l'aula al momento della votazione del rovinoso Piano di Indirizzo Territoriale (che sancì de facto il via libera a questa follia gigliata tanto cara al Premier Matteo Renzi), in compagnia di Gabriele Chiurli e di Mauro Romanelli del Gruppo Misto, a Rudi Russo del Centro Democratico ed al Presidente del Consiglio Regionale Alberto Monaci, salvando l'establishment da una salutare crisi di governo che tutti i cittadini della vera Sinistra avrebbero salutato con favore e simpatia, e che i lavoratori dell'Aeroporto di Pisa avrebbero accolto come un atto di vicinanza alla loro causa.
Invece no: l'amico e incolpevole (ma forse pio illuso sì) compagno Luca Barbuti giustificò l'incomprensibile decisione della «bella Elena» con una pur legittima e giustificata difesa dell'operato di Salvatore Allocca - allora Assessore Regionale alle Politiche Sociali - per il suo lavoro intorno alle tematiche del diritto alla casa.
Sono bastati appena sei mesi perché il «pelide Achille» - ben lontano dalle gloriose gesta del leggendario conquistatore di Troia che la letteratura classica ha custodito per i posteri - non decidesse di compiacere l'antico rivale al culmine della sua scalata politica - fatta di proclami e propaganda - da Sindaco di Firenze a Premier non-eletto, che - come lo stesso Rossi ebbe a dire - gli chiese esplicitamente «che fosse inserito in Giunta il suo vicesindaco».
A febbraio 2014 - dietro la pretestuosa argomentazione di un imprecisato «riordino» - il Governatore si liberò della scomoda presenza del PRC in Giunta, con cui però aveva ottenuto mandato popolare, a differenza della Sig.ra Saccardi, oggi addirittura vicepresidente della Regione Toscana (ma d'altra parte se un Sindaco di Firenze si può permettere di diventare Presidente del Consiglio in virtù della sola vittoria delle Primarie e senza alcuna legittimazione democratica, figuriamoci se il suo vicesindaco non può convolare a Governatore vicario della Toscana!); ne fecero le spese il buon Salvatore Allocca - sostituito proprio dal numero due gigliato di Renzi - e Cristina Scaletti, ex-Assessore alla Cultura e al Turismo - peraltro neanche malaccio - rimpiazzata da un uomo degli apparati renziani, Emmanuele Bobbio, «giovane» economista della Banca d’Italia come lo ha presentò la stampa.
Il Governatore a chiare lettere si impegnò - e disimpegnò al contempo - presso l'alleato più mancino con un gelido: «Infine un nuovo assessore alla cultura, da condividere con la sinistra che vuole continuare a stare nella maggioranza della Regione, potrà dare un impulso nuovo in un settore cruciale per la Toscana. Io non pongo pregiudiziali, ma deve essere chiaro che il nuovo assessore dovrà essere una figura di profilo e livello adeguato per un ruolo tanto importante».
La frase di Rossi - passata forse inosservata ai più - oltre a costituire un vero e proprio out out per il PRC ed una lampante esortazione ad accontentarsi delle briciole (la cultura dovrebbe essere un settore strategico in Italia ed in Toscana in particolare, per carità, ma purtroppo non lo è se non nella misura in cui produca interessi per certe aziende), è anche e soprattutto un tacito disconoscimento dell'impegno di Salvatore Allocca per i più deboli della Toscana.
Insomma il risultato dell'astensione della Sgherri, è stato la perdita di tante tessere del PRC perché alla fine - in barba al mandato popolare accordato al Governatore - si è scelto di incardinare la Toscana nell'alveo di quelle stesse scellerate politiche che da Firenze si sono propagate epidemicamente verso Roma come una malattia mortale, facendo man bassa del concetto di rappresentatività elettiva per far posto ad una più comodo meccanismo di nomina, assestando un brutale colpo a Pisa e al Galilei in favore di un'aerostazione - presso cui personalmente non farei atterrare manco un aliante - ma, soprattutto, per realizzare quanto alla fine il meticoloso e straordinario lavoro di Salvatore Allocca alle politiche sociali possa essere spazzato via da provvedimenti nazionali senza ne' capo ne' coda.
Già, perché a fronte di costosissime querelle come gli F35, le missioni suicide in Afghanistan e Iraq, il nuovo fronte orientale a fianco dei fascisti ukraini (che costerà alle imprese italiche qualcosa come 100 miliardi di euro), il MOSE, l'Expo e la TAV, oltre a devastare scuola, sanità, lavoro, previdenza pubbliche, l'esecutivo ha già deciso di alienare dal proprio patrimonio gli alloggi popolari, già finora gestiti in maniera clientelare, approssimativa e ai limiti della decenza.
Una sola cosa - ed è paradossale - mi consola, cari compagni del PRC: i 2400 m della pista di Peretola, serviranno solamente a compiacere Renzi e - soprattutto - qualche impresa/coop di costruzioni compiacente e non a dare impulso allo scalo fiorentino.
Perché a conti fatti, in Italia quando si parla di sviluppo si intende sempre e costantemente l'impulso all'industria edile e costruttiva: se poi ci sono 4 milioni di immobili sfitti o 400.000 capannoni vuoti (in crescita costante), poco importa. L'importante è mettere in moto quest'esuberante e logorante macchina del cemento in qualsiasi modo e dietro qualunque pretesto.
Non importa se poi l'opera servirà realmente a qualcosa: il concetto italico prevede che intanto si faccia... poi a qualcosa servirà.
Hai visto mai che non si spenda qualche milioncino di euro della collettività per costruire a Peretola una bella ciclabile travestita da pista di atterraggio? L'importante se ancora non lo aveste capito - cari compagni del PRC - è costruire, costruire e costruire, liberare risorse che potrebbero invece essere utilizzate per finanziare la cultura - miglior contraltare dell'attrazione turistica per la nostra bella terra, e strumento più indicato per rilanciare uno sviluppo armonioso, sostenibile ed eco-compatibile dei territori - per riempire di cemento a memoria dei posteri.
È un modo per crearsi consenso - pascendo quel soverchio ceto medio-alto figlio del clientelismo italico, costituito da trombati e riciclati della politica e dalle aristocrazie operaie locali - a spese dell'ambiente e delle future generazioni.
Quindi, care le mie Cassandre, che dire? La «bella Elena» ebbe occasione per far «morire Sansone e tutti i Filistei», anziché compiacere il «pelide Achille» ed il suo tallone come invece decise di fare... Troia avrà un'intero ippodromo a sua disposizione d'ora in avanti per capitolare di fronte alle farneticazioni neo-liberal ed al parallelo neo-guelfismo dilagante.
La mia opinione è che i compagni labronici siano sulle tracce della giusta strategia: appoggiare a chiare lettere il M5S e fare terra bruciata intorno al Governatore.
Servirà senz'altro la Provincia Costiera e una devolution che permetta alla Toscana Occidentale di affrancarsi dal giogo fiorentino, dai mefitici influssi renziani e dagli effetti della capitolazione ai dictat psicologici del Cosimino de Medici de' no'artri.
Purtroppo l'emancipazione sociale non è cosa immediata ed è generalmente preceduta da quella dei dei territori e delle comunità: il Referendum per la libertà della Scozia è stato favorevole alle farneticazioni di Londra e di Bruxelles per un soffio (ma i giovani favorevoli allo scisma dal Regno Unito - insieme ai disoccupati, ai precari e agli inoccupati scozzesi - sono oltre il 70%) e a breve ci sarà quello catalano a turbare i sonni di Draghi & C.; e da queste parti bisogna iniziare seriamente a prefigurare perlomeno la cesura netta dal comprensorio fiorentino...

22/9/2014 - 22:56

AUTORE:
Lapo Elkan

Tanto io vado in elicottero....